Npl meeting 2025 in Italia previsti 22 miliardi di euro annui di volumi Npe

Il processo di derisking portato avanti dall’industria italiana dei Npl continua a mantenere uno storico tasso di deterioramento del credito tra i più bassi del Paese, mentre l’Europa registra un peggioramento degli indicatori di rischio prospettico, influenzato soprattutto dall’aumento dei crediti deteriorati in Francia e Germania. In questo scenario, la maturità raggiunta dal settore italiano degli Npl sarà messa alla prova dal consolidamento del mercato e dalla capacità di integrare nuove tecnologie digitali nei processi, elementi che condizioneranno il futuro dell’industria.

Questi sono i principali risultati emersi dal “Market Watch Npl 2025”, elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis e presentato durante la quattordicesima edizione del Npl Meeting, l’evento annuale dedicato al settore del credito deteriorato. L’edizione di quest’anno, intitolata “Framework & Frontiers”, si è svolta presso la sede di Banca Ifis a Mestre. L’apertura è stata affidata a Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis, che ha introdotto l’intervento di Jeffrey Sachs, economista americano, ex direttore dell’Earth Institute della Columbia University e consigliere economico delle Nazioni Unite dal 2001 al 2018.

Il quadro europeo e la polarizzazione del mercato

L’analisi del Market Watch Npl 2025 evidenzia una crescita dei crediti deteriorati a livello europeo negli ultimi due anni. Nel secondo trimestre del 2025 lo stock complessivo di Npe lordi delle banche più importanti dell’UE si riduce di circa 3 miliardi di euro rispetto al trimestre precedente, raggiungendo quota 373 miliardi di euro, con un Npe ratio sostanzialmente stabile all’1,84%. Tuttavia, dietro questa apparente stabilità si nasconde una forte polarizzazione del mercato in relazione alla congiuntura economica nel Vecchio Continente.

A incrementare i crediti deteriorati sono principalmente Germania (+14 miliardi di euro nel secondo trimestre 2025) e Francia (+12 miliardi nello stesso periodo), mentre Spagna e soprattutto Italia registrano una contrazione, in linea con la migliore performance economica di questi Paesi.

La situazione italiana: tasso di deterioramento ai minimi storici

Esaminando più attentamente l’Italia, l’analisi di Banca Ifis mostra come il tasso di deterioramento del credito resti a livelli storicamente contenuti. Al termine del 2025, lo stock totale dei crediti deteriorati nel Paese (comprendente banche e investitori) è stimato intorno a 275 miliardi di euro, ben lontano dai picchi raggiunti nel 2015.

Il peggioramento del credito è principalmente localizzato nel comparto imprese, con il tasso di deterioramento che si innalza dall’1,3% del 2023 all’1,8% del 2024, influenzato in particolare dai settori edilizio, commerciale e dell’hospitality. Contemporaneamente, il tasso di deterioramento del credito alle famiglie rimane stabile allo 0,6%, in linea con gli ultimi cinque anni.

Prospettive di mercato e sfide future

Per il periodo 2025-2027, è previsto un calo del Npe ratio lordo fino al 2,3%, valore significativamente inferiore alla soglia del 5% indicata come obiettivo dalla Banca Centrale Europea. Nel medesimo arco temporale, il mercato italiano dei crediti deteriorati assisterà alla cessione di volumi di Npe pari a circa 22 miliardi di euro annui, con un ruolo crescente del mercato secondario.

Gli operatori principali del settore dovranno affrontare due sfide fondamentali: da un lato, il consolidamento del mercato, un processo già avviato negli ultimi due anni; dall’altro, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale come leva per rendere più efficienti e snelli i processi operativi. Un ulteriore fattore chiave per lo sviluppo del sistema riguarda l’efficacia dei processi di recupero crediti.

Un approfondimento su 44 portafogli con rating Scope, per un valore complessivo di 95 miliardi di Gross Book Value, evidenzia un rallentamento nel tasso di recupero, collegato a un aumento della componente di recupero giudiziale dal 2023 in poi. Questo fenomeno è associato a ritardi significativi nei tribunali, con il 60% dei fascicoli che presenta uno stato di pendenza superiore ai cinque anni. La capacità di snellire questi processi sarà determinante per migliorare l’efficacia complessiva del sistema di recupero in Italia.



Author: Tony
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