Come gli africani usano le stablecoin per battere l’inflazione nel 2025

Le stablecoin sono diventate strumenti quotidiani utilizzati per risparmiare, effettuare pagamenti e scambi commerciali a Nairobi e Lagos. L’adozione di queste valute digitali è favorita dall’inflazione, dalle fluttuazioni del cambio e dagli elevati costi delle rimesse internazionali. L’integrazione con i servizi di pagamento mobile rende le stablecoin familiari e accessibili, benché permangano rischi legati alle riserve, alle truffe e alle normative in evoluzione.

In una mattina qualunque a Nairobi, Amina invia una fattura a un cliente di Berlino. Nel pomeriggio, riceve l’importo in USDC, per poi convertirlo rapidamente in denaro contante tramite M-Pesa. Ciò che un tempo sembrava sperimentale è ormai prassi quotidiana, grazie a piattaforme come Kotani Pay che collegano le stablecoin ai portafogli mobili.

Allo stesso modo, a Lagos Chinedu gestisce un piccolo negozio e conserva il capitale operativo in Tether USDt. Detenere “dollari digitali” gli consente di rifornire merci importate senza subire l’erosione dei margini causata dalla volatilità della valuta locale, la naira.

La sua situazione non è unica. Tra luglio 2023 e giugno 2024, solo in Nigeria sono state elaborate transazioni in stablecoin per quasi 22 miliardi di dollari, il volume più consistente in tutta l’Africa subsahariana.

Il motivo di questa diffusione è principalmente economico. Inviare denaro in queste regioni tramite canali tradizionali di rimessa costa ancora mediamente l’8,45% (terzo trimestre 2024), mentre gli operatori digitali hanno ridotto le commissioni a circa il 4%. Inserendo un passaggio in stablecoin e garantendo affidabili modalità di prelievo in contante, i risparmi diventano significativi, soprattutto per trasferimenti che vanno dai 200 ai 1.000 dollari, fondamentali per sostenere famiglie e piccole imprese.

I costi variano a seconda del mercato, ma il principio si mantiene: per milioni di persone che affrontano inflazione, restrizioni valutarie e corridoi di rimessa tra i più costosi al mondo, le stablecoin offrono un metodo pratico per mantenere il valore del denaro e trasferirlo utilizzando soprattutto uno smartphone.

Le pressioni macroeconomiche: inflazione, cambio e costi delle rimesse

La crisi del costo della vita in Nigeria non si è attenuata. Nonostante l’inflazione sia scesa rispetto ai picchi di inizio 2025, a luglio 2025 l’indice dei prezzi al consumo (CPI) si attestava ancora al 21,88%, molto oltre l’obiettivo stabilito e con un impatto negativo sostenuto sul potere d’acquisto.

Le riforme valutarie introdotte dal 2023, comprendenti diverse svalutazioni e un orientamento verso un regime valutario più guidato dal mercato, hanno incrementato la volatilità a breve termine per famiglie e importatori, costretti a quotare i beni essenziali in dollari.

Il quadro per il Kenia è meno grave, ma segue dinamiche simili: a agosto 2025 l’inflazione ha raggiunto il 4,5%, trainata dall’aumento dei prezzi alimentari e del trasporto, mentre le oscillazioni dello scellino hanno mantenuto alta la domanda di dollari tra gli operatori commerciali.

Questi fattori si sommano al corridoio di rimessa più caro al mondo. Secondo il rapporto Remittance Prices Worldwide della Banca Mondiale, l’Africa subsahariana ha registrato un costo medio dell’8,45% nel terzo trimestre 2024, ben oltre il target del 3% fissato dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e superiore alla media globale del 6%.

Per molte famiglie che inviano tra 200 e 500 dollari in un’unica soluzione, queste spese rappresentano la differenza tra pagare regolarmente l’affitto o accumulare ritardi.

Queste pressioni spiegano il ricorso crescente alle stablecoin come soluzione concreta per freelance, commercianti e piccole imprese tra Nairobi e Lagos.

Un dato significativo: la diaspora nigeriana ha trasferito circa 19,5 miliardi di dollari nel 2023, pari a circa il 35% di tutte le rimesse dirette nell’Africa subsahariana.

Perché scegliere le stablecoin? Un approccio economico e pratico

Per chi guadagna oltre confine o risparmia in valute locali deboli, le stablecoin rappresentano una sorta di “dollari digitali” con due vantaggi principali: trasferimenti disponibili 24 ore su 24 e commissioni spesso inferiori ai servizi monetari tradizionali, in particolare per i pagamenti internazionali.

La combinazione di velocità e costi contenuti è la chiave del loro successo nei mercati emergenti.

In Africa subsahariana questa tendenza è già evidente. I dati di Chainalysis segnalano che le stablecoin rappresentano ora la quota più significativa dell’attività quotidiana di criptovalute.

Solo in Nigeria, le transazioni sotto il milione di dollari sono state dominate dalle stablecoin per un totale prossimo ai 3 miliardi nel primo trimestre 2024. Nel complesso, in tutta la regione, le stablecoin costituiscono circa il 40%-43% del volume totale crypto.

Tether USDt e USDC rimangono le soluzioni più popolari. In particolare, la rete Tron si è affermata come il canale preferito per il trasferimento di USDT, detenendo alla metà del 2025 la quota più significativa dell’offerta di USDT. La motivazione è semplice: gli utenti scelgono l’opzione più economica e affidabile.

Nella maggior parte dei casi in Kenya e Nigeria, le persone ottengono USDT o USDC tramite una combinazione di fintech regolamentati e mercati peer-to-peer (P2P), convertendo poi in contanti sia attraverso banche sia tramite servizi di mobile money.

Yellow Card, attiva in circa 20 paesi africani, gestisce la maggior parte delle sue transazioni in USDT. Il suo servizio Yellow Pay collega gli utenti oltre i confini nazionali e supporta i prelievi in contanti locali, inclusi i pagamenti tramite mobile money. Attualmente, le stablecoin rappresentano il 99% del business di Yellow Card.

Il ruolo del mobile money in Africa orientale

In Africa orientale, M-Pesa e altri portafogli digitali sono fondamentali per le transazioni quotidiane. Kotani Pay offre servizi di conversione che consentono ai partner di regolare pagamenti in stablecoin e versare direttamente in M-Pesa.

Un progetto pilota di Mercy Corps in Kenya ha utilizzato Kotani per testare lo scambio da USDC a risparmi in M-Pesa. Il processo è semplice: si riceve USDC che viene convertito in scellini per essere speso attraverso lo stesso portafoglio digitale già ampiamente utilizzato dalla popolazione.

Fintech e innovazione nascosta

Alcune aziende mantengono la componente crypto invisibile per l’utente finale. Ad esempio, Chipper Cash utilizza USDC dietro le quinte per trasferire dollari istantaneamente all’interno della sua rete. Ha inoltre integrato la tecnologia di Ripple per portare fondi in nove mercati africani, offrendo ai clienti un’esperienza più veloce ed economica rispetto ai portafogli tradizionali.

Applicazioni quotidiane delle stablecoin

Le stablecoin sono sempre più utilizzate in diversi ambiti:

Risparmi: convertire piccoli saldi in dollari digitali come protezione dall’inflazione.

Pagamenti di buste paga e attività freelance: molti lavoratori autonomi ricevono pagamenti in USDC, convertendo solo l’importo necessario nella valuta locale.

Commercio e inventario: piccole e medie imprese utilizzano stablecoin per regolare fatture e pagare fornitori; Yellow Card segnala che i pagamenti aziendali sono tra i segmenti in più rapida crescita.

Rimesse: i trasferimenti in stablecoin con opzioni di prelievo locale spesso risultano più vantaggiosi rispetto ai servizi tradizionali, soprattutto per somme comprese tra 200 e 1.000 dollari.

Il mobile money ha ormai una diffusione capillare, con oltre 2 miliardi di conti attivi a livello globale, e l’Africa sub-sahariana ne rappresenta un epicentro decisivo.

Regolamentazione e cambiamenti politici

Nigeria

La posizione normativa in Nigeria è evoluta rapidamente negli ultimi anni, passando da un divieto totale, a una concessione cauta, fino a una fase più stringente di controllo. Nel dicembre 2023, la Banca centrale della Nigeria ha revocato il divieto bancario e permesso agli istituti di aprire conti per fornitori di servizi di asset virtuali (VASPs).

Tuttavia, nel 2024 si è assistito a un inasprimento: le autorità hanno intensificato controlli su piattaforme P2P in naira e su Binance, arrestando dirigenti, sospendendo coppie di scambio in naira e annunciando ulteriori regolamenti contro il trading illecito.

Tra il 2024 e il 2025 sono continuati casi e controversie legate a queste normative. Nel gennaio 2025, la Nigerian Securities and Exchange Commission ha aggiornato il quadro regolamentare sulle criptovalute. Inoltre, la nuova legge sugli investimenti e titoli (ISA 2025) ha definito chiaramente gli obblighi di registrazione per le società di asset digitali. Sono attese ulteriori misure su licenze, trasparenza e pubblicità.

Kenya

Il Finance Act 2023 aveva introdotto una tassa del 3% sulle attività digitali, confermata dalla Corte Suprema alla fine del 2024. Tuttavia, a metà 2025 si è assistito a un cambiamento: il Finance Act 2025 ha abolito questa tassa, sostituendola con una tassa di consumo del 10% sulle commissioni applicate dai fornitori di asset virtuali.

Ora utenti e operatori sono tenuti a gestire imposte di consumo, IVA o DST, e rispettare gli obblighi di rendicontazione. I quadri normativi continuano dunque a evolversi rapidamente, rendendo indispensabile consultare sempre le disposizioni più aggiornate prima di scegliere un fornitore.

Un dato rilevante è che, circa un adulto su sei in Kenya non possiede alcun conto finanziario formale. Nel 2021, il tasso di inclusione finanziaria formale era dell’83,7%, lasciando circa l’11,6% degli adulti completamente escluso da servizi finanziari sia formali sia informali.

I rischi delle stablecoin

Le stablecoin offrono vantaggi in termini di rapidità e costi ridotti, tuttavia comportano anche rischi specifici che si articolano in tre categorie principali.

Rischi legati alla parità e controparte

La sicurezza delle stablecoin dipende dalla solidità delle riserve che le garantiscono e dai modelli di governance adottati. Studi di istituzioni come la Banca per i Regolamenti Internazionali e il Fondo Monetario Internazionale mettono in guardia sul fatto che una crescita troppo rapida potrebbe provocare problemi di stabilità finanziaria, come vendite forzate di asset di riserva, o fenomeni di “dollarizzazione” che riducono il controllo delle banche centrali locali sulla politica monetaria.

L’episodio del de-peg di USDC nel marzo 2023 ha dimostrato la rapidità con cui una crisi di fiducia può propagarsi nell’intero sistema. Revisioni indipendenti hanno inoltre evidenziato lacune nella trasparenza e nella comunicazione riguardo alle riserve effettive.

Le misure regolamentari possono inoltre complicare il quadro esistente. Ad esempio, la stretta normativa in Nigeria nel biennio 2024-2025 ha causato il congelamento di conti e la sospensione improvvisa di saldo disponibile, dimostrando come l’accesso ai fondi possa essere revocato in modo repentino.

A livello sistemico, la forte dipendenza da stablecoin ancorate al dollaro può accelerare la dollarizzazione informale e spostare i pagamenti fuori dai canali bancari tradizionali regolamentati. Di conseguenza, i responsabili politici stanno promuovendo norme più rigorose, imponendo licenze più stringenti, standard di riserva più severi e una maggiore trasparenza da parte degli emittenti.

Durante il Stablecoin Summit 2025 svoltosi a Lagos, il Direttore Generale della SEC, Emomotimi Agama, ha affermato:

“La Nigeria è aperta al business delle stablecoin, ma a condizioni che proteggano i nostri mercati e responsabilizzino i cittadini nigeriani.”

Cosa riserva il futuro per le stablecoin in Africa?

Le stablecoin non risolveranno i problemi di inflazione né rivoluzioneranno le politiche sul cambio valuta, ma già oggi rendono più economico e rapido risparmiare, ricevere pagamenti e trasferire denaro oltre confine in città come Nairobi, Lagos e altre. La loro integrazione con i servizi di mobile money è ciò che ne infonde praticità e diffusione.

I creatori di queste criptovalute le considerano strumenti utili nella vita quotidiana, mentre i regolatori esprimono preoccupazioni riguardo alla dollarizzazione e alla stabilità finanziaria. Sarà proprio l’equilibrio tra queste due posizioni a determinare gli sviluppi futuri.

Sul campo, l’approccio più prudente è semplice: mantenere bassi i costi, affidarsi a fornitori attendibili e restare vigili rispetto all’evoluzione delle normative.

In prospettiva, è prevedibile una maggiore richiesta di trasparenza, normative più rigide per l’ottenimento di licenze e un aumento dei servizi “crypto in background”, in cui l’utente non visualizza direttamente i token ma beneficia di un trasferimento di valore istantaneo e a costi ridotti.

Va sottolineato che questo articolo non rappresenta consulenza o raccomandazione per investimenti. Ogni operazione finanziaria comporta rischi e i lettori sono invitati a svolgere autonome indagini prima di prendere decisioni.