Fud e politica spingono Bitcoin nel 2025
- 14 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I cosiddetti “trader esperti” hanno acquisito maggiori quantità di Bitcoin e altcoin la scorsa settimana, approfittando della reazione eccessiva degli investitori al dettaglio alla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre tariffe al 100% contro la Cina, secondo la piattaforma di analisi onchain Santiment.
L’analista di Santiment, Brian Q, ha spiegato in un post sul blog di lunedì:
“Le emozioni degli investitori retail spesso anticipano movimenti contrari nei prezzi di Bitcoin e delle altcoin.”
I mercati delle criptovalute sono crollati venerdì scorso a seguito dell’annuncio delle dure tariffe da parte di Trump nei confronti della Cina. Secondo Brian Q, questo è stato uno dei quattro momenti chiave del 2024 in cui la paura collettiva ha raggiunto il livello massimo. Gli altri eventi di picco sono avvenuti in aprile con l’annuncio del primo giro di tariffe globali, a giugno in occasione delle tensioni in Medio Oriente tra Iran, Israele e gli Stati Uniti, e infine in agosto, quando il timore che la Federal Reserve non avrebbe tagliato i tassi ha dominato il mercato.
Brian Q ha aggiunto:
“In tutte queste date chiave, i trader più preparati hanno acquistato proprio mentre la folla era presa dal panico.”
Il ruolo della paura e il ritorno degli investitori retail
Un picco nel cosiddetto FUD (fear, uncertainty, doubt – paura, incertezza, dubbio) appare spesso come un segnale favorevole per comprare Bitcoin, secondo Santiment. Tuttavia, in molti casi gli investitori retail, spaventati dalle notizie, tendono a uscire temporaneamente dal mercato per poi rientrarvi una volta compreso che le notizie erano state amplificate.
Durante l’ultima ondata di FUD, la discussione nel mondo crypto si è fortemente concentrata sulla posizione commerciale di Trump, con gli investitori retail che hanno raggiunto il loro livello massimo di negatività dell’anno, ha osservato Brian Q.
L’emotività legata agli eventi politici genera spesso una reazione di panico tra i trader, ma è usuale che essi si riprendano e facciano ritorno sui mercati.
La brusca vendita di venerdì ha determinato una perdita generalizzata nel settore, tuttavia gli investitori hanno reagito prontamente quando Trump ha parzialmente ritirato la proposta sulle tariffe e il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha chiarito che c’è stato un malinteso e che tali tariffe “non devono necessariamente essere applicate”.
Brian Q ha sottolineato:
“Questo schema si è ripetuto troppo spesso nel 2025. Gli investitori retail vengono scossi dalla paura, per poi rientrare quando si conferma che l’argomento che ha innescato il panico era esagerato o privo di sostanza. Poiché il mercato cripto è fortemente influenzato dal sentimento, i trader decidono collettivamente quali notizie devono realmente influenzare la loro fiducia nel mercato. Abbiamo prove sufficienti che le tariffe di Trump generano impatti immediati nei ribaltoni del mercato ogniqualvolta emergono nuovi sviluppi.”
“Il trading emotivo legato alle notizie politiche continua a dominare il comportamento del mercato a breve termine, probabilmente più di quanto sia mai stato visto nei più di 17 anni di storia delle criptovalute.”
Conferma dell’influenza della paura dai dati degli utenti
Un sondaggio condotto a dicembre 2024 su 1.248 utenti crypto dalla piattaforma di scambio Kraken conferma un quadro simile: l’81% dei partecipanti ha ammesso che la paura, l’incertezza e il dubbio (FUD) sono motivazioni che influenzano le loro decisioni di investimento, mentre il 63% ha riconosciuto che le scelte dettate dall’emotività hanno avuto un impatto negativo sui loro portafogli.
Indice Crypto Fear & Greed e stato attuale del mercato
Nonostante il Bitcoin (BTC) abbia mostrato segnali di recupero, l’indice Crypto Fear & Greed, che misura il sentimento del mercato su una scala da 0 a 100, ha confermato per il secondo giorno consecutivo uno stato di “paura” con un punteggio di 38.
La domenica precedente l’indice era sceso a 24, il suo valore più basso dal mese di aprile, in concomitanza con il panico e la vendite di massa. La media della settimana precedente si era invece attestata a 70, un valore che indica una fase di “avidità” nel mercato.
Questi dati sottolineano come le emozioni siano un fattore predominante nella dinamica del mercato delle criptovalute, soprattutto in periodi caratterizzati da eventi politici rilevanti o annunci economici sensibili.