Esercito Usa lancia l’appello ai fondi di private equity per un piano di infrastrutture da 150 miliardi

L’esercito degli Stati Uniti ha avviato un dialogo con i principali fondi di private equity per individuare progetti strategici e robusti in grado di sostenere un piano di ammodernamento infrastrutturale stimato intorno ai 150 miliardi di dollari. L’iniziativa, promossa dal segretario dell’esercito Daniel Driscoll e dal segretario al Tesoro Scott Bessent, è stata illustrata durante un forum riservato tenutosi a New York e ha visto la partecipazione di circa quindici tra le più rilevanti società di buyout come Apollo, Carlyle, KKR e Cerberus.

Daniel Driscoll ha dichiarato:

«Abbiamo detto loro: “Ecco tutte le risorse sottoutilizzate di cui disponiamo. In che tipo di operazioni possiamo coinvolgervi?”»

Lo scopo è attrarre capitale privato mediante modelli finanziari innovativi in grado di colmare il divario tra quanto previsto dal budget corrente — circa 15 miliardi distribuiti su dieci anni — e le necessità reali di investimento, stimabili a cifre fino a dieci volte superiori. L’approccio punta a trasformare asset militari poco sfruttati in opportunità di investimento e servizio, combinando risorse pubbliche e capacità industriale privata.

Daniel Driscoll ha aggiunto:

«Ci interessano progetti concreti, non esercizi teorici»

Strategie di intervento

Tra le soluzioni allo studio vi sono la realizzazione di data center su basi militari, impianti per la lavorazione di terre rare e meccanismi che permettano al governo federale di cedere o mettere a disposizione terreni in cambio di capacità produttiva o di calcolo. L’idea è quella di utilizzare asset immobiliari e infrastrutture esistenti per ottenere in contropartita output operativi utili alla difesa e alla resilienza industriale nazionale.

Daniel Driscoll ha precisato:

«Invece di pagarci in contanti per la terra, ci pagate in capacità computazionale»

Le proposte includono anche formule di leaseback, in cui un ente pubblico vende un bene e lo riutilizza tramite un contratto di locazione, accelerando i tempi di realizzazione e riducendo l’onere del capitale iniziale. Tali strumenti consentono di sviluppare rapidamente capex critici e rafforzare la supply chain senza attendere stanziamenti pubblici aggiuntivi immediati.

Un investitore presente ha dichiarato:

«Il forum è stato molto serio e ampio, coprendo un insieme di soluzioni finanziarie per catene di approvvigionamento e spese in conto capitale»

Implicazioni e controlli

L’apertura verso capitale privato solleva questioni rilevanti in termini di sicurezza nazionale, controllo operativo e trasparenza contrattuale. Qualsiasi accordo dovrà infatti prevedere clausole stringenti su accesso ai dati, protezione delle infrastrutture sensibili e supervisione da parte del Dipartimento della Difesa e del Tesoro. Inoltre, saranno determinanti i meccanismi di verifica della resilienza industriale e della sostenibilità a lungo termine degli investimenti proposti.

Per rendere il modello operativo, il governo dovrà definire incentivi adeguati, criteri di selezione pubblica, garanzie per il controllo delle tecnologie critiche e requisiti di reporting. Nel complesso, l’iniziativa cerca di coniugare l’efficienza e la capacità di investimento del settore privato con la necessità pubblica di mantenere la sovranità, la sicurezza e la continuità operativa delle risorse militari.



Author: Tony
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