Se non sei una startup di intelligenza artificiale, buona fortuna a raccogliere fondi dai venture capitalist
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
I dati più recenti di PitchBook mettono in luce quanto rapidamente l’intelligenza artificiale stia dominando gli investimenti nelle startup, evidenziando come il 2025 sia destinato a diventare il primo anno in cui l’AI rappresenterà oltre la metà di tutti i capitali di rischio investiti.
Secondo PitchBook, finora nel 2025 i capitali di rischio hanno destinato 192,7 miliardi di dollari all’industria dell’intelligenza artificiale, su un totale complessivo di 366,8 miliardi di dollari investiti a livello globale, come riportato da Bloomberg. Nel trimestre più recente, l’AI ha assorbito il 62,7% degli investimenti effettuati da fondi di venture capital negli Stati Uniti, mentre a livello globale la quota si attesta al 53,2%.
Gran parte di queste risorse sono indirizzate a nomi di spicco come Anthropic, che a settembre ha annunciato un round di finanziamento Serie F da 13 miliardi di dollari. Nel contempo, il numero di startup e di fondi di venture capital che riescono a raccogliere fondi si attesta ai livelli più bassi degli ultimi anni: nel 2025 sono stati raccolti globalmente 823 fondi, rispetto ai 4.430 del 2022.
Kyle Sanford, direttore della ricerca di PitchBook, ha commentato a Bloomberg che il mercato sta diventando «biforcato» e che la situazione si può riassumere con due polarità: «o sei nell’AI, oppure no; o sei un grande fondo, oppure no».
Questa dinamica riflette un panorama di investimento sempre più concentrato su realtà consolidate e di grandi dimensioni nel settore dell’intelligenza artificiale, con maggior cautela e selettività da parte degli investitori nei confronti di progetti più piccoli o in settori tradizionali.
L’attrattività crescente dell’AI non solo modifica gli equilibri nel capitale di rischio, ma si traduce anche in una possibile ridefinizione delle strategie di sviluppo tecnologico e imprenditoriale a livello globale, sottolineando il ruolo centrale che l’intelligenza artificiale riveste nel futuro dell’innovazione.