Il Giappone valuta la possibilità per le banche di negoziare asset digitali come Bitcoin

L’Agenzia per i Servizi Finanziari del Giappone sta esaminando una riforma che consentirebbe alle banche di acquisire e detenere asset digitali, come il bitcoin, a scopo di investimento, secondo un rapporto del quotidiano giapponese Yomiuri.

Il nuovo quadro normativo permetterebbe agli istituti di credito di negoziare criptovalute analogamente a come avviene con azioni e titoli di Stato, inserendo però alcune regolamentazioni specifiche volte a garantire la stabilità finanziaria del sistema.

L’Agenzia sta inoltre valutando la possibilità di registrare i gruppi bancari come “operatori di exchange di criptovalute”. Questa mossa permetterebbe loro di fornire servizi di scambio e negoziazione di criptovalute, facilitando l’accesso agli investimenti attraverso soggetti bancari affidabili.

Un prossimo incontro del gruppo di lavoro del Consiglio dei Servizi Finanziari, organo consultivo del primo ministro, sarà dedicato alla discussione della riforma in esame.

Questa iniziativa riflette un progressivo adattamento alle crescenti adozioni degli asset digitali a livello globale, incluso negli Stati Uniti, segnando un cambiamento rispetto alle linee guida emesse nel 2020 che vietavano alle banche locali di detenere criptovalute come investimento.

Contesto economico e impatti della riforma

L’apertura del Giappone verso le criptovalute arriva in un momento delicato, poiché il paese deve affrontare un rapporto debito/PIL estremamente elevato, pari al 240%. Tale livello di indebitamento è considerato non sostenibile nel lungo termine.

Di conseguenza, si prevede che il governo adotterà misure di repressione finanziaria per gestire questo peso, tra cui tassi di interesse bassi, inflazione elevata e una regolamentazione più stringente.

In questo scenario, le criptovalute potrebbero rappresentare un’opzione di investimento alternativa per gli investitori, offrendo una possibile via di fuga dai limiti imposti dal sistema finanziario tradizionale.