I ritardi nella cancellazione dei prestiti studenteschi saranno presto un problema maggiore per i debitori
- 28 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il Dipartimento dell’Istruzione sta affrontando un arretrato di richieste relative ai piani di rimborso basati sul reddito. Diversi sostenitori sollecitano un’elaborazione rapida prima che i mutuatari si trovino a dover affrontare nuove imposte sulle erogazioni di debito studentesco previste per l’anno prossimo. Il sollievo del debito tramite piani di rimborso basati sul reddito risulta inoltre posticipato fino all’inverno.
Il tempo stringe per l’amministrazione del presidente Donald Trump affinché smaltisca il ritardo accumulato nelle pratiche di cancellazione del debito studentesco.
Dall’insediamento di Trump, il suo Dipartimento dell’Istruzione ha lavorato su numerose domande di piani di rimborso basati sul reddito e sulle richieste di cancellazione del debito, cosiddette buybacks, collegate a pagamenti aggiuntivi nel contesto del programma Public Service Loan Forgiveness (PSLF), prima che entrino in vigore le modifiche previste per il prossimo anno. Questo accumulo di pratiche è iniziato sotto la precedente amministrazione di Joe Biden a causa delle controversie legali che hanno colpito il piano SAVE, sempre basato sul reddito. Anche se i processi sono ripresi a gennaio, l’amministrazione di Trump ha dovuto affrontare una causa intentata da gruppi di sostegno ai debitori per i ritardi giudicati ingiustificati.
In un documento presentato a un tribunale lo scorso agosto, il Dipartimento ha dichiarato che al 31 luglio risultavano pendenti 1,3 milioni di piani basati sul reddito e 72.730 richieste di riconoscimento dei crediti per lo sgravio derivanti da versamenti supplementari sotto il PSLF. I ritardi persistenti hanno portato la American Federation of Teachers a trasformare una denuncia singola in una causa collettiva il 17 settembre, esortando il Dipartimento a cancellare i debiti dei mutuatari che hanno rispettato i requisiti di pagamento secondo i piani o il PSLF.
Il documento sostiene che:
“A questo ritmo, i mutuatari potrebbero dover aspettare anni per ricevere i benefici che il Congresso ha stabilito dovrebbero essere loro riconosciuti.”
La questione assume ulteriore rilevanza poiché, a partire dal 1° gennaio 2026, la cancellazione del debito tramite piani basati sul reddito tornerà a essere tassabile. Questa situazione deriva dalla scadenza di una disposizione del American Rescue Plan del 2021, che aveva reso esenti da imposte tali sgravii. I mutuatari che non vedranno approvate le loro richieste entro fine anno potrebbero quindi dover sostenere una significativa tassazione, commisurata all’importo del debito cancellato.
Milioni di mutuatari si trovano in una fase di incertezza non solo a causa dei ritardi burocratici, ma anche per le modifiche ai piani di rimborso introdotte dalla legge di spesa promossa da Trump, definita “grande e complessa”. Tali modifiche hanno eliminato diversi piani di rimborso, imponendo ai debitori pagamenti mensili più elevati e l’introduzione di nuove imposte sul sollievo del debito per l’anno successivo, mentre l’amministrazione procede con la riforma del sistema di rimborso dei prestiti studenteschi.
La denuncia della AFT evidenzia la situazione di una mutuataria che ha pagato i prestiti per oltre 25 anni e, nonostante abbia raggiunto la soglia per la cancellazione, non ha visto il suo sollievo elaborato. Ciò l’ha costretta a continuare a versare 700 dollari mensili per evitare il rischio di morosità e le prospetta un carico fiscale se il sollievo non sarà concesso entro quest’anno.
Le modifiche imminenti per i mutuatari federali
L’amministrazione di Trump ha chiarito che la priorità è incentivare i mutuatari a concentrarsi sul rimborso invece che sulla cancellazione del debito. In tal senso, la legge di spesa ha semplificato i piani di rimborso cancellando quelli esistenti e sostituendoli con due sole opzioni: un piano standard e un nuovo Piano di Assistenza al Rimborso, che consente la cancellazione del debito dopo 30 anni di pagamento.
Inoltre, la legge ha annullato il piano SAVE introdotto dall’ex presidente Joe Biden, che prevedeva la cancellazione dopo appena 10 anni di pagamenti. Il Dipartimento ha ripreso il conteggio degli interessi per gli 8 milioni di mutuatari iscritti al piano SAVE dal 1° agosto, consigliando loro di optare per un piano di rimborso diverso, ad esempio il piano basato sul reddito. Tuttavia, anche il piano basato sul reddito sta subendo ritardi nella lavorazione delle richieste.
Nel corso dell’estate, il Dipartimento ha comunicato che cause legali riguardanti il piano SAVE impediscono un’elaborazione regolare delle richieste di cancellazione tramite piani basati sul reddito. Ha inoltre informato che è impegnato a garantire la correttezza del conteggio dei pagamenti, ma non prevede di completare questo processo prima dell’inverno 2025.
Il Senatore Bernie Sanders ha guidato un gruppo di parlamentari nel sollecitare la Segretaria all’Istruzione Linda McMahon a intervenire tempestivamente sui ritardi del piano basato sul reddito, scrivendo che senza azioni rapide “i mutuatari che dovrebbero ricevere la cancellazione prima della scadenza dell’esenzione fiscale rischiano di dover sostenere bollette fiscali significative su un sollievo che avrebbe dovuto essere concesso senza penalità”.
La mancanza di certezze riguardo al sollievo e al rimborso sta destando preoccupazione tra i debitori. Justin Krull, un mutuatario quarantaduenne iscritto al piano SAVE, ha dichiarato di volere adempiere ai propri obblighi ma di trovare difficile pianificare a causa delle continue modifiche normative.
Justin Krull ha spiegato:
“Vogliamo farci carico delle nostre responsabilità. Desideriamo soltanto un sistema affidabile che ci consenta di pianificare finanziariamente il nostro futuro e le opportunità che ci attendono.”