Svizzera e Germania mettono a dura prova la logistica ferroviaria
- 15 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Le nuove disposizioni svizzere riguardanti i vagoni merci, la cui entrata in vigore è stata posticipata al 31 dicembre 2026 dopo che inizialmente l’Ufficio federale dei trasporti della Svizzera ne aveva previsto l’applicazione immediata, unite ai massicci interventi sulla rete ferroviaria in Germania, che comporteranno interruzioni totali del traffico per almeno cinque mesi su 40 tratte tra il 2026 e il 2032, stanno generando preoccupazione tra le aziende italiane operanti nel trasporto ferroviario delle merci. Queste difficoltà coinvolgono anche le filiere industriali che si affidano a questa modalità di trasporto per approdare ai mercati internazionali. In particolare, la normativa svizzera sui carri merci è ritenuta eccessivamente severa e penalizzante per molte realtà imprenditoriali.
Per queste ragioni, gli stakeholder del settore cargo ferroviario parlano apertamente di un possibile “rischio paralisi per la logistica su ferro” e di un “pericolo per l’export italiano”, proprio nel momento in cui l’Europa spinge per accelerare il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia al fine di promuovere una maggiore sostenibilità ambientale. Tuttavia, la crisi che sta attraversando il trasporto ferroviario merci europeo, caratterizzata da interruzioni programmate, normative inadeguate e scarsa cooperazione tra Stati, sta rallentando questa transizione ecologica penalizzando l’economia.
Questa è la situazione illustrata durante il Forum MercinTreno, evento nazionale dedicato al trasporto ferroviario delle merci, svoltosi mercoledì 15 ottobre a Roma presso la sede del Cnel. Durante il convegno, operatori, rappresentanti istituzionali, esponenti politici e addetti settoriali hanno discusso in modo approfondito le sfide e le opportunità del comparto.
L’analisi di Fermerci
Clemente Carta, presidente di Fermerci (associazione che a settembre 2025 ha coordinato il 77% dei volumi di traffico merci sulla rete italiana), ha sintetizzato i principali temi affrontati durante i dibattiti:
Clemente Carta ha detto:
“La Germania e la Svizzera rappresentano i nodi fondamentali di collegamento tra l’Italia e l’Europa centro-settentrionale. Se questi due snodi dovessero subire disfunzioni, l’intero traffico merci italiano su ferro rischia di bloccarsi. Se la Svizzera non riconsidererà le tempistiche e i requisiti tecnici, una parte significativa della flotta europea potrebbe fermarsi.”
Sia Fermerci che l’associazione Fercargo hanno quindi lanciato un appello affinché si istituisca un reale coordinamento internazionale che coinvolga gestori delle infrastrutture, governi e imprese ferroviarie, per pianificare congiuntamente cantieri, alternative di percorso e una gestione efficace e condivisa della rete ferroviaria.
Per quanto riguarda il contesto nazionale, Carta riconosce la volontà di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi, gruppo FS) di mantenere un dialogo aperto con gli operatori, ma invita il Gestore a sfruttare ogni possibile margine di flessibilità, ad esempio autorizzando in modo selettivo finestre di traffico merci attualmente riservate ai treni passeggeri. Questa misura consentirebbe alle aziende del settore merci di continuare le loro attività sino al completamento dei lavori infrastrutturali, previsti fino al 2027.