La cryptoizzazione dei mercati emergenti mette a rischio la resilienza finanziaria secondo Moody’s

L’adozione delle criptovalute nei mercati emergenti rappresenta una minaccia per la sovranità monetaria e la resilienza finanziaria, secondo quanto evidenziato in un rapporto pubblicato giovedì da Moody’s Ratings, una delle principali agenzie di valutazione del credito.

Il documento sottolinea che i rischi sono particolarmente gravi nelle aree in cui l’utilizzo delle criptovalute va oltre la semplice funzione di investimento, estendendosi al risparmio e alle rimesse. Moody’s osserva come una maggiore diffusione delle stablecoin legate al dollaro statunitense possa compromettere il meccanismo di trasmissione monetaria, poiché prezzi e regolamenti cominciano a essere espressi sempre più frequentemente al di fuori della valuta locale.

Le stablecoin sono token crittografici ancorati al valore di un asset finanziario tradizionale, come una valuta fiat, con il dollaro statunitense che domina questo mercato. Moody’s afferma:

“Ciò genera pressioni di ‘cryptoizzazione’, un fenomeno analogo alla dollaroizzazione non ufficiale, ma con maggiore opacità e minore visibilità regolamentare.”

Inoltre, le criptovalute offrono nuovi canali per il trasferimento clandestino di capitali. L’uso di portafogli digitali pseudonimi e di scambi offshore consente agli individui di spostare ricchezze all’estero in modo discreto, mettendo a rischio la stabilità del tasso di cambio, spiega il rapporto.

Moody’s ha evidenziato come la proprietà di criptovalute sia aumentata in modo significativo soprattutto nei mercati emergenti, con particolare concentrazione nel Sud-Est asiatico, in Africa e in alcune aree dell’America Latina. Qui l’adozione è spesso sostenuta da pressioni inflazionistiche, difficoltà legate alla moneta locale e accesso limitato ai servizi bancari tradizionali. Diversamente, nei paesi più sviluppati, la diffusione è trainata dall’integrazione istituzionale e dalla chiarezza normativa.

La stima indica che, entro il 2024, il numero di possessori di criptovalute raggiungerà circa 562 milioni di persone, con un incremento del 33% rispetto al 2023.

Implicazioni per la politica monetaria e finanziaria

Il fenomeno della crescente adozione delle stablecoin genera importanti sfide per le autorità monetarie dei paesi emergenti. L’emergere di un sistema finanziario parallelo basato su asset esterni può ridurre l’efficacia delle politiche monetarie nazionali, limitando il controllo sui flussi di capitale e creando ulteriori vulnerabilità in periodi di stress economico.

Le istituzioni finanziarie internazionali invitano dunque a un maggiore coordinamento regolamentare globale per garantire trasparenza e un adeguato monitoraggio delle attività collegate alle criptovalute. A livello locale, è essenziale rafforzare i sistemi di vigilanza e promuovere l’educazione finanziaria per prevenire fenomeni di instabilità e abuso.

Prospettive di crescita e diffusione

L’espansione del mercato delle criptovalute, trainata da prodotti come le stablecoin, è destinata a proseguire, soprattutto grazie al crescente interesse di investitori retail e istituzionali. La crescente domanda di soluzioni di pagamento rapide e sicure, oltre alla digitalizzazione globale delle economie, rappresenta un ulteriore motore di sviluppo.

Si prevede che il volume transfrontaliero legato alle stablecoin possa raggiungere valori rilevanti nei prossimi anni, contribuendo sia alla diversificazione delle attività finanziarie sia ad aumentare la complessità del contesto regolamentare a livello internazionale.