Irpef al 10% sugli aumenti salariali la novità della manovra 2026
- 16 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È prevista un’aliquota Irpef ridotta al 10% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i dipendenti del settore privato, al fine di sostenere l’adeguamento delle retribuzioni all’inflazione e al costo della vita.
Una delle innovazioni introdotte nella prossima legge di Bilancio consiste nell’applicazione, dall’1 gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028, di una cedolare secca del 10% sugli incrementi retributivi contrattuali, limitata però esclusivamente ai lavoratori dipendenti privati e valida per tutta la durata del contratto collettivo rinnovato.
Le ipotesi in discussione
Il provvedimento è ancora in fase di definizione e i funzionari del governo stanno esaminando attentamente le compatibilità economiche e le modalità applicative. Tra i temi in discussione figurano l’introduzione o meno di un limite di reddito per accedere alla misura, oltre alla possibilità di estendere la cedolare secca del 10% anche agli incrementi contrattuali antecedenti al 1° gennaio 2026.
Il modello di riferimento è quello dei contratti di produttività, che vengono negoziati a livello aziendale o territoriale. In tali casi, la tassazione agevolata si traduce in una cedolare secca del 5%, con limiti stabiliti sia sul reddito (80.000 euro) sia sull’importo degli incrementi (3.000 euro, aumentabili a 4.000 per le imprese che includono la partecipazione dei lavoratori all’organizzazione del lavoro).
Questa proposta, caldeggiata nelle precedenti leggi di Bilancio e fortemente sollecitata dalle parti sociali, è stata finora respinta dalla Ragioneria generale dello Stato a causa delle difficoltà di copertura finanziaria. Tuttavia, questa volta potrebbe essere approvata, poiché si è individuata una dotazione economica sufficiente dopo che il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha raccolto ampio consenso attorno al principio di favorire la domanda interna stimolando l’aumento del salario netto percepito dai lavoratori grazie a un sistema di tassazione più agevolato rispetto all’aliquota ordinaria dell’Irpef.
Impatto economico e costi previsti
Una bozza della relazione tecnica stima che questa misura comporterà una riduzione del gettito Irpef di circa 1,8 miliardi di euro all’anno. Tuttavia, questo valore corrisponde a un incremento del reddito netto percepito dai lavoratori dipendenti che beneficeranno della cedolare secca, con una conseguente diminuzione della pressione fiscale sugli incrementi retributivi legati ai contratti collettivi.
Se si ipotizza che gran parte di questa somma aggiuntiva venga spesa in consumi, e considerando un’aliquota media effettiva Iva sui consumi familiari attorno al 10%, si prevede un aumento del gettito Iva stimabile intorno ai 200 milioni di euro annuali una volta a regime.