Francia Macron nominerà un nuovo primo ministro entro 48 ore
- 8 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
«Tutte le forze politiche con cui ho parlato, ad eccezione di La France Insoumise e del Rassemblement National, hanno sottolineato che sarebbe troppo rischioso non approvare il bilancio entro il 31 dicembre», ha aggiunto. Si deve mantenere l’impegno di ridurre il deficit sotto il 5%, un limite leggermente più alto rispetto alle previsioni iniziali presentate nelle manovre di Lecornu e, prima di lui, di François Bayou.
Un elemento cruciale, ha sottolineato il premier dimissionario, è contenere in qualche modo le «legittime» ambizioni presidenziali di numerosi esponenti politici. Ci sono troppi «appetiti di parte» e, mentre nelle discussioni private i dirigenti politici mostrano volontà di progredire, i militanti spingono invece verso posizioni più estremiste.
Sébastien Lecornu ha confessato di essere convinto che il futuro governo, indipendentemente dalla decisione del presidente della Repubblica, dovrà essere formato da una squadra che non nutra ambizioni presidenziali per le elezioni del 2027.
Ha poi aggiunto: «Un percorso è ancora possibile», ripetendo quanto già detto in mattinata: «C’è la volontà di approvare un budget per la Francia entro il 31 dicembre. Questa volontà di costruire un movimento e creare convergenza allontana l’ipotesi dello scioglimento, ma non è sufficiente. Deve essere evidente che il bilancio includa una serie di parametri che consentano alla Francia di guardare avanti».
Lecornu ha escluso categoricamente un suo re-incarico: «Il mio mandato è concluso», ha affermato, pur precisando che lunedì presenterà comunque un progetto di legge di bilancio per rispettare le scadenze.
Il prossimo primo ministro si troverà a gestire una situazione politica radicalmente mutata e complicata dalle recenti dichiarazioni di Elisabeth Borne, ex primo ministro e ora ministro dimissionario dell’Istruzione. Borne, che ha varato la riforma delle pensioni senza il voto parlamentare attraverso l’articolo 49.3 della Costituzione, si è chiesta se non sia opportuno «sospendere la riforma, se questa è la condizione per mantenere la stabilità del paese».
Insomma, la riforma non deve diventare un dogma. Anche Lecornu ha riconosciuto che questo tema è stato un elemento centrale di «stallo» nella ricerca dei compromessi possibili.
Divisioni e posizioni sulle pensioni
Le reazioni alle parole di Borne si sono diffuse rapidamente, alimentando divisioni nel campo presidenziale. Il ministro dell’Economia Roland Lescure, macroniano con un passato socialista, ha evidenziato il costo elevato di un’eventuale sospensione: «Modificare la riforma delle pensioni significherebbe centinaia di milioni di euro nel 2026 e miliardi nel 2027», ha spiegato, citando una stima di tre miliardi fatta da Lecornu.
Ha esortato tutti a compiere concessioni, sottolineando che «ognuna avrà un costo e sarà indispensabile trovare le risorse per finanziarle».
Édouard Philippe, ex primo ministro e alleato di Macron, candidato alle presidenziali del 2027, ha invece respinto l’ipotesi di sospensione: «Non si può negoziare con la verità e il senso della riforma delle pensioni: bisogna lavorare di più», ha affermato l’entourage del leader del partito Horizons. «Una sospensione è fuori discussione. Il nostro paese non può permetterselo».
Dal centrodestra, Bruno Retailleau, presidente dei Républicains e ministro degli Interni, ha definito la riforma una «linea rossa assoluta» da non toccare, riaccendendo tensioni all’interno del partito. Infatti, numerosi deputati hanno espresso posizioni più concilianti rispetto alla sua.