Ft: gli Usa aiutano l’Ucraina a colpire siti di energia in Russia

L’Ucraina ha ricevuto dati di intelligence dagli Stati Uniti per colpire bersagli energetici russi, incluse raffinerie di petrolio situate ben oltre la linea del fronte. A riportarlo è il Financial Times, sulla base di fonti riservate. Questo supporto è cresciuto a partire dalla metà dell’estate e gli assalti delle forze di Kiev hanno provocato un’impennata dei prezzi dell’energia in Russia, obbligando Mosca a ridurre le esportazioni di gasolio e a ricorrere all’importazione di carburante.

Questo scenario si colloca in un contesto più ampio che nelle ultime ore ha visto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky congratularsi telefonicamente con il suo omologo statunitense Donald Trump per gli sviluppi nel Medio Oriente. Zelensky ha affermato:

“Se si riesce a fermare la guerra in quella regione, è probabile che si possano arrestare anche altri conflitti, inclusa questa guerra russa.”

In parallelo, l’Ucraina ha chiesto un potenziamento del proprio sistema di difesa aerea e l’invio di missili a lunga gittata per poter colpire obiettivi russi più profondi nel territorio nemico, inclusa la Russia stessa. Tra venerdì e sabato sono stati registrati nuovi attacchi alle centrali ucraine, che hanno causato, tra l’altro, un blackout nella regione di Odessa. Nel frattempo, i ministri della Difesa dell’Unione Europea stanno elaborando una strategia per contrastare la minaccia dei droni.

Anche le forze russe hanno intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche nel territorio ucraino, considerandole parte integrante del complesso militare-industriale di Kiev. Lo ha riferito domenica l’agenzia di stampa RIA, citando il ministero della Difesa russo. Secondo l’agenzia Interfax, le difese aeree russe avrebbero abbattuto 72 droni ucraini nelle ultime 24 ore.

Situazione nel Donbass e misure di evacuazione

Nel frattempo, nel Donbass, le autorità locali hanno ordinato l’evacuazione dei civili da alcune aree della città di Kramatorsk, in risposta all’avvicinamento delle truppe russe, ormai a meno di 20 chilometri dalla città. Kramatorsk, situata nella regione orientale di Donetsk e prima del conflitto abitata da circa 150.000 persone, molte delle quali impegnate nell’industria estrattiva del carbone, è stato un centro simbolo della resistenza ucraina per oltre dieci anni.

Nel 2014, la città ribaltò brevemente il controllo da parte di separatisti filo-russi e, durante l’invasione russa del 2022, continuò a resistere agli assalti. Nell’aprile 2022, un bombardamento della stazione ferroviaria, luogo di assembramento per i civili in fuga, causò la morte di 57 persone, mentre nel giugno 2023 un attacco a una pizzeria affollata provocò 11 vittime. Solo una settimana fa, un drone connesso tramite un lungo cavo in fibra ottica ha colpito un veicolo nel cuore della città.

Attualmente, la Russia controlla quasi l’80% della regione di Donetsk e continua a procedere, seppur lentamente e con ingenti perdite, verso il centro minerario di Kramatorsk, con l’obiettivo di acquisirne il controllo e aprirsi la strada verso le vaste pianure dell’Ucraina orientale.



Author: Tony
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