Gli investitori crypto cambiano approccio passando dalla capitalizzazione di mercato alla strategia di selezione azionaria secondo il CEO di Bitwise

Il mercato delle criptovalute ha raggiunto una maturità significativa rispetto ai primi anni, trasformandosi da una nicchia ristretta in un fenomeno con una diffusione crescente sia a Wall Street sia tra i privati, testimoniata dalla nascita di fondi negoziati in borsa (ETF) e persino dall’adozione da parte di stati sovrani. Tuttavia, nonostante questa crescita e complessità, la maggior parte degli operatori a livello globale continua a utilizzare un unico indicatore: la capitalizzazione di mercato. Questo resta il metodo principale con cui si valuta e si classifica una criptovaluta, moltiplicando la quantità totale di monete disponibili per il prezzo corrente, offrendo così una fotografia del valore di ciascun asset sul mercato.

Anche le istituzioni hanno seguito a lungo questo approccio, guardando all’intero panorama crypto attraverso una prospettiva incentrata principalmente su Bitcoin. Tuttavia, col tempo, si sono orientate verso metodologie di analisi più sofisticate e affidabili per gli investimenti, come spiega Hunter Horsley, amministratore delegato di Bitwise Investments, che gestisce un patrimonio superiore ai 15 miliardi di dollari.

Hunter Horsley ha dichiarato:

“Storicamente, le istituzioni consideravano l’intero mercato crypto come un’estensione di Bitcoin, visto essenzialmente come oro digitale, prendendo decisioni di investimento basate sulla capitalizzazione complessiva. Oggi stanno progressivamente realizzando che lo spazio delle criptovalute è molto più variegato, simile al mercato azionario, dove ogni progetto offre casi d’uso e proposte di valore uniche.”

Ha aggiunto:

“Questa presa di coscienza sta facilitando l’abbandono di un approccio basato solo sulla dimensione del mercato, a favore di una strategia più accurata e simile allo stock picking.”

Strategia di Stock Picking e Analisi Fondamentale

La strategia di stock picking si basa sulla selezione accurata di titoli azionari con potenziale di crescita o valore, anziché investire passivamente in un indice di mercato. Ciò implica un’analisi dettagliata della salute finanziaria, della posizione competitiva e di altri fattori specifici di ogni società, per individuare opportunità di rendimento elevato.

Secondo Horsley, questa stessa logica sta iniziando a essere adottata anche nel mercato delle criptovalute, dove sempre più investitori istituzionali scelgono di selezionare monete in base ai fondamentali, anziché semplicemente valutare la capitalizzazione totale.

Oltre Bitcoin: una diversificazione crescente

La risposta di Horsley segue a un’interrogazione sul fatto se Bitwise, in qualità di gestore patrimoniale, incontri difficoltà a convincere le istituzioni a puntare su asset diversi da Bitcoin. Il motivo di questa curiosità deriva da un commento emerso in un convegno a Dubai, dove un noto investitore focalizzato sul DeFi di Bitcoin ha osservato come la comprensione e la diffusione di BTC, considerato l’oro digitale, sia più immediata per gli investitori rispetto a Ethereum, Solana e altre blockchain smart contract. Questi ultimi sono percepiti come più complessi per via di meccanismi come staking, generazione di rendimento e complesse implicazioni regolamentari.

La crescente disponibilità a esplorare criptovalute diverse da Bitcoin si riflette nella nascita di numerosi ETF dedicati a queste alternative, inclusa la valuta scherzo DOGE. Di recente, proprio Bitwise ha depositato un modulo S-1 presso la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) per il lancio di un fondo negoziato in borsa spot dedicato al token AVAX di Avalanche.

Un cambio di paradigma in un contesto macroeconomico diverso

La strategia ispirata allo stock picking è particolarmente adatta all’attuale contesto macroeconomico, che si differenzia profondamente da quello del 2020. All’epoca, i tassi di interesse erano prossimi allo zero in tutto il mondo sviluppato, compresi gli Stati Uniti, e l’inflazione quasi assente. Questa combinazione insolita aveva generato una “corsa verso tutto”, con un’impennata di valore anche per le altcoin e meme coin più oscure.

Oggi, al contrario, i tassi di interesse negli Stati Uniti si attestano intorno al 4%, con rendimenti obbligazionari allineati e un’inflazione ancora ostinatamente elevata. In tale scenario, saranno premiate solo le criptovalute con fondamentali solidi e una qualità comprovata, analogamente all’analisi accurata degli analisti del mercato azionario nella scelta dei titoli.

Diversi esperti, tra cui l’economista Mohamed El-Erian e lo storico e stratega globale dei mercati azionari Russel Napier, hanno evidenziato come l’attuale fase di repressione finanziaria, inflazione e predominio fiscale richieda strutturazioni intelligenti e allocazioni dinamiche degli asset, in sintesi, un approccio basato sullo stock picking.

Bitcoin conserva ancora il suo ruolo di bene rifugio?

Uno dei quesiti più dibattuti riguarda il ruolo attuale di Bitcoin come riserva di valore, soprattutto in un mercato sempre più complesso e diversificato. L’evoluzione degli strumenti finanziari legati alle criptovalute e l’entrata di investitori istituzionali suggeriscono che il ruolo di bitcoin potrebbe trasformarsi, pur mantenendo la sua rilevanza storica come riferimento del settore.

Da tempo si discute se il Bitcoin funzioni meglio come riserva di valore o come network per i pagamenti, soprattutto da quando istituzioni e tesorerie aziendali hanno iniziato ad accumulare la criptovaluta. Questo dibattito assume rilievo in quanto l’attività on-chain ha subito un rallentamento significativo, con un osservatore che ha sottolineato come “il Bitcoin sia ai massimi storici, ma i blocchi siano praticamente vuoti”.

Questa situazione rappresenta una preoccupazione particolare per i miner, che affrontano un dimezzamento periodico delle ricompense per blocco circa ogni quattro anni. Essi preferirebbero che il Bitcoin si sviluppasse come un sistema di pagamenti che garantisca ricavi stabili tramite le commissioni di transazione, piuttosto che restare esclusivamente una riserva di valore.

Horsley ritiene che entrambe le funzioni siano possibili per Bitcoin, ma probabilmente realizzabili in momenti differenti, anziché contemporaneamente.

Ha spiegato: “Attualmente, Bitcoin è ampiamente riconosciuto e accettato come riserva di valore. Quando otterrà accettazione anche presso governi, imprese e istituzioni, e diventerà un asset di rilievo per questi soggetti, il passo successivo logico sarà l’uso della criptovaluta per le transazioni. Tuttavia, affinché ciò avvenga, Bitcoin deve prima essere riconosciuto e adottato come una legittima riserva di valore”.

Ha aggiunto: “Per quale motivo qualcuno dovrebbe voler pagare con Bitcoin se non ne ha ancora accettato il valore?”

Riguardo alle applicazioni DeFi su Bitcoin e ad altri progetti in sviluppo, Horsley ha detto di sentirsi “incoraggiato dal lavoro svolto nell’ambito dei pagamenti, inclusi iniziative come Lightning e Lightspark di David Marcus“.

Bitcoin Lightning rappresenta una soluzione di scaling di secondo livello che consente transazioni più rapide, economiche e di volume superiore elaborando i pagamenti off-chain tramite canali dedicati.

Un ciclo diverso

Horsley si è poi soffermato sul noto ciclo quadriennale di Bitcoin, legato all’evento di dimezzamento periodico. Storicamente, i mercati rialzisti hanno raggiunto il picco circa tra 16 e 18 mesi dopo ciascun halving.

Poiché l’ultimo dimezzamento è avvenuto nell’aprile 2024, questa tempistica suggerisce la possibile comparsa di un mercato ribassista nei prossimi mesi. I precedenti mercati al ribasso successivi ai halving hanno visto il prezzo di Bitcoin crollare anche oltre l’80% rispetto ai massimi raggiunti durante i rally.

Il bear market del 2022 è stato caratterizzato dal fallimento di importanti realtà, come il progetto stablecoin Terra, l’hedge fund Three Arrows Capital e la piattaforma di scambio FTX, eventi che hanno provocato enormi perdite finanziarie nell’ecosistema cripto. Analogamente, il bear market del 2018 aveva seguito lo scoppio della bolla ICO e le restrizioni normative imposte in Cina e Corea del Sud, due Paesi all’epoca fondamentali per il volume mondiale degli scambi.

Quali sono i possibili fattori scatenanti simili in questa occasione? Horsley ha definito la questione un interessante esercizio di riflessione.

Ha osservato: “Il ciclo quadriennale di Bitcoin è tradizionalmente caratterizzato da un mercato ribassista, spesso innescato da un evento imprevisto e rilevante legato a una controparte. Se questa dinamica si ripeterà e farà scattare un trend negativo l’anno prossimo dipenderà molto dalla possibilità che si verifichi un nuovo shock di questo tipo. Oggi, però, i candidati a provocare tali crisi sono molto meno numerosi, perché l’ecosistema si è evoluto e diversificato”.

Horsley ha aggiunto inoltre che, qualora dovesse verificarsi un mercato orso, la volatilità negativa potrebbe risultare più contenuta rispetto al passato, quando le quotazioni scesero anche di oltre l’80% dai picchi.

Il mercato delle criptovalute si è infatti consolidato: la volatilità di BTC è diminuita progressivamente durante l’attuale ciclo rialzista, mostrando dinamiche più simili a quelle dei mercati finanziari tradizionali come Wall Street.