È troppo tardi per comprare dopo un rally del 5000%?

Le azioni di Rigetti Computing hanno registrato un’impennata significativa, riflettendo l’ottimismo degli investitori riguardo al potenziale mercato del calcolo quantistico. L’azienda adotta un approccio integrato nel settore, progettando e producendo internamente le proprie unità di elaborazione quantistica e sviluppando un linguaggio di programmazione dedicato. Tuttavia, il percorso verso la redditività rimane ancora lungo e incerto.

Negli ultimi dodici mesi, il valore delle azioni di Rigetti Computing (NASDAQ: RGTI) è cresciuto di oltre il 5.100%, un aumento che illustra il potenziale trasformativo degli investimenti azionari. Un investimento di 10.000 dollari effettuato lo scorso ottobre in questa società tecnologica speculativa ora potrebbe valere più di mezzo milione di dollari.

Considerando questa crescita straordinaria, i nuovi investitori si trovano a dover decidere se unirsi all’entusiasmo che circonda Rigetti o attendere un eventuale calo dei prezzi. Per fare una scelta informata è necessario analizzare i fondamenti dell’azienda e valutare le prospettive a breve termine.

Il calcolo quantistico promette di spingere oltre i limiti dell’attuale tecnologia digitale. Quando funziona correttamente, è in grado di risolvere tipologie di problemi estremamente complesse che risulterebbero impossibili da affrontare anche per un supercomputer classico. Sebbene questa tecnologia sembri essere “dietro l’angolo” da decenni, alcuni progressi recenti hanno riacceso l’ottimismo nel settore.

Un esempio importante è rappresentato da uno degli ostacoli principali nello sviluppo di computer quantistici efficaci: la loro elevata suscettibilità agli errori rispetto alle macchine tradizionali. Tuttavia, alla fine dello scorso anno, Google, controllata di Alphabet, ha presentato Willow, un chip quantistico all’avanguardia in grado di autocorreggersi meglio con l’aumentare della potenza di calcolo impiegata. Ancora più sorprendente, su uno dei problemi computazionali di riferimento per testare le capacità delle macchine quantistiche, Willow ha fornito la soluzione in circa cinque minuti, mentre un supercomputer tradizionale avrebbe richiesto 10 settilioni di anni.

Se questi dispositivi potranno diventare affidabili e economicamente sostenibili, potrebbero dare luogo a rivoluzionarie innovazioni in ambiti come la scoperta di nuovi farmaci e la scienza dei materiali. Inoltre, i computer quantistici potrebbero accelerare l’intelligenza artificiale supportando l’ottimizzazione e l’addestramento dei modelli, cioè la ricerca dell’uso più efficiente delle risorse per raggiungere obiettivi complessi.

Anche se Google sembra detenere un vantaggio tecnologico nel campo del calcolo quantistico, la crescita dell’intero comparto ha attratto l’interesse degli investitori in misura crescente. Il modello di business di Rigetti ha, in tal senso, contribuito in modo significativo alla rapida ascesa delle sue azioni.

Rigetti ha adottato una strategia integrata, sviluppando e producendo autonomamente i propri chip, denominati unità di elaborazione quantistica (QPU), presso il proprio stabilimento in California. Parallelamente, ha ideato un linguaggio di programmazione chiamato Quil e una piattaforma denominata Quantum Cloud Services (QCS), che consente ai clienti di accedere a queste potenze di calcolo attraverso il cloud.

L’azienda si trova nelle fasi iniziali della commercializzazione: ha recentemente acquisito un ordine da 5,7 milioni di dollari per due sistemi quantistici Novera, la cui consegna è prevista per il 2026. Pur rappresentando un segnale positivo, questi accordi non vanno però interpretati come l’inizio di una diffusione su larga scala del calcolo quantistico o come la garanzia di una crescita sostenibile nel breve periodo.

Molte istituzioni di ricerca e primi utilizzatori continueranno a sperimentare questa tecnologia, ma secondo gli analisti di McKinsey & Company dispositivi quantistici scalabili e commercialmente redditizi potrebbero non essere disponibili prima del 2040, nella migliore delle ipotesi. Nel frattempo, la situazione finanziaria di Rigetti presenta alcune criticità rilevanti.

Per realtà pubbliche come Rigetti Computing, l’obiettivo primario è generare profitti per gli azionisti. Le competenze tecnologiche sono sicuramente importanti, ma diventano secondarie se non si traducono in risultati economici concreti. Gli investitori dovranno quindi valutare attentamente questo equilibrio nel prossimo futuro.

Rigetti Computing ha registrato un incremento del 24% delle perdite operative nel secondo trimestre, che hanno raggiunto 19,8 milioni di dollari, rispetto a ricavi di soli 1,8 milioni di dollari. Nel frattempo, il numero di azioni in circolazione è salito del 74%, arrivando a quasi 300 milioni.

L’azienda dispone ancora di una cospicua liquidità, derivante da un’offerta azionaria da 350 milioni di dollari effettuata a giugno. Tuttavia, queste risorse non sono illimitate e gli investitori devono prepararsi al fatto che l’azienda continuerà a finanziare le proprie attività principalmente attraverso aumenti di capitale fino al raggiungimento della redditività.

Considerando che la realizzazione di computer quantistici funzionanti e commercialmente validi potrebbe richiedere oltre un decennio, il management di Rigetti probabilmente dovrà accettare una diluizione significativa delle quote attuali degli azionisti per portare avanti il progetto e giungere al successo.

Tuttavia, non è ancora troppo tardi per acquistare azioni dell’azienda. Anzi, potrebbe essere addirittura prematuro investire ora. Potrebbe risultare più opportuno attendere un eventuale ribasso o un nuovo progresso tecnologico significativo prima di entrare nel titolo.

Considerazioni sugli investimenti

Prima di decidere di comprare azioni di Rigetti Computing, è utile riflettere su un dato importante: un team di analisti esperti ha recentemente individuato quelle che ritiene le 10 migliori azioni su cui investire oggi, ma Rigetti Computing non è stata inclusa nella lista.

Le azioni selezionate secondo questo gruppo di esperti potrebbero garantire ritorni eccezionali negli anni a venire. A titolo di esempio, quando Netflix fu consigliata agli investitori il 17 dicembre 2004, un investimento di 1.000 dollari in quel momento oggi varrebbe circa 646.805 dollari. Allo stesso modo, Nvidia, consigliata dal 15 aprile 2005, avrebbe trasformato 1.000 dollari in oltre 1.123.113 dollari.

È importante inoltre evidenziare che la performance media complessiva di questa strategia si attesta intorno al 1.055%, superando ampiamente il rendimento del 189% dell’indice S&P 500 nello stesso periodo.

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