Stacy Rasgon spiega come l’accordo Nvidia Open AI rivela la carenza di capacità di calcolo e clienti in attesa da anni

Di recente abbiamo evidenziato dieci azioni molto discusse nel contesto degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Tra queste, un’attenzione particolare è stata rivolta a NVIDIA Corporation (NASDAQ: NVDA), protagonista di un accordo da 100 miliardi di dollari con OpenAI che ha suscitato molte riflessioni tra gli analisti di settore.

Stacy Rasgon, analista senior di semiconduttori presso Bernstein, è stata interrogata riguardo all’importanza dell’accordo fra NVIDIA e OpenAI e cosa esso rappresenti per il mercato. Rasgon ha sottolineato che questo accordo evidenzia una persistente carenza di capacità di calcolo, con una domanda che supera rapidamente l’offerta disponibile.

Secondo l’analista:

“Uno dei temi principali che emergono è proprio la scarsità di potenza di calcolo. Tutti gli attori coinvolti stanno ancora correndo per assicurarsi risorse computazionali. Inoltre, Jensen Huang ha menzionato cifre imponenti relative agli investimenti infrastrutturali previsti entro la fine del decennio, parlando di tre o quattro trilioni di dollari. Non sappiamo esattamente quanto sarà grande questo mercato, ma è certamente enorme. Un aspetto molto interessante riguarda la questione energetica: i clienti stanno pianificando in anticipo anche le infrastrutture di alimentazione necessarie, perché quelle attuali sono insufficienti e devono essere sviluppate parallelamente. Si sta valutando se il vero limite non sarà tanto la capacità di calcolo quanto la disponibilità di energia per sostenere tutta questa crescita a lungo termine.”

Il recente ciclo di espansione dell’intelligenza artificiale deriva principalmente dall’ingente spesa dei grandi colossi tecnologici, e NVIDIA risulta il principale beneficiario di questi investimenti. Nel secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2026, tre clienti diretti hanno rappresentato rispettivamente il 23%, il 19% e il 14% dei crediti verso clienti di NVIDIA. Quasi l’intero fatturato dell’azienda deriva dalle spese correlate alle infrastrutture AI. Nell’ultimo trimestre, su un fatturato totale di 46,7 miliardi di dollari, 41,3 miliardi sono stati generati proprio da questi clienti.

Tuttavia, il rischio per NVIDIA è che, qualora questi grandi clienti decidessero di rallentare gli investimenti a fronte di un ritorno economico insoddisfacente, la crescita potrebbe subire un arresto significativo. Nel caso in cui gli investitori percepissero un rallentamento della spesa in capitale fisso (CapEx), il valore delle azioni NVDA sarebbe tra i primi a risentirne sul mercato.

In una lettera agli investitori relativa al secondo trimestre del 2025, il Baird Chautauqua International and Global Growth Fund ha commentato l’andamento di NVIDIA Corporation in questi termini:

“I risultati del primo trimestre di NVIDIA Corporation sono stati estremamente solidi. È stata effettuata una svalutazione sui prodotti specifici per i data center in Cina, escludendo quindi ogni futura contribuzione da questo mercato alla guidance aziendale, in seguito alle nuove restrizioni all’export introdotte in aprile. Le indicazioni sulla domanda al di fuori della Cina sono state molto positive — NVIDIA sta superando le previsioni nonostante le limitazioni alla fornitura e distanziando nettamente le prestazioni dei prodotti ASIC concorrenti. Abbiamo mantenuto una posizione sottopesata rispetto all’indice di riferimento, che ha registrato un rialzo del 46% nel trimestre, a causa di preoccupazioni a medio-breve termine riguardo a una possibile eccedenza di capacità derivante dal rapido sviluppo dei data center AI, scenario che per ora non si è concretizzato.”