Bitcoin non riesce a mantenere i 110K, ecco perché
- 27 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il prezzo del Bitcoin (BTC) non è riuscito a superare la soglia dei 110.000 dollari venerdì, nonostante le aspettative elevate da parte dei trader dopo la scadenza mensile delle opzioni su BTC. Le speranze di un rally post-scadenza sono state deluse da una continuazione della pressione ribassista, alimentata da diversi fattori sfavorevoli, tra cui dati macroeconomici e l’eventuale avvio di un’indagine su alcune società di tesoreria di criptovalute quotate in Borsa.
Il Dipartimento del Commercio statunitense ha comunicato venerdì che l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) ad agosto è cresciuto del 2,7% su base annua, in linea con le previsioni degli economisti. La persistenza dell’inflazione rappresenta una delle principali ragioni per cui la Federal Reserve rimane cauta nell’abbassare i tassi di interesse.
Nonostante i dati positivi sull’economia americana, Bitcoin fatica a tenere il passo, soprattutto mentre l’oro si avvicina a livelli record, spostando l’attenzione degli investitori verso asset rifugio tradizionali.
Scetticismo sui tagli ai tassi e rialzo dell’oro
Le aspettative degli operatori di un possibile calo dei tassi d’interesse fino al 3,75% o inferiore entro fine anno sono state riviste al ribasso, come testimoniano i mercati dei futures. Lo strumento CME FedWatch indica attualmente una probabilità implicita del 67% che la Federal Reserve tagli i tassi di 0,25 punti percentuali due volte entro dicembre, in calo rispetto al 79% stimato soltanto una settimana fa.
La delusione dei trader di Bitcoin è stata aggravata dall’aumento del prezzo dell’oro, balzato venerdì fino a 3.770 dollari, appena lo 0,5% sotto il massimo storico, a indicare come gli investitori preferiscano temporaneamente rifugiarsi in asset più sicuri in un contesto di crescente incertezza.
Nel contempo, l’indice S&P 500 ha registrato guadagni venerdì in seguito alla pubblicazione di dati che indicano un aumento dello 0,6% della spesa al consumo negli Stati Uniti ad agosto. Gli economisti avevano previsto un rallentamento della spesa verso la fine dell’anno, a causa dell’inflazione e delle preoccupazioni per un possibile indebolimento del mercato del lavoro.
Un’economia americana robusta tende storicamente a sostenere i mercati azionari, stimolando gli utili delle aziende e riducendo il rischio percepito, anche in un quadro segnato dall’acuirsi della guerra commerciale. L’amministrazione del Presidente Donald Trump ha infatti introdotto recentemente un nuovo ciclo di dazi sulle importazioni, inclusa una tassa del 100% su alcuni farmaci brevettati.
Pressioni regolamentari e incertezza sulle riserve in Bitcoin
Oltre agli elementi macroeconomici, il mercato delle criptovalute si trova alle prese con ostacoli specifici che pesano ulteriormente sul prezzo di Bitcoin.
Un report del Wall Street Journal ha rivelato che diverse società di gestione di tesoreria in criptovalute sono state contattate dalle autorità regolatorie statunitensi. La Securities and Exchange Commission (SEC) e la Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) avrebbero manifestato preoccupazioni riguardo a volumi di scambio insolitamente elevati osservati in prossimità di annunci societari.
Le normative proibiscono alle società quotate di divulgare selettivamente informazioni materiali non pubbliche, creando sospetti su possibili guadagni netti registrati da azioni di alcune società quotate pochi giorni prima degli annunci di rilievo. Un ex avvocato della SEC, David Chase, ha dichiarato al Wall Street Journal:
“Questo è tipicamente il primo passo in un’investigazione. Se arriverà a una conclusione completa, è difficile da prevedere.”
I trader sono inoltre sempre più frustrati dall’incertezza riguardo il piano statunitense per una riserva strategica di Bitcoin. L’ordine esecutivo firmato a marzo faceva riferimento a strategie “a bilancio neutro” per accumulare criptovalute, ma finora non sono stati annunciati passi concreti in questa direzione. Inoltre, nonostante le ripetute promesse di una revisione delle partecipazioni governative in criptovalute, nessuna azione è stata ancora intrapresa.
In sintesi, il prezzo di Bitcoin continua a risentire di una pressione derivante da un contesto macroeconomico favorevole che sostiene i mercati azionari, ma al contempo caratterizzato dall’incertezza regolamentare e dagli sviluppi poco chiari circa la riserva strategica di criptovalute del governo statunitense.
Questa analisi ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale o finanziaria. Le opinioni esposte sono esclusivamente quelle dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di terzi.