I rivenditori nel Regno Unito trasferiscono la maggior parte dei costi EPR ai consumatori

Il British Retail Consortium (BRC), principale associazione commerciale del Regno Unito, ha dichiarato che i rivenditori britannici trasferiranno la maggior parte dei costi derivanti dalla nuova normativa sull’Extended Producer Responsibility (EPR) ai consumatori.

Un recente sondaggio condotto dal BRC evidenzia che l’EPR, che si tradurrà in un onere economico di miliardi di sterline per il settore, causerà il trasferimento di oltre l’80% dei costi ai clienti finali.

L’EPR obbliga i produttori a dichiarare la quantità di imballaggi immessa sul mercato e a versare tariffe proporzionali al tonnellaggio. La normativa è entrata in vigore il 1° gennaio, mentre le tariffe si sono applicate a partire dal 1° aprile.

Alla presentazione dei risultati del sondaggio, il BRC ha sottolineato che l’EPR rappresenta un’ulteriore pressione inflazionistica per i consumatori britannici, in un contesto in cui l’inflazione alimentare si attesta intorno al 5%. Secondo stime della Banca d’Inghilterra, l’EPR potrebbe incrementare l’inflazione alimentare dello 0,5%.

Oltre agli impatti finanziari, l’indagine ha rilevato che l’85% dei rivenditori ha riscontrato un aumento significativo degli oneri amministrativi e di conformità legati all’EPR.

Il BRC ha evidenziato che il settore retail dispone di scarsi margini per assorbire costi aggiuntivi, citando in particolare un aumento stimato di 5 miliardi di sterline delle spese occupazionali dovuto a maggiori contributi previdenziali e salari, conseguenza del bilancio dello scorso anno nel Regno Unito.

Poiché le tariffe EPR si basano sui materiali utilizzati e sulle quantità, i rivenditori stanno adottando ogni misura possibile per incrementare l’impiego di materiali riciclabili e ridurre l’uso di imballaggi superflui.

Dal sondaggio emerge che l’85% dei rivenditori intende aumentare la proporzione di imballaggi sostenibili sul mercato, mentre circa quattro su cinque (78%) puntano a ridurre il volume complessivo degli imballaggi immessi.

Il BRC ha chiesto al governo britannico di fornire maggiore chiarezza riguardo ai benefici che i consumatori e l’ambiente potranno trarre dall’EPR.

Inoltre, l’associazione sollecita l’adozione di limiti giuridici affinché i fondi raccolti attraverso l’EPR siano destinati esclusivamente ai consigli locali per finanziare la raccolta differenziata e migliorare i sistemi di riciclo territoriali.

Andrew Opie, direttore per il settore alimentare e la sostenibilità del BRC, ha dichiarato:

“I rivenditori sostengono il principio del ‘chi inquina paga’ e stanno compiendo importanti passi per migliorare e ridurre l’utilizzo degli imballaggi.

Tuttavia, la tassa sugli imballaggi rappresenta anche un tributo da miliardi di sterline che ricade sui consumatori in un momento di crisi del costo della vita. Ci si chiederà: ‘Cosa otteniamo da questi rincari?’ Se i fondi non saranno utilizzati con trasparenza ed efficacia, l’EPR rischia di diventare solo un ulteriore peso per un settore già molto tassato, senza vantaggi concreti per i clienti né per l’ambiente.”