Torna il sereno sulle borse con Kering e L’Oreal, Milano spinge sulle banche

Le borse europee mostrano segnali positivi in avvicinamento all’avvio della principale fase della stagione delle trimestrali. L’attenzione degli operatori è rivolta ai dati sull’inflazione, in particolare quelli statunitensi attesi per venerdì 24 ottobre. Nel frattempo, negli Stati Uniti prosegue il ventesimo giorno di shutdown, un elemento cruciale per fornire indicazioni al comitato della Federal Reserve in vista della riunione del 29 ottobre, dove è previsto un possibile taglio dei tassi di interesse di 25 punti base.

Tra gli investitori si percepisce un clima più sereno, favorito soprattutto dai segnali di un possibile allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. A tal proposito, il presidente Donald Trump ha dichiarato che potrebbe valutare una riduzione dei dazi su Pechino in cambio di un “qualcosa” che favorisca gli interessi americani. Nella stessa giornata, si apre il plenum del Partito Comunista Cinese, che fino al 23 ottobre discuterà il quindicesimo piano economico quinquennale della Cina.

Per quanto riguarda gli utili aziendali, la stagione negli Stati Uniti è ormai in pieno svolgimento, con risultati attesi questa settimana da società di rilievo come Netflix e Coca Cola il 21 ottobre, e da AT&T e Tesla il 22 ottobre. In questo contesto, il FTSE MIB di Milano registra una progressione sostenuta.

Banche e settore del lusso sotto la lente

Nei listini europei, l’attenzione è rivolta principalmente al comparto bancario, con gruppi di prim’ordine come Unicredit e Barclays, chiamati a presentare i risultati economici entro la settimana del 22 ottobre. Parallelamente, l’energia e il settore del lusso continuano ad attrarre investitori. Particolare interesse è rivolto al gruppo francese Kering, che ha recentemente ceduto la sua divisione bellezza al connazionale L’Oréal per un valore di circa 4 miliardi di euro.

Andamento dell’euro e mercati delle materie prime

Il cambio euro/dollaro rimane stabile attorno alla soglia di 1,16, mentre la corsa dell’oro si ferma dopo settimane di continui record. Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio segna una flessione con il Brent che scende sotto i 61 dollari al barile e il WTI che si mantiene sopra i 57 dollari.