Dove sarà il titolo Target tra 5 anni
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
L’azione di Target viene scambiata a quasi il 70% in meno rispetto al suo massimo storico. L’azienda sta affrontando numerose difficoltà legate alla situazione macroeconomica, alla concorrenza, alle perdite per furti e a tensioni politiche. Sebbene il titolo sembri sottovalutato, potrebbe riflettere una giusta valutazione scontata.
Target (NYSE: TGT), uno dei principali retailer degli Stati Uniti, era in passato considerato un titolo azionario solido e affidabile per gli investitori in cerca di dividendi. Il 26 novembre 2021 il titolo ha raggiunto un prezzo massimo storico di 238,01 dollari per azione, con un rendimento del 234% in tre anni.
Durante la pandemia, Target aveva impressionato gli investitori grazie all’aumento significativo delle vendite digitali, all’espansione dei propri marchi privati e alla capacità di mantenere margini grazie al potere di determinazione dei prezzi. Questo slancio è stato ulteriormente amplificato dal diffuso entusiasmo per i mercati azionari, alimentato da stimoli fiscali, passaparola sui social media e dalla crescente popolarità delle piattaforme di trading senza commissioni.
Dopo aver raggiunto il picco, il titolo di Target ha perso più di due terzi del suo valore e ora oscilla intorno agli 88 dollari per azione. L’azienda ha perso parte del suo slancio a causa di confronti difficili con i risultati ottenuti durante la pandemia, dell’aumento delle giacenze di magazzino, dell’inflazione, delle tariffe doganali e di boicottaggi legati a motivi politici. In parallelo, il rialzo dei tassi di interesse ha contribuito a comprimere la valutazione del titolo.
Oggi il titolo di Target viene scambiato a circa 12 volte gli utili previsionali e offre un rendimento da dividendi piuttosto elevato, pari al 5,2%. L’azienda resta inoltre parte dell’esclusivo gruppo dei “Dividend Kings”, avendo aumentato il dividendo per 54 anni consecutivi. Per entrare in questa categoria occorrono almeno 50 anni continui di incremento dei dividendi. La combinazione tra valutazione contenuta e rendimento elevato potrebbe limitare il rischio ribassista del titolo, ma resta da vedere se Target sarà in grado di recuperare terreno e superare la performance dell’S&P 500 nei prossimi cinque anni.
Andamento delle vendite e strategie di crescita
Tra l’esercizio fiscale 2021 e quello 2024 (terminato a febbraio), le vendite comparabili di Target hanno mostrato un netto rallentamento rispetto ai livelli eccezionali del periodo pandemico. Le difficoltà derivanti dall’inflazione e le oscillazioni nelle tariffe sui prodotti importati dalla Cina hanno aggravato questa tendenza negativa. Nonostante ciò, Target ha continuato a inaugurare nuovi punti vendita, mentre molti concorrenti chiudevano negozi fisici meno performanti. Inoltre, i margini lordi si sono ripresi in modo significativo dopo un calo marcato seguito alla pandemia.
Ecco alcuni dati chiave:
Anno fiscale 2021: crescita vendite comparabili +12,7%, numero negozi 1.926, margine lordo 28,3%
Anno fiscale 2022: crescita vendite +2,2%, negozi 1.948, margine 23,6%
Anno fiscale 2023: calo vendite -3,7%, negozi 1.956, margine 27,5%
Anno fiscale 2024: vendite quasi stabili +0,1%, negozi 1.978, margine 28,2%
Target resta comunque molto più piccolo rispetto al principale concorrente Walmart, che conta oltre 10.750 negozi in tutto il mondo. Inoltre, Target opera esclusivamente negli Stati Uniti e mira a una clientela mediamente più abbiente e attenta allo stile rispetto a Walmart. Questo si traduce in un orientamento verso la vendita di abbigliamento e articoli per la casa, prodotti invece più vulnerabili agli effetti degli shock macroeconomici rispetto ai beni di prima necessità.
Boicottaggi e sfide politiche
Nel corso di questo difficile contesto, Target ha dovuto affrontare boicottaggi sia da gruppi conservatori sia da ambientalisti e attivisti progressisti. Nel 2024, la vendita di merce a tema LGBTQ ha scatenato una protesta da parte della destra conservatrice, mentre nel 2025 la decisione di ridurre alcune iniziative su diversità, equità e inclusione (DEI) ha provocato il boicottaggio da parte di acquirenti liberali.
Parallelamente a queste tensioni politiche, l’azienda ha visto aumentare il tasso di “shrink” (ossia la perdita di merce per furti e smarrimenti), particolarmente accentuato in alcune città a causa dell’incremento dei furti nei negozi.
Durante l’esercizio fiscale 2022, Target ha subito un forte calo del margine lordo a causa dello sforzo per smaltire gli stock in eccesso tramite sconti importanti. Tuttavia, nei due anni successivi la situazione si è stabilizzata e i margini sono tornati a migliorare grazie a condizioni di acquisto più favorevoli, a una diversificazione della catena di approvvigionamento, a una maggiore monetizzazione attraverso la pubblicità e vendite su marketplace, e all’ottimizzazione del mix prodotti, sostenuta anche dall’aumento delle sottoscrizioni al programma Target Circle 360.
Questi progressi hanno compensato le pressioni dovute ai ribassi prezzi, ai crescenti costi di evasione ordini e alle tariffe doganali imprevedibili.
Prospettive per il futuro
Per l’esercizio fiscale 2025, Target prevede un calo delle vendite comparabili in cifre basse a una sola cifra percentuale. Al tempo stesso, le stime sugli utili per azione rettificati (escludendo elementi straordinari) indicano un possibile miglioramento, segno che l’azienda sta lavorando per stabilizzare e rilanciare la sua crescita anche in un ambiente economico complicato.
Target prevede che i guadagni legati alle controversie legali nel primo trimestre diminuiranno di circa il 10%. L’azienda ritiene che la maggior parte delle difficoltà attuali persisterà per tutto il resto dell’anno.
Da un lato positivo, Target si aspetta comunque di aumentare il proprio fatturato di 15 miliardi di dollari entro il 2030, il che implica una crescita annuale composta (CAGR) del 2,7% rispetto ai 105,1 miliardi di dollari del 2025, raggiungendo 120,1 miliardi nel 2030.
Per arrivare a questo obiettivo a lungo termine, l’azienda intende rafforzare i propri marchi a marchio privato, attirare un maggior numero di consumatori verso il mercato di terze parti Target Plus, migliorare gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale e i sistemi di raccomandazione, ottimizzare la catena di approvvigionamento, espandere le unità interne di media e pubblicità, e incrementare gli abbonati al programma Circle 360.
Inoltre, si prevede l’apertura di nuovi punti vendita che verranno utilizzati anche per evadere gli ordini online, migliorando ulteriormente i servizi di consegna lo stesso giorno e il ritiro senza scendere dall’auto (curbside pickup).
Prospettive finanziarie e possibili rischi
Qualora Target raggiungesse questi risultati moderati, con un utile per azione (EPS) in crescita a un tasso annuo composto simile del 3% dal 2025 al 2030 e con un prezzo delle azioni valutato a 15 volte gli utili attesi nel 2030, è possibile che il titolo aumenti quasi del 60%, arrivando a 140 dollari per azione entro cinque anni.
Questo incremento potrebbe superare la performance media dell’indice S&P 500, che produce un rendimento annuo medio intorno al 10%. Tuttavia, tale previsione è basata sullo scenario migliore, in cui Target riesca a superare agevolmente le sfide macroeconomiche, la concorrenza, le problematiche legate alla contraffazione e le difficoltà politiche.
Se invece non dovesse risolvere questi problemi, la valutazione di Target potrebbe restare depressa e le azioni continuare a performare al di sotto della media di mercato.
Considerazioni prima dell’acquisto
Prima di acquistare azioni Target, è importante tenere a mente che una nota squadra di analisti ha recentemente segnalato le 10 azioni migliori da acquistare in questo momento… e Target non è tra queste.
Le azioni selezionate in tale elenco hanno prodotto ritorni straordinari negli anni a venire. Per esempio, quando Netflix è stata inclusa in questa lista il 17 dicembre 2004, un investimento di 1.000 dollari al momento della raccomandazione sarebbe cresciuto fino a 621.976 dollari. O ancora, Nvidia invece, inserita il 15 aprile 2005, avrebbe trasformato 1.000 dollari in oltre 1.150.000 dollari.*
In media, le raccomandazioni di questo portale hanno generato un ritorno totale dell’1.058%, battendo ampiamente il +191% dell’indice S&P 500.
Per non perdere le ultime graduatorie delle migliori 10 azioni disponibili al momento, è possibile aderire al servizio di raccomandazioni di investimento dedicato.
*I dati riflettono i ritorni medi calcolati fino al 29 settembre 2025.
La persona citata non detiene alcuna posizione in Target o nelle altre azioni menzionate, mentre l’azienda che ha pubblicato l’analisi mantiene posizioni in Target e Walmart. Viene inoltre riportata una politica trasparente di divulgazione delle posizioni.