2 azioni di intelligenza artificiale da acquistare e mantenere per il prossimo decennio
- 13 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Questo gigante leader nel cloud possiede numerose strategie per emergere nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), incluso un’importante partecipazione in OpenAI. Un’azione nel settore dei semiconduttori, finora trascurata, potrebbe essere pronta per un significativo ribaltamento di rotta. Entrambi questi protagonisti sono partner di lunga data e potrebbero riaffermarsi con forza nell’era dell’IA.
Nonostante l’ottimismo fossile già elevato riguardo all’espansione dell’intelligenza artificiale, una serie di importanti annunci di partnership lo scorso mese, principalmente riguardanti OpenAI, hanno spinto molte azioni legate ai semiconduttori e al cloud a nuovi picchi a settembre.
Con valutazioni così elevate, selezionare nuove azioni nel settore IA diventa più complesso. Tuttavia, permangono occasioni in titoli difensivi di alta qualità legati all’intelligenza artificiale, così come in operazioni di turnaround di società in ritardo, ma con potenziale di crescita in ambito IA.
I due nomi storici che seguono rappresentano sia scommesse difensive sia aggressive sulla rivoluzione digitale odierna.
Microsoft (NASDAQ: MSFT) riveste una posizione di leadership nel software per l’impresa, nel cloud computing e nei sistemi operativi per PC, oltre ad altre attività con generazione di cassa come LinkedIn e Xbox. La sua ampia gamma di business in crescita e redditizi gli conferisce un forte flusso di cassa per competere efficacemente nell’intelligenza artificiale.
La crescita dell’IA generativa rappresenta una potenziale sfida anche per i grandi colossi tecnologici, ma è probabile che Microsoft, guidata dal CEO visionario Satya Nadella, sappia cogliere opportunità per prosperare grazie alla transizione verso l’IA.
Dopotutto, Microsoft è stata uno dei primi investitori in OpenAI, il principale sviluppatore di modelli IA, che in certi ambiti potrebbe anche sfidare il business software aziendale di Microsoft. Tuttavia, anche se ciò accadesse in qualche misura, la quota azionaria detenuta da Microsoft in OpenAI dovrebbe incrementare di valore, attenuando il rischio.
Di recente, sono emersi alcuni segnali ottimistici da parte di Microsoft. Un articolo di Bloomberg, citando fonti interne anonime, ha rivelato che la dirigenza ritiene che la capacità dei suoi data center resterà più limitata del previsto. Non disporre di risorse sufficienti per soddisfare la domanda potrebbe apparire come “un problema positivo”, indicando prospettive di crescita robuste per l’unità cloud Azure per molti anni a venire.
Un altro dirigente di Microsoft ha lasciato intendere recentemente che potrebbe esserci una novità rilevante: gli sforzi internamente sviluppati per i chip di IA. Microsoft è considerata un po’ in ritardo rispetto ai concorrenti nella progettazione di acceleratori IA sviluppati internamente, mentre altri giganti del cloud hanno da tempo intrapreso questa strada per ridurre la dipendenza da GPU costose di Nvidia e Advanced Micro Devices.
Il Chief Technology Officer di Microsoft, Kevin Scott, ha affermato che l’obiettivo è utilizzare “principalmente” chip propri, specificando che al momento l’azienda impiega “molto silicio Microsoft”. Se Microsoft riuscirà a equiparare o superare i concorrenti nel design dei chip, ci si potrà attendere un miglioramento significativo dei margini lordi nel cloud e nell’IA.
Se gran parte delle azioni attinenti ai chip per l’IA si trovano al massimo storico o vi si avvicinano, Intel (NASDAQ: INTC) è stata una delle eccezioni. Il titolo è raddoppiato dai minimi di aprile, ma resta ancora circa il 50% al di sotto del suo massimo storico e presenta una capitalizzazione di mercato molto inferiore rispetto agli altri vincitori dell’IA.
Tuttavia, durante l’estate si sono manifestati i primi segni di inversione del trend. Intel ha attirato ingenti investimenti dal governo degli Stati Uniti, dal fondo SoftBank e da Nvidia, che hanno messo a disposizione miliardi per sostenere il colosso statunitense dei semiconduttori.
Ancora più importante, Intel ha ospitato la stampa presso il suo nuovo stabilimento produttivo di semiconduttori ad alta tecnologia, Fab 51 in Arizona. Qui è stato presentato il primo lotto di prodotti realizzati nel nuovo impianto: Panther Lake, una nuova CPU per PC, e Clearwater Forest, una CPU ad alta efficienza energetica destinata ai data center, prevista per l’inizio del 2026.
L’evento ha segnato l’inaugurazione ufficiale del nodo produttivo critico 18A, la tecnologia di processo su cui Intel punta per ridurre il gap tecnologico con Taiwan Semiconductor Manufacturing e rilanciare la sua competitività nel settore.
Questo risultato è significativo, soprattutto considerando che molti operatori del settore avevano sottovalutato il nodo 18A, diffondendo indiscrezioni su rese produttive limitate e dubbi sulle prestazioni. Se Intel riuscirà effettivamente a iniziare una produzione di massa a buone rese entro questo trimestre, sarà perfettamente in linea con la tabella di marcia di TSMC per i chip di classe 2nm, che dovrebbe anch’essa avviare la produzione su larga scala a breve.
Tuttavia, mentre i chip di TSMC utilizzeranno transistor GAA, non disporranno dell’alimentazione posteriore, elemento che per alcune applicazioni potrebbe garantire un vantaggio tecnologico a Intel nel 2026. Inoltre, Intel sarà probabilmente in vantaggio rispetto a TSMC per quanto riguarda la produzione di chip basata negli Stati Uniti.
Anche se TSMC ha annunciato investimenti miliardari per costruire impianti produttivi negli Stati Uniti, non è previsto che trasferisca la produzione tecnologica dei chip a 3nm negli Stati Uniti prima del 2027, mentre quella a 2nm arriverà probabilmente solo l’anno successivo. Ciò implica che, nel caso di tensioni geopolitiche tra Cina e Taiwan, il ruolo strategico di Intel negli USA acquisirebbe un’importanza considerevole e crescente.
Con il supporto del governo statunitense e la prospettiva di tornare a contendersi la leadership nei processi produttivi, Intel rappresenta un caso di inversione di tendenza che merita attenzione anche dopo il forte slancio recente.
Prima di investire in Microsoft, è utile ricordare che un noto team di analisti ha recentemente selezionato le dieci azioni migliori da acquistare in questo momento, senza includere Microsoft. Le dieci azioni scelte potrebbero generare rendimenti straordinari nei prossimi anni.
Per esempio, quando Netflix fu inserita in questa lista nel dicembre 2004, un investimento di 1.000 dollari avrebbe prodotto un valore di 657.979 dollari ad oggi. Allo stesso modo, un investimento da 1.000 dollari in Nvidia fatto nel 2005 si sarebbe trasformato in 1.122.746 dollari.
È interessante sottolineare che il rendimento medio totale di questo portafoglio selezionato è del 1060%, un risultato nettamente superiore al 187% dell’indice S&P 500.
Chi è interessato può consultare la nuova lista delle migliori dieci azioni disponibili presso questo servizio di consulenza e entrare a far parte di una comunità di investitori che si sostengono tra loro.
Billy Duberstein e i suoi clienti detengono posizioni in Intel, Microsoft e Taiwan Semiconductor Manufacturing. Alcune società raccomandate includono Advanced Micro Devices, Intel, Microsoft, Nvidia e Taiwan Semiconductor Manufacturing. Vengono inoltre indicate specifiche strategie di opzioni con scadenze a gennaio e novembre 2025 per alcune di queste società.
Questa analisi si inserisce nel contesto dell’importanza crescente dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie avanzate legate alla produzione di semiconduttori, settori in cui l’innovazione e la capacità produttiva sono elementi chiave per competere su scala globale.