Sequoia partner afferma che c’è troppo venture capital e poche aziende in cui investire: un rischio senza ritorno
- 16 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Roelof Botha ha espresso una visione critica sul settore del capitale di rischio, evidenziando una sovrabbondanza di capitali rispetto al numero di aziende realmente redditizie in cui investire.
Secondo lui, il mondo del venture capital fatica a raggiungere i ritorni attesi. Botha ha definito l’investimento in questo ambito come un rischio senza rendimento.
Anche un investitore veterano della Silicon Valley come Botha non riesce a far quadrare i numeri relativi al capitale di rischio.
Partner di Sequoia Capital e ex dirigente di PayPal, Roelof Botha è intervenuto in due podcast nelle ultime settimane per condividere un’analisi contraria rispetto all’industria del venture capital, basata su oltre vent’anni di esperienza negli investimenti.
Botha ha affermato durante un episodio del podcast “All-In”:
“Penso che ci sia un grande problema nel settore del venture capital. C’è troppo denaro. A mio avviso, investire nel venture è un rischio senza rendimento.”
Ha sottolineato che le società di venture capital investono ogni anno oltre 150 miliardi di dollari in nuove imprese. Tuttavia, anche partendo da ipotesi di rendimento ragionevoli, i conti non tornano.
Come esempio, ha citato Figma, una delle quotazioni in borsa più significative dell’anno, partita con una valutazione vicina ai 20 miliardi di dollari. Botha ha spiegato che per far quadrare i rendimenti del settore sarebbe necessario avere 40 aziende come Figma ogni anno.
La sua posizione è stata ribadita qualche giorno dopo durante il podcast “Uncapped with Jack Altman”:
“Non credo che il venture capital possa essere considerato una vera classe di asset. I numeri non lo supportano.”
Nel corso degli ultimi 20-30 anni, infatti, in media solo 20 aziende all’anno hanno raggiunto uscite superiori a 1 miliardo di dollari.
Botha ha inoltre evidenziato come investitori e fondatori di startup diano spesso priorità alla quantità piuttosto che alla qualità.
Secondo il suo giudizio, c’è una quantità di talento notevole, ma meno idee o aziende davvero interessanti da sviluppare. Di conseguenza, molte risorse vengono distribuite in modo troppo frazionato.
Il mercato del venture capital ha vissuto un anno piuttosto difficile, condizionato dall’incertezza economica e dalle condizioni instabili dei mercati finanziari. La frequenza di IPO entusiasmanti è molto diminuita rispetto al boom del 2021.
Tuttavia, alcune eccezioni positive si sono registrate, come Figma e alcune operazioni rilevanti legate al settore dell’intelligenza artificiale, che hanno dato a certi investitori l’opportunità di ottenere rendimento.
Ad esempio, a marzo Google ha acquistato la startup di sicurezza Wiz per 32 miliardi di dollari in contanti. OpenAI ha raccolto un nuovo investimento da 40 miliardi, mentre Anthropic ha completato due round di finanziamento per un totale di 4,5 miliardi.
Ad oggi Sequoia Capital non ha fornito commenti sulla questione.