Corteo pro-Pal alla Sapienza con occupazione di Scienze Politiche
- 30 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un messaggio chiaro e determinato ha accompagnato l’azione degli studenti dell’Università La Sapienza, che si sono mobilitati contro la guerra, esprimendo una forte solidarietà con la Palestina. Dopo aver calato una grande bandiera palestinese, insieme ai movimenti Cambiare Rotta e a diversi collettivi universitari, hanno occupato la facoltà di Scienze Politiche, bloccando le lezioni.
L’intervento è stato preceduto da un corteo studentesco che ha attraversato l’intera città universitaria, passando per varie facoltà e dipartimenti. Questa mobilitazione nasce come espressione di solidarietà verso la Palestina e a sostegno della Global Flotilla.
Durante la protesta, è stata ammainata la bandiera dell’Unione Europea e al suo posto è stata issata quella palestinese all’interno della città universitaria, davanti alla Fontana della Minerva. Gli studenti hanno accompagnato questa azione cantando “Bella ciao”, simbolo di resistenza e libertà.
In un momento precedente del corteo, alcuni manifestanti hanno lanciato petardi, fumogeni e vernice contro l’ingresso del rettorato, esprimendo così la propria contrarietà alla politica accademica riguardo agli accordi con Israele. Il coro degli studenti è risuonato forte e chiaro: «Rettrice, strappa gli accordi con Israele» e «Polimeni, siamo fuori dal rettorato».
La protesta e le sue motivazioni
Questa mobilitazione si inserisce nel contesto delle tensioni internazionali e rappresenta un chiaro segnale di dissenso rispetto a decisioni politiche e accademiche considerate dagli studenti come un sostegno indiretto alle politiche di Israele nei confronti della Palestina. La scelta di occupare la facoltà e bloccare le lezioni vuole essere un modo per richiamare l’attenzione sull’importanza di un impegno universitario che sia coerente con i valori di pace e giustizia.
Inoltre, la simbolica rimozione della bandiera europea riflette l’insofferenza verso quella che gli studenti percepiscono come una complicità o una mancanza di azione significativa da parte della comunità internazionale in questa crisi.
Le reazioni e le ripercussioni
Le autorità universitarie dovranno ora confrontarsi con le istanze avanzate dagli studenti, che chiedono un ripensamento delle collaborazioni accademiche e politiche interne all’istituzione, in particolare per quanto riguarda le relazioni con Israele. Queste proteste, pur pacifiche nella loro formulazione generale, hanno incluso momenti di tensione come il lancio di petardi e vernice, che indicano un clima di forte mobilitazione.
Il blocco delle attività didattiche rappresenta un forte segnale di disapprovazione e mette in luce il ruolo cruciale che le università ricoprono, non solo come luoghi di formazione, ma anche come spazi di confronto e partecipazione civile.
Contesto internazionale e universitario
La Global Flotilla è un’iniziativa internazionale di denuncia contro il blocco della Striscia di Gaza, sostenuta da numerosi movimenti e organizzazioni impegnate nella promozione dei diritti umani e della pace. La solidarietà espressa dall’università riflette una sensibilità crescente tra i giovani verso le questioni geopolitiche e umanitarie.
In questo scenario, le università italiane assumono un ruolo rilevante nel favorire il dialogo e l’attivismo, invitando le istituzioni accademiche a prendere posizione e a promuovere politiche coerenti con i principi fondamentali di giustizia internazionale.