Con una evasione dell’80% è impossibile realizzare i piani di sviluppo
- 9 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Gestire un’area industriale di 4mila ettari, che ospita circa 2.500 imprese, richiede risorse disponibili, finanziamenti pubblici e soprattutto un clima di collaborazione tra le aziende stesse. Tuttavia, Raffaela Pignetti, presidente del Consorzio Asi di Caserta, che controlla la più vasta area industriale del Mezzogiorno, sottolinea come la realtà sia ben diversa e insufficiente sotto questi profili.
In risposta alle recenti critiche mosse dagli imprenditori locali, rappresentati da Confindustria Caserta, che avevano denunciato richieste eccessive di oneri da parte del consorzio e una scarsa qualità dei servizi erogati, Pignetti prima ha illustrato dettagliatamente la situazione finanziaria dell’ente e poi ha proposto un appello a lavorare insieme in modo più costruttivo.
Illustra un dato significativo: le aziende nelle zone industriali devono versare al Consorzio oneri per gestione e manutenzione, ma si registra un’evasione vicino all’80%. «Solo attraverso azioni di riscossione forzata riusciamo a recuperare circa il 60% del dovuto», spiega lei, aggiungendo che si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto al 2015, quando, anno della sua nomina, l’incasso si aggirava intorno al 5% e il Consorzio affrontava un serio dissesto economico.
Un contenzioso di lunga data con Confindustria
Questa vicenda è solo l’ultimo episodio di un confronto protratto da tempo tra il Consorzio Asi e la rappresentanza degli imprenditori della provincia di Caserta. Davanti alle continue lamentele, la Regione Campania era intervenuta nel 2024 approvando una delibera che stabiliva limiti massimi alle tariffe applicabili e sanciva il principio fondamentale per cui il pagamento può essere richiesto solo per servizi effettivamente erogati.
Il Consorzio Asi aveva pertanto contestato questa disposizione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, il quale però ha respinto il ricorso con sentenza del 5 giugno 2025 e ha imposto all’ente di conformarsi alla delibera regionale.
Raffaela Pignetti ha affrontato punto per punto le critiche sollevate dagli imprenditori, rimarcando che il Consorzio ha rispettato le indicazioni del Tar tramite una delibera adottata il 13 giugno, pubblicata regolarmente per 30 giorni. Sulla presunta retroattività delle tariffe, la presidente precisa che la sentenza non ne prevede l’applicazione.
Ha inoltre anticipato l’intenzione dell’ente di presentare appello al Consiglio di Stato per proseguire nella tutela della propria posizione.
Dettagli sui tributi e sulle criticità finanziarie
È utile fare chiarezza sui tipi di tributo che il Consorzio Asi applica: da un lato ci sono gli oneri di gestione e manutenzione, dall’altro quelli di urbanizzazione legati ai nuovi insediamenti produttivi. Secondo la presidente, i primi sono sempre stati allineati alle tariffe stabilite dalla Regione Campania, mentre i secondi in passato sono risultati più elevati rispetto ai parametri regionali, passando da 8,32 euro al metro quadro contro 3-5 euro per la logistica previsti dalla Regione.
Da giugno, però, queste tariffe più alte sono state temporaneamente ridotte in attesa di ulteriori sviluppi. Pignetti sottolinea che con le risorse raccolte, integrate idealmente da finanziamenti pubblici regionali, dovrebbero essere finanziate le infrastrutture fondamentali e urgenti per il rilancio dell’area industriale.
La presidente conclude evidenziando la mancanza di supporto da parte della Regione: «Abbiamo richiesto un contributo di 1,8 milioni di euro per compensare le risorse venute meno, ma non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro. Ciò nonostante, sebbene sia l’area industriale più estesa del Mezzogiorno, negli anni il nostro consorzio ha goduto di finanziamenti nettamente inferiori rispetto agli altri poli industriali della Campania».