Sulla manovra via libera della ragioneria: cambia la misura sugli affitti brevi e cresce l’irap per banche e assicurazioni

Si riducono le decurtazioni previste per il settore audiovisivo: il finanziamento al Fondo per il cinema e l’audiovisivo, nella versione della Manovra sottoposta alla bollinatura, subirà un taglio di 150 milioni nel prossimo anno, invece dei 190 milioni indicati nella prima bozza del ddl di bilancio. Per il 2027 la riduzione prevista passa da 240 a 200 milioni.

La nuova modulazione dei fondi è pensata per mitigare l’impatto sui produttori, sulle società di distribuzione e sulle strutture di promozione culturale che negli ultimi anni hanno beneficiato di misure di sostegno e di incentivi fiscali. Riduzioni più contenute possono favorire la continuità dei programmi di produzione e la partecipazione alle rassegne internazionali, pur lasciando aperte questioni sulla sostenibilità finanziaria a medio termine del comparto.

Taglio dell’Irpef: beneficiari e impatto fiscale

La Manovra prevede una riduzione dell’Irpef per la seconda aliquota, che scende dal 35% al 33%. La misura riguarda circa 13,6 milioni di contribuenti, secondo la relazione tecnica che accompagna il provvedimento bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato e trasmesso a Palazzo Chigi.

La riduzione dell’aliquota punta a sostenere il reddito disponibile delle fasce di contribuenti coinvolte, con effetti redistributivi che dipenderanno anche dall’interazione con altre misure fiscali e dai livelli di detrazioni e deduzioni fiscali applicabili. Il testo finale del provvedimento è articolato in 154 articoli.

Restrizioni alla deducibilità per le banche

Per il periodo 2026-2029 è prevista una limitazione alla deduzione delle svalutazioni collegate all’adozione del metodo delle perdite attese. Tale disciplina stabilisce che le svalutazioni saranno deducibili in cinque quote costanti, a partire dall’esercizio in cui la rettifica è iscritta a conto economico.

La misura si applica al sistema bancario e riguarda i crediti classificati nel primo e nel secondo stadio di rischio di credito, limitando la deducibilità delle svalutazioni derivanti esclusivamente dall’adozione del modello di rilevazione delle perdite attese su crediti.

Per evitare effetti sulla disciplina di conversione delle Dta in crediti d’imposta, è previsto il divieto di conversione delle Dta iscritte a seguito delle svalutazioni disciplinate dalla nuova norma. Inoltre, nella determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 si assume come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni introdotte dalla Manovra.

Dal punto di vista della competenza finanziaria, la misura produce effetti stimati in 164,1 milioni nel 2026, 95,5 milioni nel 2027 e 64 milioni nel 2028; sul fronte della cassa gli impatti sono pari a 126,8 milioni, 111,7 milioni e 70,9 milioni rispettivamente.

La stretta influisce direttamente sulla posizione fiscale e sul patrimonio tassabile delle banche, con possibili ricadute sulla capacità di accantonamento e quindi, in prospettiva, sulla disponibilità di capitale per erogare credito. Le autorità di vigilanza e le associazioni di categoria analizzeranno gli effetti sull’equilibrio patrimoniale e sulla gestione dei rischi di credito.

Intervento e reazioni del mondo bancario

In occasione del Salone del leasing organizzato da Assilea a Milano, il presidente dell’Abi, Patuelli, ha commentato la Manovra in termini cautelativi, rimandando a un’analisi più approfondita dopo l’iter parlamentare.

Patuelli ha dichiarato:

“Per quello che riguarda il disegno di legge di Bilancio, quando sarà stampato dal ramo del Parlamento che lo esaminerà, cioè il Senato, ne prenderò visione e lo studierò in tutti i suoi combinati disposti. Seguirò con grande attenzione il dibattito parlamentare di cui sono molto rispettoso.”

Oltre alla presa di posizione formale, il mondo bancario è interessato a verificare gli effetti operativi della norma sulle prassi contabili e fiscali, nonché l’eventuale necessità di misure di accompagnamento per evitare tensioni sulla liquidità o sulla capacità di erogare credito alle imprese.

Nel prossimo periodo il dibattito parlamentare e gli emendamenti che potranno essere presentati al testo originale saranno determinanti per definire l’impatto finale delle misure e la loro articolazione pratica. Le autorità istituzionali, le associazioni di settore e gli operatori resteranno attivi nel monitorare l’attuazione e nel proporre adeguamenti normativi qualora emergessero criticità.



Author: Tony
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