Vitalik Buterin critica la legge europea sul controllo delle chat e avverte sui rischi per la privacy
- 27 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Vitalik Buterin, cofondatore di Ethereum, ha espresso critiche nei confronti della proposta della Unione Europea nota come “Chat Control”, evidenziando i rischi che essa comporta per il diritto alla privacy nelle comunicazioni digitali.
In un post pubblicato sabato sulla piattaforma X, Buterin ha criticato le misure di sorveglianza obbligatorie che richiederebbero alle piattaforme tecnologiche di scandagliare i messaggi privati alla ricerca di contenuti illegali. Ha affermato: “Tutti noi meritiamo privacy e sicurezza… per le nostre comunicazioni private”.
Buterin ha aggiunto:
“Non si può garantire la sicurezza della società rendendo le persone insicure,” argomentando che le “backdoor” create per le forze dell’ordine sono inevitabilmente vulnerabili agli attacchi informatici e compromettono la sicurezza di tutti.
Il suo intervento è stato una risposta a un messaggio di Pieter Levels, imprenditore che ha esortato i cittadini europei a respingere questa normativa, mettendo in guardia sul potenziale accesso dei funzionari ai messaggi personali degli utenti.
La critica di Buterin all’ipocrisia dei legislatori
Buterin ha denunciato anche l’ipocrisia di alcuni legislatori europei che, secondo quanto riportato, starebbero cercando un’esenzione personale dal campo di applicazione della legge “Chat Control”.
Ha commentato:
“Il fatto che i funzionari governativi vogliano esentare se stessi dalla propria legge è un chiaro segnale,” collegando la sua dichiarazione a un rapporto pubblicato da fonti europee.
Da un documento trapelato relativo alla bozza della normativa emerge che i ministri degli interni, insieme ai membri dei servizi di intelligence, polizia e militari, desiderano essere esclusi dalle disposizioni di sorveglianza di massa che prevedono la scansione delle chat private.
Attualmente sono quindici i Paesi dell’UE favorevoli alla proposta, ma non è ancora raggiunta la soglia del 65% della popolazione necessaria per l’approvazione. La Germania, paese con il voto decisivo, non ha ancora espresso una posizione definitiva. Se Berlino si pronuncerà a favore, la legge avrà probabilmente il via libera; in caso contrario, la normativa rischia di essere respinta.
Implicazioni per il mercato digitale e la privacy
Esperti e sostenitori della tecnologia decentralizzata, come l’amministratore delegato di Diode, Hans Rempel, e Elisenda Fabrega di Brickken, hanno commentato che la proposta potrebbe spingere gli utenti verso piattaforme Web3 decentralizzate, progettate per garantire la privacy come impostazione predefinita.
Rempel ha spiegato che il principio di Web3 “not your keys, not your data” risuona con quegli utenti ormai sfiduciati nei confronti dei sistemi centralizzati. Fabrega ha sottolineato, però, che tale spostamento potrebbe frammentare il mercato digitale europeo e ridurre l’influenza dell’UE sugli standard mondiali in materia di privacy.
Fabrega ha inoltre osservato che la nuova normativa violerebbe gli Articoli 7 e 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che tutelano la segretezza delle comunicazioni private e la protezione dei dati personali.
Rempel ha inoltre avvertito dei rischi legati al concedere ai governi accesso tramite backdoor, evidenziando i gravi problemi di cybersecurity, soprattutto alla luce di precedenti violazioni dei dati governativi.