No, il USDe di Ethena non si è de-pegato durante il crollo di venerdì
- 13 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Durante la turbolenta giornata di venerdì sui mercati, il dollaro sintetico di Ethena, USDe, che mantiene un ancoraggio 1:1 con il dollaro statunitense grazie ad arbitraggio cash-and-carry, ha subito un breve crollo, arrivando a quota 65 centesimi su Binance.
Tuttavia, questa dislocazione drastica è rimasta limitata a Binance e non ha rappresentato un de-peg globale del USDe, come invece suggerivano alcune conversazioni sui social media. La maggior parte delle transazioni con USDe si svolge su piattaforme decentralizzate come Fluid, Curve e Uniswap – luoghi dove circolano centinaia di milioni di dollari in liquidità. Al contrario, Binance detiene solo alcune decine di milioni di liquidità in USDe.
Le variazioni di prezzo su Curve sono state inferiori ai 100 punti base, in linea con la leggera volatilità mostrata da USDC e USDT su Binance. Su Bybit, USDe ha oscillato in modo più contenuto, attestandosi intorno a 92 centesimi, un contrasto netto rispetto al crollo registrato su Binance.
Cosa è successo su Binance?
Il primo problema riguarda il fatto che, a differenza di Bybit e altre piattaforme con cui esistono rapporti diretti per consentire la creazione e il riscatto immediato di USDe sui loro sistemi, Binance non disponeva di questo collegamento. Questa mancanza ha impedito ai market maker di effettuare l’arbitraggio necessario per mantenere il peg in tempo reale, poiché l’infrastruttura di Binance ha faticato a gestire la volatilità, fallendo nel ristabilire l’equilibrio durante la fase di vendita massiccia.
Un altro fattore è legato all’oracolo di Binance, che faceva riferimento ai prezzi del proprio order book relativamente poco liquido, scatenando liquidazioni di posizioni in USDe di portata significativa. L’oracolo avrebbe invece dovuto considerare mercati più liquidi come Curve, evitando così che le liquidazioni automatiche si propagassero all’interno del sistema di collaterale unificato di Binance, amplificando eccessivamente la caduta del prezzo di USDe.
Haseeb Qureshi, Managing Partner di Dragonfly, ha sintetizzato efficacemente la situazione, come riportato in precedenza da CoinDesk:
“Buoni meccanismi di liquidazione non si attivano durante crash lampo. Se non sei il mercato principale di un asset (cosa che Binance non è per USDe), dovresti guardare al prezzo sul mercato principale.”
Guy Young, fondatore di Ethena Labs, ha descritto l’evento come un episodio isolato causato da problemi specifici di Binance, non un de-peg globale.
“La forte discrepanza di prezzo si è verificata in un’unica piattaforma che ha preso come riferimento l’indice oracle sul proprio order book anziché sul pool di liquidità più profondo, e ha avuto difficoltà nei depositi e nei prelievi durante l’evento, impedendo ai market maker di completare l’arbitraggio.”
Secondo Young è stato comunque possibile riscattare USDe, con la sua offerta che è scesa quasi istantaneamente da 9 miliardi a 6 miliardi di dollari, senza che si rendesse necessario liquidare posizioni di base, dimostrando la solidità del meccanismo di riscatto.
Nel corso di tutta la situazione, USDe è rimasto ampiamente sovracollateralizzato di circa 66 milioni di dollari, come confermato da attori indipendenti quali Chaos Labs, Chainlink, Llama Risk e Harris & Trotter.
In sintesi, il peg di USDe si è mantenuto solido nei mercati più significativi, ma i problemi tecnici di Binance hanno creato l’illusione di un depeg.