Pensioni, dall’aumento dell’età a Opzione Donna e Quota 103 le ipotesi in manovra
- 10 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha anticipato in audizione parlamentare che nella prossima legge di Bilancio è previsto un intervento mirato sull’adeguamento dell’età pensionabile, definito come una “sterilizzazione selettiva”.
Spiegando in dettaglio, il ministro ha chiarito che non si tratta di distinguere tra lavoratori più o meno fortunati, ma piuttosto tra chi merita un trattamento pensionistico differente: “Credo che i lavoratori usuranti e precoci debbano avere una tutela differenziata”.
Modifiche previste e categorie coinvolte
Secondo le prime anticipazioni, lo stop all’incremento di tre mesi dei requisiti pensionistici legati al collegamento con l’aspettativa di vita sarà attuato in modo parziale e graduale. Il blocco riguarderà soltanto una frazione dell’aumento previsto, probabilmente un mese nel 2027 e un altro nel 2028, e interesserà esclusivamente determinate categorie di lavoratori valutate come più meritevoli di tutela.
La questione delle risorse
Il problema più rilevante resta quello delle coperture finanziarie, che dovranno essere individuate nella manovra di fine anno. Secondo le prime stime condotte dai tecnici del governo e dall’INPS, l’aumento delle soglie pensionistiche comporterebbe un esborso superiore a 2 miliardi di euro nel biennio 2027-2028 e circa 3 miliardi a regime.
L’inserimento di un limite minimo anagrafico di 64 anni potrebbe tuttavia ridurre il costo: stime preliminari parlano di 1,5 miliardi per il biennio e poco più di 2 miliardi a regime.
Cosa cambierebbe per l’età di pensionamento
Nel caso questa ipotesi venisse adottata, per le pensioni di vecchiaia nel 2027 si bloccherebbe l’aumento di tre mesi, portando quindi l’età pensionabile a 67 anni anziché 67 anni e 3 mesi.
Per quanto riguarda la pensione anticipata, verrebbe introdotto un ulteriore criterio anagrafico: gli uomini dovranno aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi e le donne 41 anni e 10 mesi, ma senza aver ancora raggiunto i 64 anni, per non poter usufruire del congelamento. In questo caso, per uscire anticipatamente dal lavoro, servirà attendere 43 anni e un mese (uomini) o 42 anni e un mese (donne).
Proroghe per Opzione Donna, Quota 103 e Ape Sociale
Parallelamente, si va verso una nuova proroga delle misure Opzione Donna, Quota 103 e Ape Sociale, destinata a facilitare ancora l’uscita anticipata per specifiche categorie di lavoratori.
Tra le ipotesi allo studio, si valuta inoltre un’estensione di sei mesi per il periodo di silenzio-assenso in materia di adesione alla previdenza complementare.
In questo scenario, come si evince dalla relazione illustrativa, i lavoratori dovrebbero esprimere esplicitamente la loro volontà di mantenere il trattamento di fine rapporto (Tfr) in azienda, conformemente a quanto previsto nel primo semestre del 2007. Se il lavoratore non manifestasse alcuna opzione, il Tfr verrebbe automaticamente destinato alla forma di previdenza complementare scelta.