Notizie su btc discussioni contrastanti sul hard fork
- 27 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il dibattito sul futuro di Bitcoin non è certo una novità, ma questa settimana ha assunto toni particolarmente accesi. Uno degli sviluppatori più longevi di Bitcoin si è trovato al centro di una controversia riguardante l’immutabilità della blockchain, la censura e il significato di “salvare” il protocollo.
La vicenda è esplosa il 25 settembre, a seguito di un articolo pubblicato da The Rage, che sosteneva di aver rivelato come Luke Dashjr, manutentore del software Bitcoin Knots, promuova un hard fork che istituisce un comitato multisig fidato con il potere di modificare retroattivamente la blockchain, esaminare le transazioni e rimuovere contenuti illeciti.
Un hard fork della blockchain rappresenta una divergenza permanente rispetto alla versione precedente del software, obbligando tutti i partecipanti ad aggiornarsi al nuovo protocollo poiché le versioni vecchia e nuova risultano incompatibili.
L’articolo citava presunti messaggi di testo trapelati nei quali Dashjr avrebbe detto: “O Bitcoin muore o dobbiamo fidarci di qualcuno”.
Il racconto si è diffuso su X, raggiungendo centinaia di migliaia di visualizzazioni e alimentando un’antica frattura filosofica: Bitcoin dovrebbe restare un livello di regolamento neutrale oppure gli sviluppatori dovrebbero intervenire attivamente per filtrare quali usi della rete siano legittimi?
Luke Dashjr ha respinto categoricamente le accuse. Ha scritto:
“In realtà non ho mai proposto un hard fork o qualcosa di simile, e questi attori negativi si stanno solo aggrappando a qualsiasi cosa per calunniarmi e cercare di minare i miei sforzi per salvare ancora una volta Bitcoin.”
The Rage ha risposto con un meme chiedendo di rivelare l’identità di chi ha inviato i messaggi trapelati, in modo da confermare la loro veridicità.
Nel corso delle 24 ore successive, Dashjr ha ribadito più volte la sua posizione: “Niente di nuovo, nessuno sta realmente invocando un hard fork,” ha scritto. In un altro messaggio ha sottolineato: “Non c’è alcun hard fork in programma.”
Lo Scontro tra Bitcoin Knots e Bitcoin Core
Dietro la contesa si cela una divisione più profonda tra il progetto Bitcoin Knots di Dashjr e il più ampio software Bitcoin Core, adottato dalla maggior parte della rete.
Bitcoin Knots applica regole più rigide sulle transazioni, bloccando dati non finanziari come le iscrizioni Ordinals e i token Runes. Dashjr e i suoi sostenitori sostengono che queste misure preservano l’integrità monetaria di Bitcoin e lo proteggono da rischi regolamentari. Al contrario, gli sviluppatori di Core hanno storicamente adottato un approccio più permissivo, tollerando dati non standard purché non compromettano il consenso della rete.
La presunta proposta di un hard fork ha fatto emergere tutta la tensione tra questi due orientamenti. Per i critici di Dashjr, essa confermerebbe il timore che la sua visione miri a compromettere il principio cardine di immutabilità di Bitcoin; per i suoi sostenitori, invece, si tratterebbe di un attacco strumentale volto a indebolire la causa di filtri più severi contro lo spam.
Tra i difensori di Dashjr figura Udi Wertheimer, cofondatore di Taproot Wizards, un progetto associato a Bitcoin Ordinals, cioè ciò che Dashjr tende a contrastare. Wertheimer ha scritto su X:
“Non sono un fan di Luke, ma questo è un pezzo diffamatorio e fake news. Lui non sta proponendo affatto questo.”
Ha poi aggiunto: “Ovviamente non sono dalla parte di Luke, ma si tratta solo di una pubblicazione superficiale e di bassa qualità in termini di propaganda.”
In conclusione, Wertheimer ha spiegato che i messaggi trapelati rappresentavano una semplice discussione ipotetica sull’uso delle prove a conoscenza zero per permettere ai nodi Knots di evitare di scaricare “spam”.
Ha affermato: “È, come sempre, una tempesta in un bicchier d’acqua. Mi sembra chiaro che questa proposta non verrà mai attuata, e anche se lo fosse, non censurerebbe la rete, non creerebbe divisioni e resterebbe pienamente compatibile con Core.”
L’Impatto sul Mercato e le Prospettive
Da evidenziare che nelle ultime 24 ore il prezzo di BTC, attorno a $109.000, è sceso del 2,2%, accumulando una perdita superiore al 5,5% nell’ultima settimana. Sebbene non esistano prove dirette che colleghino questa flessione alla controversia relativa ai presunti piani di Dashjr, il momento non è favorevole.
Nel mondo delle criptovalute, infatti, anche solo l’incertezza può aumentare la pressione ribassista, e le voci di potenziali scossoni del protocollo tendono a esacerbare esattamente questa dinamica.