Diageo pagherà un risarcimento dopo l’indagine anti-competizione in Africa

Diageo ha accettato di pagare una somma di conciliazione pari a 750.000 dollari in Africa, a seguito di un’indagine sulle pratiche commerciali anticoncorrenziali.

La Commissione per la Concorrenza del Common Market for Eastern and Southern Africa (COMESA) ha avviato nel 2021 un’indagine su Diageo, insieme a Heineken, Castel e Anheuser-Busch InBev, in merito a presunti “accordi di ripartizione del mercato” e “restrizioni territoriali” tra le aziende coinvolte.

Nel comunicato rilasciato all’epoca, l’autorità di controllo ha espresso preoccupazione per il fatto che tali accordi e restrizioni potessero rafforzare i confini nazionali e influire negativamente sul commercio e sulla concorrenza all’interno del mercato comune COMESA.

COMESA raggruppa 21 stati membri, tra cui Uganda, Zimbabwe, Zambia, Kenya, Etiopia e Libia.

Nel suo verdetto pubblicato il mese scorso relativo a Diageo, la Commissione per la Concorrenza di COMESA ha sottolineato come l’indagine avesse riguardato la presunta pratica di ripartizione del mercato da parte del colosso britannico delle bevande, attuata attraverso accordi di distribuzione con partner terzi.

Dall’indagine è emerso che gli accordi di produzione e distribuzione di Diageo nelle Seychelles e in Uganda contenevano clausole restrittive che fissavano i prezzi dei prodotti all’interno del mercato comune.

Inoltre, è stato evidenziato che i distributori in Uganda erano limitati nel trattare prodotti concorrenti, danneggiando la competizione tra marchi diversi, e che la posizione dominante di Diageo nel mercato accentuava ulteriormente gli effetti negativi sulla concorrenza.

La presenza di restrizioni territoriali è stata riscontrata anche per i distributori di Diageo in Uganda, Zambia, Eswatini e Seychelles. In particolare, gli accordi stipulati con i distributori in Uganda prevedevano clausole che impedivano loro di operare oltre i territori assegnati, includendo in alcuni casi limitazioni alle vendite passive che si traducevano in restrizioni territoriali assolute.

Nei Paesi di Eswatini, Seychelles e Zambia, le società erano obbligate a vendere o esportare prodotti solo a clienti che avrebbero potuto rivendere le merci per l’esportazione, limitando così le potenzialità di commercio tra gli stati membri.

A seguito dell’indagine, Diageo ha proposto una serie di impegni “senza ammissione di responsabilità”, accettati dall’organo decisorio della Commissione per la Concorrenza del COMESA, il Comitato Responsabile per le Determinazioni Iniziali.

Tra gli obblighi assunti figura il pagamento di una somma di conciliazione pari a 750.000 dollari. Inoltre, il produttore di Johnnie Walker ha accettato di fornire alla commissione relazioni periodiche di conformità e modificare le clausole contestate nei suoi accordi di distribuzione.

Un portavoce di Diageo ha commentato la decisione:

“Siamo soddisfatti che la questione sia stata risolta e procederemo a implementare i termini dell’accordo nei tempi previsti.”

Già a marzo, la Commissione per la Concorrenza del COMESA aveva rilevato che Heineken si era resa protagonista di pratiche anticoncorrenziali con alcuni dei suoi distributori, impedendo loro ad esempio di acquistare prodotti da altri fornitori.

La stessa autorità aveva specificato che il birrificio olandese si era impegnato a revisionare i propri accordi di distribuzione e a pagare 900.000 dollari di multa.

Al momento si attende la pubblicazione dei risultati dell’indagine su Castel e Anheuser-Busch InBev da parte della Commissione per la Concorrenza del COMESA.