Banda ultralarga nasce il fondo connettività per salvare le risorse del Pnrr

Il piano Italia a 1 Giga, finanziato attraverso il Pnrr, era stato pensato come una svolta fondamentale per la diffusione della connettività a banda ultralarga nel Paese, rivolta sia alle famiglie sia alle imprese, in particolare nei distretti industriali.

Tuttavia, a meno di un anno dalla scadenza fissata dalla Commissione europea, il governo si è trovato nella necessità di rivedere gli obiettivi iniziali, ridimensionandoli. Uno dei due soggetti aggiudicatari, Open Fiber, ha infatti comunicato al Dipartimento per la trasformazione digitale di Palazzo Chigi l’impossibilità di garantire la copertura di circa 700mila numeri civici su un totale di circa 2 milioni e 200mila assegnati.

Nei giorni scorsi, la Cabina di regia governativa sul Pnrr ha approvato una proposta di revisione del piano, con la richiesta formale alla Commissione europea di posticipare il termine per la copertura di quei 700mila numeri civici di oltre quattro anni. Il nuovo obiettivo temporale non sarebbe più giugno 2026, bensì il 2030, in linea con le scadenze del programma strategico europeo denominato “Decennio digitale”.

Lo slittamento dei termini e le nuove strategie

Per formalizzare questa estensione temporale – pur evitando di definirla una proroga – è prevista la creazione di un nuovo strumento finanziario chiamato Fondo nazionale connettività, nel quale confluiranno le risorse residue corrispondenti alla riduzione dei numeri civici. A questo si sommeranno ulteriori economie del Pnrr, gestite dal Dipartimento per la trasformazione digitale, per un ammontare complessivo stimato intorno ai 700 milioni di euro.

Il governo intende quindi indire una nuova gara per coprire circa 580mila numeri civici, mantenendo l’obiettivo di connessioni ad almeno 1 gigabit al secondo. Tuttavia, per la quota rimanente, che interessa soprattutto le zone più isolate, si punta a un sistema ibrido che includerà anche la tecnologia satellitare attraverso una gara pubblica. Questo approccio apre possibilità innovative, come l’utilizzo delle infrastrutture satellitari offerte da sistemi come quelli di Starlink, la compagnia di Elon Musk.

Le prestazioni e gli impatti sulle aspettative

Ciononostante, sorgono dubbi sull’effettiva capacità di questa soluzione mista di mantenere gli standard originari. La maggior parte degli esperti sottolinea che l’impiego di satelliti per la parte di connessione definita “backhauling” – la tratta tra la rete e le infrastrutture terrestri di consegna – difficilmente garantirà prestazioni vicine alla soglia di 1 gigabit al secondo.

Se questa previsione dovesse confermarsi, l’Italia potrebbe ritrovarsi con una copertura complessiva inferiore rispetto a quella prevista nel Pnrr varato nel 2021 in accordo con la Commissione europea. Ciò potrebbe rallentare significativamente la modernizzazione digitale del territorio e compromettere gli sviluppi economici e produttivi collegati alla connettività ultraveloce.



Author: Tony
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