Gli Stati Uniti colpiscono un macello di maiali cambogiano e sequestrano 14 miliardi di dollari in bitcoin, il più grande sequestro di sempre
- 14 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le autorità statunitensi hanno inflitto un duro colpo al gruppo globale Prince Group, accusandolo di gestire operazioni fraudolente di lavoro forzato a livello mondiale, incluse le famigerate truffe conosciute come “pig butchering”, con base in Cambogia. Martedì, il leader dell’azienda è stato incriminato e la società è stata sottoposta a sanzioni.
Chen Zhi, cittadino britannico e cambogiano nonché fondatore e presidente di Prince Group, è stato incriminato a New York per presunta cospirazione nel riciclaggio di denaro e frode telematica, secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. In questa operazione, il DOJ ha annunciato il suo massimo sequestro di criptovalute, pari a 127.271 bitcoin, dal valore attuale di circa 14,4 miliardi di dollari.
Pamela Bondi, Procuratore Generale statunitense, ha dichiarato:
“L’azione odierna rappresenta uno dei più rilevanti colpi mai inferti contro il flagello globale della tratta di esseri umani e delle frodi finanziarie abilitate dal cybercrimine.”
Parallelamente, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato sanzioni contro Prince Group, designandolo come un’organizzazione criminale transnazionale e bloccandone tutte le attività finanziarie negli Stati Uniti, impedendo inoltre a chiunque di intrattenere rapporti d’affari con essa senza incorrere in sanzioni.
Secondo la dichiarazione del DOJ, l’imputato e i suoi collaboratori avrebbero sviluppato Prince Group fino a renderlo una delle maggiori organizzazioni criminali transnazionali in Asia. Una delle principali fonti di guadagno derivava proprio dalle truffe di tipo “pig butchering”, che consistono nell’ingannare principalmente cittadini statunitensi, convinti di investire criptovalute per sostenere presunte relazioni sentimentali a distanza.
Il comunicato aggiunge che Prince Group si serviva di centinaia di lavoratori costretti a operare in compound sorvegliati da reti spinose in Cambogia, dove venivano realizzate le truffe sotto la minaccia di violenze.
Il CEO, tuttora latitante, insieme ai presunti complici è accusato di aver utilizzato i proventi delle attività illecite per uno stile di vita sfarzoso, come evidenziato dall’acquisto, in un’occasione, di un dipinto di Pablo Picasso.
Sanzioni e restrizioni finanziarie contro gruppi cambogiani
Lo stesso giorno, il Dipartimento del Tesoro ha emesso un regolamento definitivo per escludere totalmente il conglomerato cambogiano Huione Group dal sistema finanziario statunitense. Questa misura rappresenta la più potente arma disponibile sul piano finanziario internazionale degli Stati Uniti e si basa sulle accuse di riciclaggio di fondi provenienti da truffe con criptovalute a carico di Huione, con sede a Phnom Penh.
Scott Bessent, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha commentato:
“La rapida crescita delle frodi transnazionali ha causato perdite miliardarie ai cittadini americani, con risparmi di una vita cancellati in pochi minuti.”
Il Dipartimento del Tesoro ha intensificato la sua azione di contrasto verso le organizzazioni criminali cambogiane, colpendo individui sospettati di essere coinvolti in un ampio ventaglio di attività illecite. Tali operazioni finanziate tramite criptoattività rappresentano da tempo un ambito di particolare interesse per società di analisi di asset digitali, investigatori e inchieste parlamentari.
Contesto e strategie future sul fronte criptovalute
Nonostante l’assenza di un sistema simile negli Stati Uniti, il Dipartimento del Tesoro si sta muovendo per attuare l’ordine dell’allora presidente Donald Trump di creare una riserva strategica di bitcoin. Questa riserva sarebbe destinata a raccogliere le criptovalute sequestrate dal governo, offrendo così una possibile destinazione finale per gli ingenti asset sottratti in casi come questo.