I trader di BTC sono pronti per un mercato dell’oro?

Il prezzo dell’oro è cresciuto di quasi il 60% dall’inizio dell’anno, sovraperformando nettamente il bitcoin, che nello stesso periodo ha registrato un incremento modesto del 13%, nonostante tutte le discussioni su un presunto mercato toro.

Secondo gli analisti, l’oro non è sopravvalutato nonostante il rally eccezionale, mentre i trader sulla piattaforma Kalshi mostrano fiducia nel fatto che il 2025 potrebbe essere l’anno in cui il metallo prezioso supererà il BTC in termini di rendimento.

Tuttavia, i dati raccolti da Hyperliquid indicano che i trader di criptovalute restano in posizione sfavorevole: solo il 34% delle posizioni è long, con appena il 35% dei trader che risultano profittevoli, mentre la maggioranza è intrappolata in posizioni short in perdita. L’elevata volatilità, che scuote i mercati come un’attrazione da parco giochi, e i conti iper-leveraggiati amplificano gli effetti di queste oscillazioni.

Il profitto o la perdita giornaliera media per utente è scesa a poco meno di 50.000 dollari, segno che la maggior parte degli operatori si è trovata costantemente dalla parte sbagliata del mercato.

Questa situazione fotografa una comunità di trader colta di sorpresa. L’ultima rovina di un trader celebre come Machi Big Brother, il cui conto è passato da 43 milioni di dollari di guadagni a oltre 13 milioni di perdite, sottolinea come le scommesse eccessivamente leva su una ripresa del bitcoin continuino a rivelarsi fallimentari.

La combinazione tra convinzioni errate e leva finanziaria estrema ha trasformato i mercati delle criptovalute in un cimitero di operazioni fuori tempo, più che in un riflesso di una vera e propria domanda macroeconomica.

L’ultima relazione di mercato di Glassnode conferma questa fragilità. La società di analisi descrive la recente fase di de-leveraging da 19 miliardi di dollari come una delle più grandi nella storia del bitcoin, che ha azzerato gran parte della leva e colmato il mercato in quella che definisce una “fase di reset”.

I tassi di finanziamento si sono ridotti ai livelli registrati nel 2022 durante il collasso di FTX, i flussi verso gli ETF sono diventati negativi e gli investitori a lungo termine stanno liquidando in presenza di trend rialzisti. Glassnode avverte che, in assenza di una nuova domanda, il bitcoin rischia di scendere ulteriormente sotto la soglia di 108.000 dollari.

Al contrario, la crescita dell’oro è stata sostenuta da solide convinzioni, non dalla leva finanziaria. Le tensioni geopolitiche, il rallentamento dell’inflazione e le attese di tagli ai tassi d’interesse hanno rafforzato il suo ruolo di bene rifugio in un contesto globale caratterizzato da instabilità macroeconomica.

La struttura speculativa delle criptovalute, basata sui flussi degli ETF e sulla leva derivata, non è riuscita a beneficiare dello stesso slancio narrativo.

Per ora, i dati mostrano un quadro chiaro: sebbene i trader desiderino un mercato toro per il bitcoin, ciò che stanno sperimentando assomiglia piuttosto a un contesto simile a quello dell’oro.

Movimenti di mercato

Bitcoin (BTC) quota attorno a 108.287 dollari, con una tendenza al ribasso dovuta a una rinnovata avversione al rischio, prese di profitto dopo recenti rialzi e incertezza macroeconomica.

Ether (ETH) si attesta intorno a 3.891 dollari, subendo un calo parallelo al bitcoin mentre la domanda speculativa si indebolisce nel contesto di una pressione più ampia sul mercato crypto.

L’oro continua la sua corsa, spinto dall’interesse degli investitori per beni rifugio in risposta alle tensioni geopolitiche persistenti e alle aspettative di tagli ai tassi negli Stati Uniti.

Il Nikkei 225 scende dello 0,3% mentre i principali mercati asiatici risentono delle crescenti preoccupazioni legate a tensioni geopolitiche.

Altri sviluppi nel settore crypto

La famiglia di Donald Trump avrebbe realizzato un profitto superiore a un miliardo di dollari con investimenti in criptovalute, secondo le dichiarazioni dell’imprenditore Eric Trump.

La Commissaria della SEC, Hester Peirce, ha sottolineato l’importanza della privacy finanziaria, definendo la tokenizzazione “un focus di grande attualità”.

BNY Mellon continua a mantenere un approccio flessibile verso i piani legati alle stablecoin, concentrandosi sulla costruzione di infrastrutture robuste per il settore.