Dalla moda alla stretta sulle recensioni online: la legge annuale scuote le pmi
- 22 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il provvedimento introduce una serie di interventi volti a favorire il ricambio generazionale nelle piccole imprese e a sostenere la competitività delle filiere produttive, con misure che spaziano dalla sperimentazione del part time agevolato a strumenti per l’accesso al credito.
Misure per il ricambio generazionale
È prevista una sperimentazione biennale, limitata a un massimo di 1.000 lavoratori impiegati in imprese con meno di 50 dipendenti, finalizzata a favorire il ricambio generazionale dei lavoratori prossimi alla pensione.
L’accesso al part time agevolato prevede l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali al 100% fino a un tetto di 3.000 euro, a condizione che il datore di lavoro assuma con contratto a tempo pieno e indeterminato un lavoratore under 35 per ogni posizione trasformata in part time.
Protezione dei marchi storici e acquisizioni nella filiera
Con un emendamento approvato in commissione viene autorizzata la possibilità, per le imprese titolari di marchi storici, di acquisire altre aziende della stessa filiera, a condizione che queste ultime abbiano più di 20 dipendenti.
Queste acquisizioni possono avvenire anche con il sostegno del Fondo di salvaguardia per le aziende in crisi, uno strumento pensato per preservare capacità produttive e posti di lavoro in catene produttive ritenute strategiche.
Accesso al credito e ruolo delle istituzioni di supporto
Il disegno di legge semplifica l’accesso al credito bancario attraverso strumenti innovativi, tra cui la cartolarizzazione dello stock di magazzino, con l’obiettivo di migliorare la liquidità delle micro e piccole imprese.
Viene inoltre rafforzato il ruolo del Garante per le Pmi, che avrà il compito di coordinare un tavolo di consultazione permanente delle associazioni di categoria, per favorire il dialogo sistematico tra istituzioni e imprese.
Centrali consortili: funzioni, requisiti e vigilanza
Una delega al governo prevede la creazione delle centrali consortili, organismi di indirizzo e coordinamento destinati ad aggregare le micro Pmi già organizzate in consorzi di filiera.
Queste centrali assumeranno la forma di società consortili per azioni e saranno sottoposte a vigilanza da parte del Mimit. Il quadro normativo stabilisce limiti precisi: non potranno essere istituite più di cinque centrali, ciascuna dovrà raggruppare almeno cinque consorzi distribuiti su almeno tre regioni e i consorzi riuniti dovranno complessivamente contare almeno dieci consorziati.
Deleghe per startup, Confidi e artigianato
Tra le deleghe al governo figura la predisposizione di un testo unico dedicato alle startup e alle Pmi innovative, con l’intento di uniformare le norme e semplificare gli strumenti di sostegno e internazionalizzazione.
Un’altra delega riguarda l’ambito delle garanzie mutualistiche: sono ridefiniti compiti e attività dei Confidi, con la prospettiva di ampliare la loro operatività soprattutto verso le imprese associate, anche sul fronte della concessione di finanziamenti.
Massimo Bitonci ha dichiarato:
“Vogliamo porre l’attenzione sulla possibilità per i Confidi di ampliare, prevalentemente nei confronti delle imprese associate, le proprie attività nel campo della concessione di finanziamenti. Ho sostenuto in commissione l’ordine del giorno che prevede l’istituzione di un tavolo di confronto tra istituzioni e mondo dei Confidi.”
È stata infine aggiunta una delega, da esercitare entro nove mesi, per il riassetto del settore dell’artigianato, con interventi mirati a semplificare regole e a promuovere la formazione e il ricambio generazionale nelle botteghe.
Reazioni politiche e valutazioni
Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha definito la norma un passaggio rilevante per il settore, su cui esistono aspettative di lungo periodo.
Adolfo Urso ha dichiarato:
“Si tratta di un passo storico: una legge attesa da oltre dieci anni.”
Il relatore del provvedimento per FdI, Salvo Pogliese, ha evidenziato che il testo dà attuazione a richieste avanzate anche a livello europeo, con misure pensate per rafforzare le filiere e tutelare competenze e marchi.
Salvo Pogliese ha dichiarato:
“Dopo anni di silenzi, il provvedimento darà attuazione a una legge sollecitata dalla Commissione europea, rispondendo a esigenze concrete delle imprese.”
I senatori del gruppo della Lega componenti la commissione Attività produttive hanno sottolineato l’importanza delle norme per la tutela della produzione artigiana autentica, la protezione dei marchi storici e il sostegno alla moda, oltre ai vantaggi attesi su gare d’appalto e costi assicurativi per il comparto agricolo.
In contrapposizione, espressioni critiche sono arrivate da esponenti del M5S, che hanno definito il risultato insoddisfacente, ritenendo che pochi emendamenti abbiano un impatto reale sulle esigenze quotidiane delle Pmi e denunciando potenziali ricadute sulle condizioni dei lavoratori.
Sabrina Licheri ha dichiarato:
“Il risultato è stato estremamente deludente. Nessun emendamento di reale impatto per la vita delle Pmi è stato approvato; al contrario, è passato un pacchetto di misure che rischia di incidere negativamente sui diritti e sulle condizioni dei lavoratori.”
Il quadro normativo delineato punta a conciliare esigenze di tutela del patrimonio produttivo e delle competenze tipiche del territorio con la necessità di modernizzare strumenti di finanziamento e aggregazione aziendale; rimane però aperto il dibattito politico sulle ricadute occupazionali e sulle modalità di attuazione degli interventi.