Sveglia investitori Nvidia e Palantir lanciano un allarme da 12,5 miliardi a Wall Street
- 20 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
L’intelligenza artificiale (AI) ha rappresentato il principale motore dietro il rialzo dei mercati finanziari di Wall Street. Aziende di punta come Nvidia e Palantir Technologies vantano vantaggi competitivi ben definiti che hanno scatenato impressionanti crescite dei loro titoli. Le attività di insider trading in queste due società raccontano una storia significativa.
A circa dieci settimane dalla fine del 2025, si profila un altro anno eccezionale per Wall Street, con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale che gioca un ruolo fondamentale. Integrare capacità AI in software e sistemi permette decisioni istantanee e l’ottimizzazione di molti processi senza necessità di intervento umano, una tecnologia rivoluzionaria che, secondo gli analisti di PwC, potrebbe generare 15,7 trilioni di dollari in più nell’economia globale entro la fine del decennio.
Numerose società quotate hanno beneficiato della rivoluzione AI, ma nessuna ha assunto un ruolo così preminente come Nvidia (NASDAQ: NVDA), la più grande società quotata al mondo, e Palantir Technologies (NASDAQ: PLTR). Dalla fine del 2022, le azioni di Nvidia sono aumentate di oltre l’1100%, aggiungendo più di 4 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato. Nel frattempo, Palantir ha registrato un incremento cumulato vicino al 2700%, aggiornato al 16 ottobre 2025.
Dietro questo straordinario rally si nasconde anche un messaggio chiaro e importante per Wall Street, che non può essere ignorato.
Tra le caratteristiche più apprezzate dagli investitori ci sono i moat sostenibili, ovvero quei fossati difensivi che proteggono un’azienda dai concorrenti. Le imprese con tecnologie, metodi produttivi o piattaforme superiori possono mantenere la clientela senza temere l’interferenza esterna.
Nvidia è principalmente conosciuta per le sue unità di elaborazione grafica (GPU) leader a livello mondiale, che costituiscono il cuore pulsante dei data center aziendali accelerati dall’intelligenza artificiale. Sebbene si tratti di stime, si ritiene che Nvidia detenga il controllo di oltre il 90% delle GPU AI installate nei data center corporate.
Nonostante l’ingresso di nuovi competitor, nessun produttore è riuscito a mettere in discussione la supremazia delle GPU Hopper (H100), Blackwell o Blackwell Ultra di Nvidia in termini di capacità computazionali. Con l’amministratore delegato Jensen Huang che prevede il lancio di un nuovo chip AI avanzato tra la seconda metà del 2026 e il 2027, appare improbabile che Nvidia perda quote di mercato nel settore dei data center AI nel prossimo futuro.
A rafforzare ulteriormente la sua posizione, la piattaforma software CUDA di Nvidia svolge un ruolo cruciale. Si tratta di un toolkit utilizzato dagli sviluppatori per costruire e addestrare modelli linguistici di grandi dimensioni, oltre a massimizzare le potenzialità hardware dei prodotti Nvidia. Tale software ha permesso all’azienda di fidelizzare completamente i propri clienti nel proprio ecosistema di prodotti e servizi.
A sua volta, la particolarità del modello operativo di Palantir risiede nell’assenza di concorrenti che possano competere su larga scala con le sue due piattaforme fondamentali, ispirate all’intelligenza artificiale e al machine learning. Gotham rappresenta il vero motore della società: questa piattaforma software as a service viene utilizzata dal governo degli Stati Uniti e dai suoi principali alleati per pianificare controllare missioni militari e raccogliere e analizzare dati.
L’altra piattaforma cardine è Foundry, un servizio in abbonamento dedicato alle imprese che desiderano interpretare i propri dati e automatizzare processi operativi per aumentarne l’efficienza.
I contratti governativi di Palantir sono alla base di una crescita annua costante delle vendite intorno al 25% o superiore, e hanno garantito alla società un ritorno alla redditività ricorrente molto prima di quanto previsto dai mercati. Tuttavia, nonostante questi vantaggi competitivi ben delineati, le due aziende simbolo dell’AI hanno lanciato un segnale di allerta rivolto a Wall Street e agli investitori.
Negli ultimi tre anni, l’intelligenza artificiale ha rappresentato l’argomento più scottante nel panorama tecnologico, ma non è priva di ostacoli e sfide.
L’avvento di internet, più di trent’anni fa, ha attraversato una fase iniziale di “bolla scoppiata”. Ciò significa che tutte le nuove tecnologie necessitano di tempo per maturare, e questa maturazione non sempre è immediatamente percepibile osservando solo le aziende che investono in soluzioni di intelligenza artificiale.
Una delle evidenze più significative proviene da chi conosce bene questi settori dall’interno, ossia gli insider di Nvidia e Palantir Technologies. Con il termine “insider” si intendono i dirigenti di alto livello, i membri del consiglio di amministrazione o i detentori benefici di almeno il 10% delle azioni di una società. Questi soggetti dispongono spesso di informazioni riservate e conoscono la compagnia meglio di chiunque altro, sia a Wall Street sia a Main Street.
Gli insider di società quotate sono obbligati a comunicare in modo trasparente tutte le loro operazioni di trading. Entro due giorni lavorativi dall’acquisto o dalla vendita di azioni, o dall’esercizio di opzioni, devono compilare il cosiddetto Modulo 4 presso la Securities and Exchange Commission. L’analisi di questi documenti racconta storie molto interessanti riguardo alle due azioni più in voga nel settore dell’AI.
Negli ultimi cinque anni, l’attività netta degli insider è stata caratterizzata da una vendita di azioni che, sommata per entrambe le aziende, supera i 12,5 miliardi di dollari dal 16 ottobre 2020. Questo dato potrebbe sembrare allarmante a prima vista. Tuttavia, bisogna considerare che molti dirigenti e membri del consiglio nelle società pubbliche percepiscono una parte consistente della loro retribuzione in azioni o opzioni. Per far fronte agli oneri fiscali legati a questo tipo di compenso, questi insider spesso vendono le azioni stesse. Quindi, questa dinamica ha cause legittime e non necessariamente indica cattive notizie.
Ciò che risulta ancora più significativo, soprattutto per Nvidia e Palantir Technologies, è la pressoché totale assenza di operazioni di acquisto da parte degli insider. L’ultima volta che un dirigente o un membro del consiglio di Nvidia ha comprato azioni, secondo i dati del Modulo 4, risale a inizio dicembre 2020. Per quanto riguarda Palantir, invece, da quando la società è diventata pubblica a fine settembre 2020, si conta un solo acquisto di azioni da parte di un insider.
Inoltre, né Nvidia né Palantir Technologies sono azioni economiche se si guarda al rapporto prezzo/vendite (P/S). Nell’ultimo anno questo indicatore si attesta a 27 per Nvidia e a 131 per Palantir. Dalla storia finanziaria sappiamo che questi livelli sono difficilmente sostenibili nel lungo termine.
Se gli addetti ai lavori non sono disposti a investire nel proprio titolo, perché dovrebbero farlo gli investitori comuni?
Prima di decidere di acquistare azioni di Nvidia, vale la pena di considerare un punto di vista diverso: un team di analisti specializzati ha recentemente individuato quelle che ritiene essere le 10 migliori azioni su cui puntare oggi, e Nvidia non figura tra queste.
Le 10 società selezionate potrebbero infatti offrire rendimenti straordinari nei prossimi anni. A titolo di esempio, quando Netflix venne inclusa in questa lista nel dicembre 2004, un investimento di 1.000 dollari si sarebbe trasformato in 646.805 dollari. Analogamente, alla comparsa di Nvidia nel portfolio consigliato nel 2005, l’investimento iniziale di 1.000 dollari sarebbe diventato 1.123.113 dollari.
Inoltre, è importante sottolineare che il rendimento medio totale di questa strategia di investimento è del 1.055%, superando ampiamente il 189% dell’indice S&P 500.
È consigliabile quindi consultare regolarmente liste aggiornate di azioni consigliate e partecipare a comunità di investitori che condividono informazioni basate su analisi approfondite e dati concreti.