Ethereum Foundation converte 1.000 ETH in stablecoin ecco perché
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Ethereum Foundation ha annunciato l’intenzione di vendere 1.000 ETH, equivalenti a circa 4,5 milioni di dollari, in un momento in cui il prezzo di Ethereum supera per la prima volta dal settembre scorso quota 4.500 dollari.
L’operazione, resa nota il 4 ottobre, sarà condotta tramite la funzione Time-Weighted Average Price (TWAP) di CowSwap, uno strumento automatizzato che suddivide grandi transazioni nel tempo per evitare impatti bruschi sul mercato.
L’utilizzo del TWAP ha l’obiettivo di mitigare la volatilità del prezzo, ridurre lo slippage e ottenere esecuzioni più equilibrate. Strategie simili sono comunemente adottate da investitori istituzionali e tesorerie crypto per vendere ingenti quantità di asset senza provocare forti oscillazioni di prezzo.
I fondi ottenuti dalla vendita saranno convertiti in stablecoin per finanziare attività operative continue, come la ricerca nell’ecosistema, sovvenzioni per sviluppatori e donazioni alla community. La Fondazione ha sottolineato che questa vendita rientra nella loro strategia di gestione più efficiente della tesoreria, sfruttando strumenti DeFi.
Secondo i dati del Strategic ETH Reserve, si tratta della 17ª vendita di ETH da parte della Fondazione nel 2025. L’attuale saldo residuo di ETH detenuti è di circa 222.720, con un valore approssimativo di un miliardo di dollari ai prezzi correnti.
Queste vendite frequenti hanno suscitato preoccupazioni in alcuni membri della community, temendo che possano generare un sentimento di ribasso e indebolire la fiducia degli investitori. Critici insistono sull’aspetto negativo di effettuare progressivamente vendite in un mercato al rialzo, mentre altri le considerano una pratica necessaria di gestione responsabile della tesoreria.
Il ricercatore nel settore crypto Naly ha suggerito che la Fondazione potrebbe “mettere in evidenza il potenziale della DeFi” utilizzando strumenti decentralizzati per ottenere liquidità senza dover vendere direttamente i token.
Naly ha proposto un’alternativa concreta:
“Mettere a disposizione ETH su Aave, guadagnare interessi, prendere in prestito stablecoin e finanziare le operazioni usando capitale generato tramite DeFi.”
Secondo gli estimatori di questo approccio, la Fondazione potrebbe così mantenere l’esposizione al potenziale rialzo del prezzo di ETH, garantendo allo stesso tempo accesso a liquidità per le spese operative.
Tuttavia, non tutte le critiche sono state negative. Numerosi membri della community hanno inoltre lodato la trasparenza della Fondazione nel comunicare pubblicamente le vendite, una pratica ritenuta rara tra le grandi organizzazioni crypto.