Nucleare dalle nuove centrali alle scorie cinque domande e risposte sul Ddl Pichetto

L’approvazione finale è stata confermata recentemente dal Consiglio dei Ministri. Ora, il Ddl Pichetto sul nucleare sostenibile, il provvedimento con cui il governo intende creare le condizioni per un ritorno in Italia della produzione di energia nucleare, è pronto a essere discusso in Parlamento. Tuttavia, i tempi per questa ripresa non saranno immediati. Infatti, il disegno di legge definisce un quadro generale e affida a una serie di decreti attuativi – da emanare entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge (ovvero dopo l’approvazione parlamentare e la relativa conversione) – il compito di tradurre concretamente i principi esposti nel Ddl.

Di seguito, in cinque domande e risposte, vengono illustrati i punti principali del provvedimento.

Il Ddl permetterà di riaccendere le vecchie centrali nucleari?

Assolutamente no. Il disegno di legge, come più volte ribadito dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sancisce una netta cesura rispetto agli impianti nucleari storici, che sono destinati alla dismissione definitiva. Non si esclude, in ogni caso, la possibilità di riconversione dei siti già utilizzati.

Chi si occuperà della sicurezza delle infrastrutture nucleari?

Il provvedimento prevede l’istituzione di un organismo indipendente specializzato, che potrebbe essere un’Autorità amministrativa autonoma dedicata alla sicurezza nucleare. Questo organismo avrebbe competenze specifiche di regolamentazione, vigilanza e controllo sugli impianti di nuova generazione. Sarà quindi responsabilità di tale Autorità, qualora venga costituita, garantire il rispetto delle normative tecniche in materia di sicurezza, attenendosi alle migliori pratiche riconosciute a livello europeo e internazionale.

È previsto un piano strategico a lungo termine sul nucleare sostenibile?

Il disegno di legge evidenzia chiaramente la necessità di sviluppare un programma nazionale che promuova la produzione di energia da fonti nucleari sostenibili. Questo piano dovrà integrarsi nella strategia complessiva del Paese per raggiungere la neutralità carbonica, assicurando al contempo la sicurezza e l’indipendenza energetica dell’Italia. La pianificazione sarà inoltre finalizzata a prevenire eventuali interruzioni della fornitura energetica e a contenere i costi connessi.

Il Ddl stabilisce le localizzazioni dei nuovi impianti nucleari?

La legge non disciplina direttamente le sedi dove dovranno essere costruiti i nuovi impianti. A questo compito saranno dedicati i decreti legislativi, che definiranno le tipologie di impianti ammissibili, basandosi su criteri di massima sostenibilità e sicurezza in linea con la normativa europea. Tra le tecnologie incluse vi sono anche quelle modulari e avanzate.

Rispetto al testo iniziale esaminato dal Consiglio dei Ministri a febbraio, la versione definitiva sottolinea inoltre che, qualora vengano identificate in anticipo aree idonee ad accogliere tali impianti, sarà necessario garantire forme di consultazione con i Comuni interessati. Potranno anche essere valutate misure per promuovere e valorizzare i territori coinvolti.



Author: Tony
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