Clima, l’allarme dell’Onu: inevitabile superare la soglia critica di 1,5 gradi
- 22 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per l’imminente superamento della soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale, indicando che nei prossimi anni non sarà possibile mantenere l’aumento delle temperature al di sotto di quel limite.
Antonio Guterres ha dichiarato:
“Una cosa è chiara: non riusciremo a contenere l’aumento della temperatura globale sotto 1,5 gradi centigradi nei prossimi cinque anni.”
Conto alla rovescia verso la COP30
Il monito arriva a meno di un mese dalla Cop30, la conferenza internazionale sul clima prevista in Brasile dal 10 al 21 novembre. La conferenza sarà un banco di prova per la capacità dei Paesi di accordarsi su azioni concrete di mitigazione, adattamento e finanziamento, in un contesto dove gli impegni attuali non sono ritenuti sufficienti dagli osservatori scientifici.
Nel 2024 si è registrato l’anno più caldo mai osservato e, pur essendo necessario che uno sforamento della soglia di 1,5 °C si consolidi nel tempo per essere considerato definitivo, sempre più studi indicano che il traguardo potrebbe essere superato già nei prossimi anni. Le previsioni per il 2025 indicano temperature globali ancora tra le più alte mai registrate, con il decennio 2015-2024 che risulta il più caldo della serie storica.
Il ruolo del carbon budget e delle concentrazioni di gas serra
Esiste una quantità finita di emissioni di anidride carbonica che è ancora possibile immettere in atmosfera prima di superare la soglia di 1,5 °C: questo limite è noto come carbon budget. Con gli attuali ritmi di emissione, il budget residuo associato a 1,5 °C è destinato a esaurirsi in pochi anni.
Inoltre, i dati indicano che la soglia dei 2 °C è a rischio di essere superata nel corso del secolo se non vengono adottate misure molto più ambiziose di quelle attuali. Le proiezioni più recenti segnalano un aumento medio delle temperature che potrebbe oltrepassare i 3 °C in assenza di un’inversione di tendenza nelle emissioni.
Secondo l’analisi della Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), la concentrazione media globale di CO2 ha registrato tra il 2023 e il 2024 l’incremento annuo maggiore dalla fine degli inizi delle misurazioni moderne, avviate nel 1957. Con questo ritmo, il carbon budget associato a 2 °C sarebbe esaurito in poco più di venti anni.
Conseguenze climatiche e feedback
La dinamica è ormai ben nota: aumentando le temperature medie, crescono anche intensità e frequenza degli eventi estremi — uragani, ondate di calore, siccità e alluvioni — che a loro volta alimentano fenomeni in grado di alterare ulteriormente il clima. Gli incendi boschivi rappresentano un esempio evidente di feedback, poiché rilasciano grandi quantità di emissioni e riducono la capacità di assorbimento di CO2 degli ecosistemi.
Questi impatti hanno risvolti concreti sulla sicurezza alimentare, la disponibilità di acqua, la salute pubblica e le economie nazionali, con conseguenze particolarmente severe per le comunità più vulnerabili e per i Paesi in via di sviluppo.
Implicazioni politiche e necessità di azione
La prospettiva di un imminente superamento delle soglie stabilite dall’Accordo di Parigi rende urgente un rafforzamento delle politiche climatiche a livello nazionale e internazionale. Le discussioni alla Cop30 dovranno affrontare i nodi relativi a riduzioni delle emissioni più vincolanti, finanziamenti per l’adattamento, trasferimento tecnologico e misure per danni e perdite legati ai cambiamenti climatici.
La transizione verso economie a basse emissioni richiede investimenti pubblici e privati massicci, piani di riconversione industriale credibili e meccanismi di cooperazione che bilancino equità e responsabilità storica tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo. Senza un’accelerazione delle politiche e del sostegno finanziario, le proiezioni attuali indicano un percorso verso impatti climatici diffusi e costi socioeconomici elevati.
In questo contesto, la comunità scientifica, le istituzioni internazionali e i decisori politici sono chiamati a coordinare azioni tempestive e misurabili per contenere i rischi e rafforzare la resilienza delle società agli effetti già in atto del cambiamento climatico.