Proteste pro Pal, le forze dell’ordine cinturano la stazione Termini

Numerose manifestazioni spontanee, cortei, occupazioni e agitazioni nei porti si stanno diffondendo nelle principali città italiane, accompagnate da uno sciopero generale previsto per venerdì. L’attenzione è particolarmente concentrata sulle proteste in sostegno alla Flotilla umanitaria.

Le manifestazioni si sono intensificate immediatamente dopo l’avvio delle operazioni da parte di Israele contro le imbarcazioni della missione che si avvicinavano alla Striscia di Gaza. A Napoli, attivisti della rete Pro Pal e studenti appartenenti a un collettivo autorganizzato hanno occupato i binari della stazione Centrale, provocando un blocco temporaneo del traffico ferroviario in arrivo e in partenza.

Anche la stazione di Roma Termini è stata teatro di un presidio permanente in piazza dei Cinquecento, con blocchi stradali in segno di solidarietà alla Global Sumud Flotilla.

L’ingresso principale della stazione di Porta Nuova a Torino è stato chiuso per prevenire possibili blocchi da parte dei manifestanti pro-Palestina. Sono stati temporaneamente interdetti anche i varchi della metropolitana collegati alla stazione.

A Bologna, numerosi cittadini si sono radunati in piazza Maggiore rispondendo all’appello di diverse realtà impegnate nella protesta per Gaza. Bandiere palestinesi e slogan di solidarietà hanno animato l’area, dove sono state montate tende per prolungare l’occupazione. Dalla zona universitaria e da alcuni centri sociali sono poi partiti cortei che si sono diretti verso la piazza principale.

Le misure di sicurezza attivate

Il Global Movement to Gaza aveva annunciato la propria determinazione a scendere in piazza con possibili blocchi diffusi. Negli ultimi giorni, l’attenzione delle forze di sicurezza si è concentrata sulle realtà più attive, come i movimenti studenteschi e antagonisti. I canali social sono stati monitorati per individuare raduni e mobilitazioni, con particolare riguardo al corteo nazionale programmato per sabato, che attraverserà il centro di Roma, da Porta San Paolo a San Giovanni.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato al Viminale prefetti e questori di Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna per fare il punto sulla situazione. Le direttive prevedono un incremento dell’attività info-investigativa per prevenire disordini, un dialogo costante con gli organizzatori per isolare eventuali elementi violenti e un presidio rafforzato su obiettivi ritenuti sensibili, in particolare strutture israeliane ed ebraiche.

Per definire il dispositivo di sicurezza da impiegare sabato a Roma, si è già tenuta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, mentre venerdì è previsto un tavolo tecnico presso la Questura.

I sindacati proclamano lo sciopero generale

Nel frattempo, i sindacati si stanno mobilitando a sostegno della missione umanitaria, promuovendo uno sciopero generale venerdì 3 ottobre. La CGIL ha condannato con fermezza l’aggressione contro le navi civili con cittadini italiani a bordo, definendola un atto di gravità estrema. Anche l’USB ha chiesto un blocco totale in risposta, sottolineando le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele.

Maurizio Landini, segretario della CGIL, aveva anticipato che in caso di blocchi, sequestri o arresti sarebbero stati pronti a convocare tempestivamente uno sciopero generale. Landini ha qualificato la situazione come un atto di guerra contro coloro che cercano di portare avanti una missione in favore della pace.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha invece messo in guardia contro eventuali agitazioni incontrollate, dichiarando:

“Non consentiremo che la CGIL e gli estremisti di sinistra generino caos in Italia. Non tollereremo scioperi generali improvvisi.”

Agitazioni e occupazioni si stanno registrando anche tra le università e gli istituti superiori, dal Nord al Sud del Paese. La facoltà di Scienze Politiche della Sapienza a Roma è stata occupata, così come alcuni licei in diverse città.

In una conferenza stampa tenuta nelle sedi universitarie di Napoli presso gli atenei Orientale e Federico II, ora occupati, gli studenti hanno sottolineato:

“Siamo l’equipaggio di terra della Flotilla, pronti a sostenere con iniziative di protesta i nostri compagni in mare.”



Author: Tony
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