Il racconto del tesoro delle criptovalute riflette da vicino il pensiero dell’era Dotcom
- 28 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La narrazione delle tesorerie in criptovalute, diventata un tema centrale nell’attuale ciclo di mercato, richiama molto lo spirito degli investitori durante l’era delle dotcom alla fine degli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, periodo che provocò un crollo del mercato azionario di circa l’80%, come evidenziato da Ray Youssef, fondatore della piattaforma di prestito peer-to-peer NoOnes app.
Secondo Youssef, la stessa psicologia di investimento eccessivamente ottimistica che portò all’iper-investimento nelle prime compagnie internet e tecnologiche durante la bolla delle dotcom non è scomparsa, nonostante la presenza crescente di istituzioni finanziarie nel settore delle criptovalute. Egli ha dichiarato a Cointelegraph:
“Le dotcom erano un fenomeno innovativo nel nascente mercato IT; accanto a grandi aziende con idee solide e strategie a lungo termine, la corsa al capitale ha attirato anche appassionati, opportunisti e sognatori, poiché visioni audaci e futuriste del futuro sono facilmente vendibili al grande pubblico. Oggi, il mercato finanziario globale è spinto dall’idea delle criptovalute, della finanza decentralizzata e dalla rivoluzione del Web3.”
Youssef prevede che molte aziende che gestiscono tesorerie in criptovalute falliranno e saranno costrette a liquidare le proprie partecipazioni, creando così le condizioni per il prossimo mercato orso delle criptovalute. Tuttavia, un ristretto numero di queste imprese sopravviverà e continuerà ad accumulare criptovalute a prezzi fortemente scontati.
Le società di tesoreria crypto hanno dominato i titoli di giornale durante questo ciclo di mercato, poiché gli investimenti istituzionali sono visti come un segnale importante che indica la maturazione delle criptovalute da fenomeno di nicchia a classe di attivo globale, attrattiva per Stati nazionali e grandi aziende.
Non tutte le aziende crypto sono destinate a fallire; una gestione responsabile può fare la differenza
Le società che gestiscono tesorerie in criptovalute possono limitare gli effetti di un ciclo di mercato declinante e persino prosperare, a patto che adottino pratiche responsabili di gestione del tesoro e di rischio.
Una significativa riduzione del debito aziendale diminuisce considerevolmente il rischio di fallimento. Inoltre, le aziende che emettono nuova equity invece di indebitarsi hanno maggiori probabilità di superare le crisi, poiché i detentori di azioni non vantano gli stessi diritti legali dei creditori.
In caso di debito utilizzato per finanziare l’acquisto di criptovalute, è fondamentale dilazionare le scadenze – ossia distribuire i termini di rimborso dei vari tranches di debito nel tempo.
Ad esempio, conoscendo la tendenza del Bitcoin (BTC) ad operare su cicli quadriennali, un’azienda può strutturare un debito con scadenza a cinque anni in modo da evitare di dover rimborsare i prestiti in fasi di prezzo depresso del mercato crypto.
Inoltre, le imprese dovrebbero investire in criptovalute con offerta limitata o in asset digitali di qualità “blue-chip” che si dimostrano resilienti e capaci di recuperare valore tra i cicli, in contrasto con gli altcoin che possono perdere fino al 90% del loro valore e talvolta non riprendersi mai.
Infine, le società che operano un’attività produttiva con flussi di ricavi reali sono in una posizione molto più solida rispetto a quelle che si limitano a detenere tesorerie in criptovalute senza reddito associato, e che agiscono come veicoli pubblici d’acquisizione dipendenti esclusivamente dai finanziamenti esterni per acquistare crypto.