Morta Jane Goodall la donna che parlava agli scimpanzé
- 1 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Jane Goodall, celebre primatologa, etologa e attivista britannica riconosciuta a livello mondiale come “la donna che parlava con gli scimpanzé” e considerata la “madre” dell’etologia moderna, è venuta a mancare all’età di 91 anni per cause naturali. La sua scomparsa è avvenuta nella mattinata di mercoledì 1° ottobre in California, dove si trovava in occasione della sua ultima tournée di conferenze negli Stati Uniti. La notizia è stata resa pubblica dal Jane Goodall Institute, fondato da lei nel 1977 e operativo in 25 Paesi, incluso l’Italia.
Con la sua perdita, il mondo scientifico e ambientale ha perso una delle personalità più influenti del XX secolo, nota soprattutto per la sua instancabile lotta contro l’estinzione degli scimpanzé. Armata di binocolo, taccuino e di una pazienza straordinaria, Goodall ha rivoluzionato la nostra comprensione degli animali e del ruolo dell’uomo nella natura.
Nel 1960, una giovane donna inglese senza alcun titolo accademico in zoologia arrivò nel Parco nazionale di Gombe Stream in Tanzania. Aveva 26 anni, portava con sé un sogno coltivato sin dall’infanzia, ispirato dai personaggi di Tarzan e Doctor Dolittle, e la costante fiducia della madre Vanne, che l’aveva accompagnata per ottenere il permesso dalle autorità coloniali. Qui, immersa nella giungla africana, Jane iniziò a osservare da vicino una comunità di scimpanzé.
Al contrario della prassi accademica dell’epoca, non identificava gli animali con numeri ma con nomi propri: Fifi, David Greybeard, Goliath. Li considerava individui con personalità, emozioni e storie uniche, un approccio innovativo che scuoteva i dogmi della ricerca scientifica.
Il cambiamento nella scienza grazie a Jane Goodall
All’inizio il mondo scientifico accolse con scetticismo i risultati di Goodall, ma presto fu costretto a riconoscerne la profondità. Le sue ricerche dimostrarono che gli scimpanzé utilizzano strumenti, come ramoscelli adattati per “pescare” termiti, cacciano in gruppo, manifestano gesti di affetto ma possono anche essere aggressivi e pericolosi.
Goodall affermava spesso:
«Non siamo così diversi come credevamo».
Questa consapevolezza rivoluzionò non solo l’antropologia e l’etologia, ma anche la riflessione filosofica sull’essere umano e il suo legame con la natura.
Negli anni, il lavoro di Jane Goodall divenne una missione civile oltre che scientifica. La sua conferenza “Understanding Chimpanzees” nel 1986 rappresentò una svolta fondamentale: di fronte ai dati allarmanti sulla deforestazione e sul traffico illegale di animali, capì che non poteva più limitarsi a osservare, doveva agire.
Fu così che diede vita a numerose iniziative concrete per la conservazione, come il Jane Goodall Institute (1977), il programma educativo ambientale Roots & Shoots (1991), il santuario per scimpanzé orfani Tchimpounga in Congo (1992) e il progetto di riforestazione Tacare in Tanzania. Con un approccio pionieristico, poneva sempre le comunità locali al centro delle strategie di tutela ambientale.
Una vita dedicata alla ricerca e all’attivismo
Per decenni, Jane Goodall ha viaggiato in tutto il mondo, incontrando studenti, capi di stato e rappresentanti delle grandi aziende con la calma e l’autorità che l’hanno contraddistinta, accompagnate da quel tipico accento inglese ormai iconico.
Anche in età avanzata non ha mai smesso di lavorare: a 85 anni teneva ancora decine di conferenze all’anno, riflettendo con forza sulle conseguenze dell’impatto umano sull’ambiente.
La sua voce si è alzata contro allevamenti intensivi, sperimentazione animale crudele e deforestazione incontrollata. Convinta vegetariana, è stata un’attivista per i diritti degli animali, mettendo in luce le contraddizioni di chi dichiara amore per gli animali ma consuma prodotti derivati da pratiche dannose.
Durante la pandemia da Covid-19, Goodall evidenziò come l’emergenza sanitaria fosse strettamente legata al rapporto danneggiato tra uomo e ambiente:
«Abbiamo disprezzato il mondo naturale. Abbiamo creato le condizioni ideali per il passaggio dei virus dagli animali all’uomo».
Parallelamente al suo attivismo, Jane Goodall non ha mai smesso di scrivere e condividere le sue esperienze. La sua autobiografia “In the Shadow of Man” è diventata un testo fondamentale nel panorama scientifico e letterario, arricchendo la cultura sull’etologia e l’interazione tra uomo e natura.
Jane Goodall è conosciuta come una delle più grandi scienziate e attiviste ambientali del nostro tempo, la cui ricerca pionieristica sugli scimpanzé ha rivoluzionato il modo in cui comprendiamo il comportamento animale e la relazione tra umanità e natura. La sua opera è stata tradotta anche in Italia con il titolo L’ombra dell’uomo (Orme Editori, 2012).
Autrice di oltre trenta libri, molti dei quali indirizzati ai giovani per sensibilizzarli sull’importanza della conservazione e della ricerca scientifica, Jane Goodall rappresenta un vero modello per le nuove generazioni.
Nel 2022 la casa produttrice di giocattoli Mattel ha voluto renderle omaggio dedicandole una Barbie speciale: la prima realizzata in plastica riciclata, vestita con camicia kaki, pantaloncini, un taccuino e un binocolo. Questo gesto simbolico si proponeva di ispirare bambine e ragazze a seguire strade nelle scienze, nell’esplorazione e nell’attivismo ambientale.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, Jane Goodall è stata insignita del titolo di Dama dell’Impero Britannico nel 2003, nominata Messaggero di Pace dalle Nazioni Unite nel 2002 e premiata con la Presidential Medal of Freedom negli Stati Uniti. Anche in Italia ha ricevuto un importante riconoscimento, diventando Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica nel 2011.
Nel corso degli anni, Jane Goodall è diventata un’icona globale, simbolo dell’incontro fra rigore scientifico e profonda sensibilità umana, tra conoscenza e empatia. Non ha mai abbandonato la sua genuinità, quella stessa semplicità con cui trascorreva ore nella foresta africana in silenzio, aspettando che uno scimpanzé decidesse di fidarsi di lei.
Jane Goodall era convinta del potere del cambiamento e, nonostante le difficoltà, ha sempre mantenuto una visione ottimista.
Jane Goodall ha dichiarato:
“Sì, il pianeta è in pericolo. Ma abbiamo ancora tempo. Ogni giorno abbiamo una scelta: contribuire alla distruzione o alla rigenerazione del mondo.”