Solopreneur portano 1,7 trilioni di dollari all’economia degli Stati Uniti sfruttando l’IA per superare le aspettative ma è rischioso

Studenti che guadagnano con il loro primo lavoro extra, genitori impegnati a tempo pieno per sostenere le proprie famiglie e pensionati che inseguono i loro sogni imprenditoriali sono solo alcune delle persone che stanno sfruttando l’intelligenza artificiale per avviare e sviluppare le proprie attività.

L’introduzione di nuovi prodotti basati su intelligenza artificiale generativa sta dando ai lavoratori autonomi, anche chiamati solopreneur, la possibilità di creare imprese che solo pochi anni fa sembravano impensabili.

Nel 2022, negli Stati Uniti, si contavano 29,8 milioni di solopreneur, ossia lavoratori indipendenti senza dipendenti, secondo gli ultimi dati del censimento. Essi hanno prodotto un valore economico di circa 1,7 trilioni di dollari, corrispondenti al 6,8% del PIL nazionale. La California deteneva il maggior numero assoluto di solopreneur (3.502.950), ma su base pro capite è stata la Florida a guidare con 13,3 solopreneur ogni 100 abitanti.

Tecnologie come l’intelligenza artificiale generativa stanno aiutando gli imprenditori americani a far decollare la propria attività anche senza grandi risorse a disposizione. Ma può essere la soluzione giusta anche per te?

Uno studio del 2025 della Camera di Commercio degli Stati Uniti ha rilevato che il 58% delle piccole imprese utilizza intelligenza artificiale generativa, un incremento rispetto al 40% del 2024 e al 23% del 2023. Attualmente queste tecnologie sono impiegate soprattutto nella gestione del rapporto con i clienti e nell’organizzazione dell’inventario, ma l’84% degli intervistati prevede di aumentarne l’uso nelle loro piattaforme tecnologiche.

Jordan Crenshaw, vicepresidente senior del centro di engagement tecnologico della U.S. Chamber, ha dichiarato:

“L’intelligenza artificiale permette alle piccole imprese — che spesso non dispongono delle risorse o del personale dei loro concorrenti più grandi — di competere a livelli superiori.”

La stessa cosa vale per i solopreneur, come Angela Berardino, fondatrice di una societá di marketing boutique. Berardino ha raccontato che, nelle fasi iniziali, “l’IA mi ha fornito un esercito di assistenti e stagisti che prendono appunti durante le chiamate, fanno le prime ricerche e mi aiutano ad analizzare grandi quantità di dati”. Oggi la sua azienda è cresciuta abbastanza da permetterle di guidare un team di persone.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può sostenere il percorso del solopreneur fin dai primi passi, anche prima di avviare formalmente un’attività.

Mark Valentino, responsabile del settore banking per le imprese presso Citizens Bank di Los Angeles, ha affermato che “una persona interessata potrebbe lanciare una piccola attività in soli 10 minuti” sfruttando il generatore di testi gratuito di OpenAI, ChatGPT, per la redazione di un business plan. Secondo Valentino, tale piano sarebbe sufficientemente solido da rappresentare una prima bozza convincente da sottoporre a una banca o a un finanziatore della Small Business Administration.

L’intelligenza artificiale potrebbe persino agevolare la nascita di quello che in gergo del settore si definisce un “unicorno”, ovvero una startup valutata oltre un miliardo di dollari, come speculato da un articolo della rivista The Economist.

La solopreneur Sarah Gwilliam, che ha ideato uno strumento basato sull’IA per aiutare le famiglie nel difficile percorso del lutto, ha raccontato di trovarsi “ancora in una fase iniziale, più simile a una startup che a un’impresa consolidata”. Per questo ha aderito a un incubatore di startup specializzate in IA, un’opportunità che l’ha aiutata a organizzare il proprio business e che, qualora la sua iniziativa dovesse decollare, le garantirà supporto finanziario e risorse per lo sviluppo del prodotto, vendite, marketing e gestione amministrativa.

È ormai possibile utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per quasi tutte le funzioni di un’impresa, dal branding alla scrittura di contenuti per i social media, dalla programmazione degli appuntamenti alla presa di appunti e all’assistenza clienti.

Tuttavia, pur offrendo potenzialità significative per ampliare la portata dei solopreneur, l’uso dell’IA comporta anche rischi da considerare, come la violazione della privacy dei dati e la possibile infrangibilità della proprietà intellettuale. I prodotti di intelligenza artificiale generativa più diffusi, come ChatGPT di OpenAI e Google Gemini, sono addestrati su dati raccolti in rete. Questi dati spesso includono informazioni personali — email, numeri di telefono, indirizzi — raccolte senza il consenso degli utenti e che possono essere riprodotte nei risultati forniti dall’IA.

Inoltre, inserendo dati proprietari all’interno di un modello IA si rischia di esporli involontariamente. Pertanto, è fondamentale conoscere a fondo le impostazioni di privacy disponibili e le normative federali e statali sulla protezione dei dati.

I modelli di intelligenza artificiale generativa tendono inevitabilmente a riprodurre pregiudizi presenti nei dati di addestramento, come il razzismo e la misoginia, e possono generare errori noti come “allucinazioni”, ossia risultati errati o indesiderati.

Per questo motivo, è fondamentale che un operatore umano controlli sempre i contenuti prodotti dall’IA per verificarne l’accuratezza e l’affidabilità.

Majeed Javdani, responsabile qualità presso Conformity Systems Corp., ha osservato su una rivista di settore:

“Un singolo errore generato dall’intelligenza artificiale può avere ripercussioni rilevanti, causando perdite economiche, problemi legali o la diffusione di disinformazione.”

Ha quindi raccomandato di utilizzare l’intelligenza artificiale esclusivamente come uno strumento di supporto all’esecuzione operativa, evitando che sia essa stessa a definire la strategia o a prendere decisioni in autonomia.

In sintesi, l’IA dovrebbe essere considerata utile per agevolare il lavoro umano, ma mai lasciata “al comando” delle scelte fondamentali.

Prima di integrare tecnologie di intelligenza artificiale in ambito aziendale, è inoltre consigliabile approfondire le implicazioni normative e gli aspetti di conformità giuridica legati al loro impiego.