Singapore approva il piano di ripresa portando sollievo alle vittime del furto da 230 milioni di dollari
- 13 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Corte Suprema di Singapore ha autorizzato il piano di ristrutturazione di Zettai Pte. Ltd., aprendo così la strada alla riapertura della piattaforma indiana di criptovalute WazirX, meno di un anno dopo il grave furto informatico che ha colpito la società risultando il più significativo mai registrato in un’azienda di criptovalute nel Paese.
La decisione di approvazione è arrivata in seguito a una seconda votazione ad agosto, che ha visto il supporto del 95,7% dei creditori per numero e del 94,6% per valore finanziario al piano di ristrutturazione.
Nischal Shetty, fondatore di WazirX, ha dichiarato:
“Non appena il piano diventerà esecutivo dalla prospettiva legale, riprenderemo le operazioni della piattaforma entro 10 giorni lavorativi.”
Se tutto procederà secondo i piani, la riattivazione di WazirX potrebbe avvenire già entro la fine di ottobre, rappresentando un caso raro di rinascita di un exchange sotto la supervisione della giustizia.
Gli utenti colpiti dall’hackeraggio potranno nuovamente accedere alla piattaforma e ricevere le prime compensazioni poco dopo il riavvio delle attività.
Per consolidare la protezione degli asset in vista del rilancio, WazirX ha annunciato una collaborazione con BitGo, custode statunitense noto nel settore, con l’obiettivo di ripristinare la fiducia degli utenti e rispettare le nuove normative e standard di sicurezza.
Dettagli sul piano di rimborso e nuove strategie
Un elemento chiave del piano di risarcimento sarà il lancio di un exchange decentralizzato (DEX). Questo permetterà l’emissione di token di recovery, scambiabili sul mercato, e prevede un programma periodico di riacquisto di tali token sfruttando i profitti della piattaforma e nuove fonti di ricavi.
L’incidente che ha colpito WazirX nel luglio 2024 ha comportato una perdita superiore ai 230 milioni di dollari, dopo un attacco informatico orchestrato da un gruppo noto come Lazarus Group. L’attacco è stato attribuito al furto di una chiave privata, un episodio che l’exchange ha imputato al suo fornitore di servizi di custodia, Liminal, sebbene quest’ultimo abbia negato ogni responsabilità, suggerendo invece una vulnerabilità interna a WazirX.
Le somme sottratte sono state successivamente ripulite attraverso numerosi indirizzi, utilizzando Tornado Cash per camuffare le transazioni, riducendo così le possibilità di un recupero totale dei fondi.
Nonostante le difficoltà, WazirX ha avviato iniziative volte a recuperare il denaro sottratto, ottenendo finora risultati limitati, ma confermando l’impegno a risolvere la crisi e rispondere alle aspettative dei propri clienti e degli stakeholders del mercato delle criptovalute.