Le mosse di Lecornu per salvare il governo con nomine e alleanze decisive
- 13 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Emmanuel Macron ha concesso ampia autonomia a Sébastien Lecornu, uno dei collaboratori più fidati del presidente, che per anni ha guidato il ministero delle Forze Armate. Questo dicastero, nelle mani dei presidenti francesi – che costituzionalmente ricoprono anche la carica di presidente del Consiglio – è sempre stato gestito con grande attenzione, così come il ministero degli Esteri.
Gérard Darmanin, fautore di una riforma innovativa del sistema sanzionatorio penale ancora da completare, il quale, pur puntando sicuramente all’Eliseo, non è stato richiamato al ministero dell’Interno, dove avrebbe dovuto occuparsi della delicata questione dell’immigrazione, centrale nella campagna elettorale. Inoltre, Darmanin ha garantito pubblicamente la sospensione di ogni attività di parte.
Le defezioni nel partito dei Républicains
Le reazioni a queste defezioni sono state molto forti in un partito già fortemente diviso e schierarsi apertamente contro l’esecutivo Lecornu I potrebbe rivelarsi una scelta politica rischiosa per Retailleau e i Républicains. Da segnalare che Rachida Dati, candidata a sindaco di Parigi, rappresenta un nodo particolarmente difficile da sciogliere per escluderla dal Governo.
L’importanza del contributo dei tecnici
Il primo ministro ha invece affidato diversi ruoli chiave a esperti e tecnici. Non è stata riconfermata alla guida del ministero dell’Istruzione l’ex ministra Elisabeth Borne, che aveva portato avanti la riforma delle pensioni per poi proporne la sospensione; al suo posto è stato nominato Edouard Geffray, direttore generale delle scuole. Al ministero del Lavoro torna Jean-Pierre Farandou, ex presidente e amministratore delegato della Sncf, mentre alla Transizione ecologica è stata designata Monique Barbut, ex presidente del WWF. Per le Piccole e Medie Imprese, Commercio, Artigianato e Turismo è stato nominato Serge Papin, ex amministratore delegato di Systéme U, gruppo cooperativo di supermercati e ipermercati.
Nel ministero dei Territori d’oltremare, Lecornu ha preferito non confermare Manuel Valls, sostituendolo con Naïma Moutchou, che si trova in contrasto con il suo partito Horizons, la formazione politica guidata da Edouard Philippe. Quest’ultimo ha sollecitato il presidente Macron a chiedere le dimissioni di Valls, sebbene non in tempi immediati. Sono usciti anche diversi esponenti con un profilo politico più marcato, tra cui Bruno Le Maire, Éric Woerth (recentemente assolto in primo grado nel processo Sarkozy-Gheddafi) e Agnès Pannier-Runacher (ecologia).
Macron tutela economia, politica estera e difesa
Emmanuel Macron mantiene una stretta direzione sui ministeri chiave dell’economia, della politica estera e della difesa. Il ministro dell’Economia rimane Roland Lescure, mentre ai Conti pubblici è riconfermata Amélie de Montchalin. Anche Jean-Noël Barrot è stato confermato agli Esteri, affiancato da Alice Rufo, ex consigliera diplomatica dell’Eliseo, nominata ministra delegata alle Forze Armate, ruolo simile a un sottosegretariato.
Nel settore europeo è stato richiamato Benjamin Haddad, mentre Maud Brégeon assume nuovamente il ruolo di portavoce. La deputata Catherine Vautrin è stata spostata dal lavoro alle Forze Armate, segno della particolare attenzione data a questo dicastero.