Il boom delle stablecoin rischia di portare alla cryptoizzazione nei mercati emergenti
- 27 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
L’adozione crescente di stablecoin e criptovalute a livello globale espone i mercati emergenti a crescenti rischi per la sovranità monetaria e la stabilità finanziaria, secondo un recente report di Moody’s Ratings. L’agenzia di rating avverte che la diffusione delle stablecoin — token ancorati 1:1 a un altro bene, generalmente una valuta fiat come il dollaro statunitense — potrebbe compromettere il controllo delle banche centrali sui tassi d’interesse e sulla stabilità dei tassi di cambio, un fenomeno definito come “cryptoizzazione”.
Secondo il rapporto, le banche potrebbero inoltre affrontare una riduzione dei depositi qualora i risparmiatori decidessero di trasferire i propri fondi da depositi bancari nazionali a stablecoin o portafogli digitali.
Moody’s segnala come la regolamentazione degli asset digitali sia frammentata a livello globale, con meno di un terzo dei Paesi che ha implementato normative complete, esponendo così molte economie a volatilità e potenziali shock sistemici. Sebbene nei Paesi avanzati l’adozione sia spesso guidata da chiarezza normativa e da canali d’investimento più evoluti, la crescita più rapida si registra nei mercati emergenti — in particolare in America Latina, Sud-Est Asiatico e Africa — dove l’utilizzo delle criptovalute è incentivato da rimesse, pagamenti mobili e copertura dall’inflazione.
L’agenzia sottolinea:
“La rapida espansione delle stablecoin, nonostante la loro percezione di sicurezza, introduce vulnerabilità sistemiche: una supervisione insufficiente potrebbe innescare fughe verso le riserve e necessitare di salvataggi statali costosi in caso di collasso degli ancoraggi.”
Questa divergenza mette in evidenza non solo le opportunità di inclusione finanziaria, ma anche i pericoli di instabilità finanziaria nel caso in cui le autorità di controllo non riescano a tenere il passo con l’innovazione.
Nel 2024, si stima che la proprietà globale di asset digitali abbia raggiunto circa 562 milioni di persone, registrando un incremento del 33% rispetto all’anno precedente.
Progressi normativi in Europa, Stati Uniti e Cina
Nonostante la mancanza di regole uniformi sulla criptovaluta e le stablecoin in gran parte del mondo, Europa, Stati Uniti e persino Cina hanno compiuto notevoli passi avanti nell’ultimo anno.
Il 30 dicembre 2024, a seguito di un’introduzione graduale, sono entrate in vigore le ultime disposizioni del regime dell’Unione Europea sui Mercati dei Crypto-Asset (MiCA), che rappresenta il quadro normativo europeo per le criptovalute. MiCA standardizza le licenze per i fornitori di servizi e definisce requisiti di riserva e trasparenza per le stablecoin.
Negli Stati Uniti, il GENIUS Act è stato promulgato il 18 luglio, stabilendo criteri vincolanti per l’emissione e il sostegno delle stablecoin.
Mentre Europa e Stati Uniti consolidano le regolamentazioni sulle stablecoin, Cina sembra intraprendere una strada differente. Dopo aver vietato il trading e il mining di criptovalute nel 2021, Pechino ha ampliato i programmi pilota per lo yuan digitale e, stando a recenti rapporti di agosto 2025, sta valutando l’introduzione di stablecoin ancorate allo yuan sotto rigido controllo statale.
Il People’s Bank of China (PBOC) ha aperto recentemente un nuovo centro operativo a Shanghai dedicato allo yuan digitale, con l’obiettivo di sviluppare servizi blockchain e pagamenti transfrontalieri in un contesto dove l’evoluzione delle stablecoin continua a essere strategica.