Recenti dichiarazioni della Fed confermano l’intenzione di continuare i tagli ai tassi secondo BofA

Con un ridotto flusso di dati economici governativi disponibili, le dichiarazioni dei membri della Federal Reserve hanno assunto un’importanza crescente. Secondo un’analisi della Bank of America, nei recenti interventi non sono emersi elementi tali da escludere che la banca centrale proseguirà con ulteriori riduzioni dei tassi di interesse nelle ultime due riunioni del 2025.

Il presidente della New York Fed, John Williams, considerato una voce autorevole in materia di politica monetaria e spesso vicino al presidente Jerome Powell, ha modificato leggermente il suo atteggiamento, come rilevato nel rapporto. In un’intervista recente al The New York Times, Williams ha espresso un accresciuto timore per il deterioramento del mercato del lavoro e ha manifestato il suo sostegno a riportare i tassi a un livello “neutrale”, generalmente definito come una soglia che né stimola né rallenta l’economia. Si tratta di un cambio di rotta significativo rispetto a precedenti posizioni più caute riguardo al ritmo delle riduzioni dei tassi.

Tuttavia, il consenso all’interno della Fed non è unanime. Il governatore Michael Barr ha sorpreso gli analisti con un discorso dal tono più restrittivo, esortando a non sottovalutare l’inflazione e suggerendo che, al massimo, prevede un solo taglio dei tassi prossimamente. Anche alcuni presidenti delle banche regionali della Fed, come Austan Goolsbee di Chicago e Alberto Musalem di St. Louis, mantengono una posizione prudente, preoccupati che riduzioni premature possano riaccendere pressioni inflazionistiche.

Complessivamente, però, unendo questi interventi alle dichiarazioni di Powell e di altri esponenti, sembra crescere l’impulso all’interno della Fed verso un allentamento monetario continuo dopo il taglio di 25 punti base effettuato a settembre. La prossima riunione della banca centrale è programmata per il 28 e 29 ottobre, mentre l’ultimo incontro del 2025 si terrà il 9 e 10 dicembre.

Nonostante la temporanea chiusura del governo, il Bureau of Labor Statistics prevede comunque di pubblicare la prossima settimana il rapporto sull’Indice dei Prezzi al Consumo di settembre, un dato chiave che potrebbe influenzare la politica monetaria.

Per quanto riguarda il mercato, i trader dei tassi di interesse da tempo considerano quasi certa una riduzione di 25 punti base sia nella riunione di ottobre sia in quella di dicembre della Fed. Tuttavia, alcune recenti turbolenze di mercato hanno spinto alcuni operatori a ipotizzare addirittura un taglio di 50 punti base in uno di questi incontri. Secondo il CME FedWatch, vi è un’8% di probabilità che entro fine anno la Fed decida riduzioni per un totale di 75 punti base.