Fmi avverte del rischio crescente di una correzione disordinata nei mercati globali
- 14 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, i mercati globali stanno sottovalutando rischi rilevanti quali le guerre commerciali, le tensioni geopolitiche e i crescenti deficit pubblici. Questi fattori, combinati con un livello già elevato di sopravvalutazione degli asset, aumentano la probabilità di una correzione di mercato caotica.
Le recenti minacce del presidente Donald Trump di incrementare i dazi contro la Cina hanno intensificato le apprensioni degli investitori, provocando un calo delle azioni statunitensi e una forte flessione del bitcoin. Nonostante questo episodio di volatilità, i mercati hanno mostrato una certa resilienza da aprile, supportati dalle attese di politiche monetarie più accomodanti nei principali paesi avanzati.
Tuttavia, questo ottimismo di mercato nasconde il potenziale danno associato ai dazi e all’elevato indebitamento pubblico. Il FMI ha evidenziato come i legami stretti tra banche e istituzioni finanziarie meno regolamentate possano amplificare tali rischi.
Nel suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria globale si legge:
“Sotto una superficie apparentemente tranquilla, il terreno sta cambiando in diverse aree del sistema finanziario, generando vulnerabilità.”
Il testo prosegue sottolineando come i modelli di valutazione indichino che i prezzi degli asset rischiosi sono ben superiori ai fondamentali economici, aumentando così la probabilità di correzioni brusche in caso di shock negativi.
Malgrado alcuni dati economici negativi, le valutazioni azionarie e del credito corporate risultano “piuttosto tese”, alimentate dall’entusiasmo verso le mega-cap del settore dell’intelligenza artificiale, che ha portato a una concentrazione storica del mercato azionario. Questo scenario genera il rischio di una correzione improvvisa e drastica qualora i rendimenti attesi non giustifichino più le valutazioni elevate.
Segnali di una bolla dagli asset sovrastimati
L’analisi del mercato dei titoli di Stato suggerisce un aumento della pressione derivante dai crescenti deficit fiscali, che potrebbe influire sul funzionamento dei mercati stessi. Nonostante la relativa stabilità finora, un rapido aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe mettere sotto pressione i bilanci bancari così come i fondi aperti come i mutual fund.
Recentemente, i mercati obbligazionari statunitensi hanno subito un calo a causa dei timori per la salute fiscale globale, sebbene il quadro negativo sia stato temporaneo e successivamente si sia registrata una ripresa grazie a dati economici deboli.
Il Fondo Monetario ha altresì raccomandato che le banche centrali mantengano alta la guardia rispetto ai rischi inflazionistici derivanti dai dazi e adottino un approccio prudente nel ridurre le politiche monetarie accomodanti, per evitare ulteriori picchi nelle valutazioni degli asset più rischiosi. L’indipendenza delle banche centrali, ha ribadito l’istituzione, è fondamentale per ancorare le aspettative di mercato e permettere loro di perseguire i propri obiettivi.
Le critiche del presidente Trump nei confronti dei membri della Federal Reserve rappresentano una minaccia significativa per l’indipendenza delle banche centrali, allarmando i banchieri centrali a livello globale.
L’FMI ha inoltre sollecitato “aggiustamenti fiscali urgenti” per ridurre i deficit e garantire mercati obbligazionari resilienti.
I rischi di contagio causati dalle istituzioni finanziarie non bancarie
L’elevata interconnessione fra banche e settore non bancario meno regolato può amplificare gli effetti di eventuali shock derivanti da comparti quali il credito privato o le criptovalute. Il Fondo da tempo mette in guardia contro una supervisione frammentata del settore non bancario, che comprende assicurazioni, fondi pensione e hedge fund, e che oggi detiene circa la metà degli asset finanziari mondiali.
Nel dettaglio, negli Stati Uniti e in Europa molte banche presentano esposizioni verso il settore non bancario che superano il capitale di alta qualità in grado di assorbire le perdite. Un’analisi del FMI stima che circa il 10% delle banche statunitensi e il 30% di quelle europee subirebbero perdite significative sul capitale qualora il settore non bancario attivasse massicci prelievi sulle linee di credito.
Il rapporto evidenzia:
“Le vulnerabilità nel settore non bancario sono interconnesse e possono rapidamente trasmettersi al sistema bancario centrale, amplificando gli shock e complicando la gestione delle crisi.”
Per questo il Fondo richiede ai responsabili delle politiche di adottare un approccio più completo per valutare tali rischi meno evidenti, con particolare attenzione alle interazioni tra banche e non banche.
Rimanendo in linea con le richieste dei regolatori europei, l’FMI ha sollecitato anche l’adozione di una risposta politica globale alle criptovalute e agli asset correlati, inclusi gli stablecoin, il cui uso potrebbe minare il controllo governativo sulla propria moneta nazionale e alterare il tradizionale sistema bancario.