Difesa Nato e Ue litigano sul muro di droni ecco perché
- 15 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Si sta delineando con sempre maggiore chiarezza un confronto acceso tra Unione Europea e Nato riguardo a un progetto di sistema anti-droni. Oggi, mercoledì 15 ottobre, i ministri della Difesa europei si incontrano, dopo aver partecipato alla riunione ministeriale dell’Alleanza Atlantica. Domani, giovedì 16 ottobre, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, presenterà la sua roadmap per la difesa comune dell’Unione.
In questo contesto si inserisce uno degli aspetti più delicati della relazione tra la difesa europea condivisa e la Nato: il cosiddetto “muro dei droni”. Si tratta di un progetto pilota che la Commissione intende avviare rapidamente, avvalendosi della collaborazione e delle competenze tecniche dell’Ucraina. L’idea è stata proposta dopo l’incidente del mese scorso, quando una ventina di droni russi hanno violato lo spazio aereo della Polonia, membro sia della Ue sia della Nato.
Tuttavia, fonti interne all’Alleanza Atlantica hanno fatto trapelare un messaggio chiaro: «È positivo che l’Unione Europea abbia messo al centro dell’attenzione questa tematica, ma la competenza sovrana in materia è nostra».
In realtà, il “drone-wall” non è un vero e proprio muro fisico, ma un sofisticato sistema per l’intercettazione e il contrasto di droni ostili. Per l’Unione Europea rappresenta una frontiera innovativa della guerra ibrida portata avanti da Mosca. Andrius Kubilius, Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha precisato:
Andrius Kubilius ha dichiarato:
«Giovedì la Commissione approverà la nostra roadmap per la prontezza in materia di difesa, che sarà presentata al Consiglio europeo entro fine ottobre.»
Il parere della Nato sul muro anti-droni Ue
Il progetto di muro anti-droni presentato da von der Leyen e individuato come priorità nella roadmap europea della difesa è considerato all’interno della Nato come «un’idea valida», ma ribadendo al tempo stesso che la sua attuazione è ancora in una fase iniziale. Lo ha spiegato una fonte diplomatica alleata, sottolineando che oggi i ministri della Difesa ne stanno discutendo soprattutto dal punto di vista delle capacità tecniche necessarie.
È fondamentale – ha evidenziato la stessa fonte – che la definizione dei requisiti e la guida operativa del progetto rimangano in seno alla Nato.
«Partiamo dal presupposto più ovvio: non esisterà mai un muro fisico che si estenda dal Baltico al Mediterraneo» ha aggiunto un alto funzionario dell’alleanza.
«Quello che stiamo realizzando, e su cui siamo già al lavoro, è un sistema di difesa aerea integrata che riesca a fronteggiare sia le minacce ad alta intensità come i missili, sia quelle a bassa intensità rappresentate dai droni. Tuttavia, non avrà mai un simbolo o una direzione politica europea» ha concluso senza ambiguità.
Quanto alla Commissione Europea, il suo ruolo, e anzi la sua prerogativa, è di fornire gli strumenti finanziari necessari agli Stati membri per accelerare lo sviluppo di questo sistema, processo che è già in pieno svolgimento.