Germania la produzione industriale in calo ai livelli del 2005
- 8 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La produzione industriale in Germania per il 2025 si presenta più debole delle previsioni iniziali, ma il governo guidato da Merz si attende una crescita del Pil superiore alle stime per il 2026 e il 2027. Il quadro economico tedesco resta quindi a tinte contrastanti: dopo due anni consecutivi di recessione (2023 e 2024), nel 2025 il Paese stenta a riprendersi completamente, con il rischio di una stagnazione che verrà scongiurata solamente con un’accelerazione prevista per il prossimo anno.
Ad agosto, l’ufficio federale di statistica Destatis ha rilevato un calo del 4,3% nella produzione complessiva di industria, edilizia e fornitori di energia rispetto al mese precedente. Questa contrazione rappresenta la peggior flessione da marzo 2022, ovvero dalla fase immediatamente successiva all’inizio del conflitto in Ucraina. Il settore più colpito è stato quello dell’automotive, che ha registrato un declino del 18,5%, un dato di rilievo in quanto rappresenta la componente principale della produzione industriale. Proprio questo comparto sarà al centro di un incontro tra governo e imprese previsto per oggi.
Il Financial Times ha ulteriormente evidenziato la gravità di questi numeri, confrontando i dati attuali con quelli relativi alle crisi della grande recessione del 2008 e al picco della pandemia nel 2020: una volta esclusi questi due eventi straordinari, la produzione industriale tedesca ad agosto ha toccato il livello più basso dal 2005.
Contemporaneamente, il governo federale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per il 2026, portando il Pil atteso a +1,3%, rispetto all’1% stimato dal precedente esecutivo ad interim. Questo miglioramento non è guidato da una ripresa della domanda interna o da un incremento delle esportazioni, che appaiono solo leggermente in crescita, bensì dall’aumento degli investimenti. In particolare, quelli destinati a macchinari e veicoli sono previsti in crescita del 6,5% nel 2026 e del 5,5% nel 2027.
La ministra dell’Economia, Katherina Reiche (CDU), prevede una modesta crescita dello 0,2% per il 2025, un risultato più positivo rispetto alle attese prevalenti che indicavano una stagnazione. Per il 2027, invece, si ipotizza un aumento del Pil dell’1,4%, a fronte dell’1,3% previsto per l’anno corrente. La ripresa della locomotiva economica europea dal 2026 è quindi considerata solida, anche se l’entità della crescita dipenderà molto dalla rapidità con cui verranno attuati i numerosi incentivi e investimenti messi in campo dal cancelliere Merz.
I dati di agosto sulla produzione industriale, che hanno deluso le aspettative (con un -4,3% contro un -1% stimato e una performance decisamente peggiore rispetto al +1,3% di luglio), sottolineano le difficoltà attuali che il tessuto produttivo tedesco sta attraversando. L’economia si trova ad attendere non solo stimoli di natura fiscale, ma anche un’accelerazione significativa delle riforme strutturali.
Da un lato, la crescita è frenata dall’avvio molto lento della nuova coalizione governativa federale, composta da due forze politiche che stanno perdendo consensi nei sondaggi; dall’altro, è proiettata verso un ingente pacchetto di stimoli fiscali pluriennali, del valore di circa 1.000 miliardi di euro, da destinare a investimenti in infrastrutture, difesa e politiche climatiche.
La forte contrazione del settore automobilistico a agosto, con un -18,5% su luglio, sarà certamente uno dei temi centrali nell’incontro previsto oggi tra il cancelliere, membri del governo e rappresentanti dell’industria, organizzato sotto l’egida dell’associazione VDA (Verband der Automobilindustrie).
Le numerose sfide che il settore automobilistico deve affrontare saranno oggetto di approfondimento: dalla transizione verso veicoli elettrici ai costi elevati dell’energia, passando per le turbolenze geopolitiche accentuate dall’amministrazione americana e la crescente concorrenza proveniente dalla Cina.
Il governo Merz, che intende evitare un ricorso massiccio a nuovi sussidi, dovrà inoltre definire una strategia chiara da proporre a Bruxelles riguardo all’eventuale flessibilizzazione degli obiettivi sulle emissioni di CO2 e alla scadenza fissata al 2035 per le auto a combustione interna, oltre a decidere il futuro dei veicoli ibridi e degli e-fuel.