Manovra, la partita decisiva su detrazioni e sgravi per i figli
- 29 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Per realizzare una manovra finanziaria davvero orientata alle famiglie, il semplice taglio dell’Irpef non sarà sufficiente. La riduzione dell’imposta personale, su cui sta lavorando il Governo, riguarderà infatti i singoli contribuenti. Tuttavia, per comprendere quanto concretamente verrà sostenuto il supporto alle giovani coppie e ai nuclei con figli, sarà indispensabile esaminare nel dettaglio le altre misure annunciate dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo: si tratta di una possibile rimodulazione delle detrazioni, legata alla composizione della famiglia, e di aiuti per l’acquisto e l’affitto della prima casa destinata ai giovani.
Procedendo con ordine, partiamo dalle iniziative più definite, considerando che il Governo dovrà presentare il documento programmatico di bilancio alla Unione Europea entro il 20 ottobre.
In cosa consiste il taglio dell’Irpef
Il primo intervento, reiteratamente annunciato, punta a ridurre l’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28 mila e 50 mila euro, una fascia che interessa circa 9,6 milioni di contribuenti. Secondo le stime della Fondazione Nazionale Commercialisti, il costo pubblico per questa misura sarebbe di circa 1,2 miliardi di euro. Il massimo risparmio fiscale ipotizzabile sarebbe di 440 euro annui per i contribuenti con reddito pari a 50 mila euro.
Un’analisi basata sui dati del Ministero dell’Economia mostra che più della metà dei beneficiari, ovvero 5,3 milioni di persone, ha un reddito medio attorno ai 31.200 euro, il che si traduce in un risparmio di imposta modesto, pari a circa 64 euro l’anno.
Nel caso di risorse aggiuntive, la riduzione dell’aliquota potrebbe essere estesa fino ai redditi di 60 mila euro, che oggi sono tassati al 43% e che, secondo il piano, nel 2026 sarebbero soggetti al 33%. Questa fascia riguarda circa 940 mila contribuenti e la pressione fiscale sugli introiti dello Stato si ridurrebbe di circa 750 milioni di euro. Gli aventi diritto in questa categoria godrebbero allora di un risparmio più significativo, oscillante da un minimo di 440 euro per chi dichiara 50 mila euro fino a un massimo di 1.440 euro per redditi pari a 60 mila euro.
Come verranno trattati i redditi oltre i 60 mila euro
Resta da chiarire se la riduzione dell’aliquota verrà applicata anche agli oltre 2,1 milioni di contribuenti con redditi superiori a 60 mila euro, i quali nel 2024 hanno coperto il 38% del gettito totale Irpef in Italia. Estendere il taglio fiscale a questa platea costerebbe circa 3 miliardi di euro.
Il viceministro Maurizio Leo, durante l’intervento a Speciale Telefisco il 18 settembre, ha indicato in 13,6 milioni i potenziali beneficiari, considerando anche chi supera la soglia dei 60 mila euro, ma ha anche sottolineato la necessità di garantire le coperture finanziarie. Attualmente, sembra probabile che si adottino forme di compensazione per neutralizzare parzialmente l’impatto del taglio su questa categoria, al fine di non compromettere altre voci di spesa essenziali, come il sostegno alle imprese.
In conclusione, la decisione definitiva sul trattamento fiscale dei redditi più elevati sarà una scelta di natura strategica e politica, da bilanciare con la sostenibilità complessiva della manovra e le priorità economiche nazionali.