Analisi del tesoro di Bitcoin btc dubbi sulle spac
- 17 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il modello PIPE, o Private Investment in Public Equity, sembra non aver mantenuto le aspettative per le società che gestiscono tesorerie in bitcoin, come evidenziato dal crollo delle azioni di due importanti operazioni recentemente concluse: KindlyMD (NAKA) e Strive (ASST).
Un PIPE consiste in un meccanismo di finanziamento nel quale investitori istituzionali acquistano azioni direttamente da una società quotata in borsa a un prezzo predeterminato, solitamente inferiore a quello di mercato. Questo metodo consente alle società di raccogliere capitali in modo più rapido rispetto ai tradizionali processi di offerta pubblica, che possono essere lunghi e costosi.
Queste operazioni sono spesso utilizzate in caso di fusioni inversa o di quotazioni tramite special-purpose acquisition company (SPAC) e sono diventate recentemente una strategia privilegiata da parte delle società con tesorerie in bitcoin, desiderose di ampliare rapidamente le proprie riserve di criptovaluta. Tuttavia, le esperienze più recenti indicano che il modello PIPE non solo fatica a generare valore per gli azionisti, ma sta anche comportando perdite rapide per gli investitori.
Questa analisi rientra nell’ambito del tema dedicato alle tesorerie in bitcoin.
Un caso di studio sul modello PIPE
Un primo esempio di azienda che ha adottato il modello PIPE è stata KindlyMD (NAKA), società nel settore sanitario che ha completato una fusione inversa nel maggio 2025. Tale operazione ha trasformato la compagnia in una controllata al 100% di Nakomoto, una società tesorieria in bitcoin, con il noto sostenitore di bitcoin David Bailey nominato amministratore delegato.
Fondamentale per questa operazione è stato il finanziamento PIPE, che ha raccolto 563 milioni di dollari lordi per finanziare principalmente l’acquisto di bitcoin. Parallelamente, l’azienda ha emesso una nota obbligazionaria convertibile garantita senior da 200 milioni di dollari a favore di Yorkville Advisors, successivamente chiusa e sostituita da un altro strumento. Complessivamente, il capitale raccolto da NAKA ammonta così a 763 milioni di dollari.
I termini specifici del PIPE prevedevano una prima tranche da 510 milioni di dollari a 1,12 dollari per azione nel maggio 2025, seguita da un’ulteriore raccolta di 51,5 milioni a 5 dollari per azione nel giugno successivo. Questi fondi sono stati impiegati per acquisire bitcoin: 21 BTC per 2,3 milioni a luglio e una posizione più consistente di 5.743 BTC per 679 milioni di dollari ad agosto.
Nonostante questo rapido accumulo di bitcoin, la performance di mercato di NAKA non ha rispecchiato tale dinamica, con le azioni che sono precipitate di oltre il 95%, passando da un massimo di 30 dollari agli attuali 0,80 dollari. Anche il market net asset value (mNAV) è sceso sotto 1, segno che il mercato valuta oggi l’azienda meno del valore complessivo delle sue criptovalute e degli asset sottostanti.
La seconda società ad adottare una strategia PIPE è stata Strive (ASST), fondata da Vivek Ramaswamy, che si è fusa con Asset Entities tramite una SPAC in un’operazione annunciata a maggio e conclusa a settembre.
Strive ha raccolto 750 milioni di dollari lordi tramite un PIPE quotato a 1,35 dollari per azione, rappresentando un premio del 121% rispetto al prezzo delle azioni pre-fusione. Il ricavato è stato destinato all’acquisto di 5.885 BTC, attraverso una struttura completamente priva di debito. In aggiunta, la società ha annunciato un’offerta azionaria «shelf» per 450 milioni di dollari e un piano di riacquisto di azioni proprio per 500 milioni, al fine di contrastare gli effetti diluitivi.
Inoltre, Strive ha firmato un accordo tutto azionario per acquisire un’altra società con tesoreria in bitcoin, Semler Scientific, che detiene 5.048 BTC e si scambia a un prezzo inferiore al valore della sua riserva in criptovaluta.
Se approvata, questa acquisizione aumenterebbe la detenzione complessiva di bitcoin di Strive a circa 11.700 BTC. Nonostante questi movimenti, la performance azionaria di ASST ha seguito quella di NAKA, con una perdita superiore al 90% rispetto al picco storico di maggio, quando le azioni avevano raggiunto 12 dollari, attualmente scambiate intorno a 1 dollaro. Anche il mNAV di ASST si attesta poco sotto 1.
Un invito alla prudenza per le operazioni future
La debole performance di NAKA e ASST solleva dubbi circa almeno altre due operazioni in corso nel settore delle tesorerie bitcoin basate su SPAC e PIPE ancora da concludere. Tra queste, figura la fusione tra Twenty One Capital (XXI), guidata da Jack Mallers, e Cantor Equity Partners (CEP). La società ha annunciato la sua transazione PIPE in aprile, diventando la terza più grande realtà di tesoreria bitcoin con una detenzione di 43.514 BTC.
Come per i casi precedenti, dopo la fusione le azioni di CEP sono inizialmente salite da 10 a 60 dollari, per poi ripiegare a circa 20 dollari.
Inoltre, Bitcoin Standard Treasury Company (BSTR), sotto la guida di Adam Back, ha in programma la quotazione tramite la fusione con un’altra società del gruppo Cantor (CEPO), puntando a raccogliere fino a 3,5 miliardi di dollari, di cui fino a 1,5 miliardi tramite PIPE, previsto nel quarto trimestre 2025. Anche le azioni CEPO hanno avuto un picco iniziale a 16 dollari dopo l’annuncio, per poi scendere nella zona dei 10,50 dollari.
In sintesi, tali operazioni mostrano come il modello PIPE rappresenti un modo efficace per accelerare il finanziamento delle società di tesoreria bitcoin, ma al contempo si configura come un investimento potenzialmente rischioso che necessita di un’attenta valutazione e di prudenza.